Il passaggio del film di Sorrentino in prima serata su Canale 5 scatena il dibattito nella gente comune che boccia la pellicola e si domanda: come ha potuto trionfare agli Oscar?

Roma
18:44 del 05/03/2014
Scritto da Albertone

Una delle frasi più gettonate che si possono trovare sui social dopo il passaggio in prima serata de La Grande Bellezza riprende un altrettanto famosa battuta di Paolo Villaggio in merito alla Corazzata Potemkin. Senza che il “povero” regista Paolo Sorrentino se ne abbia male, su Facebook e Twitter da ieri sera è una pioggia di critiche, una valanga di proteste da parte di chi quella pellicola non era riuscita a vederla al cinema e aveva dovuto aspettare la proiezione su Mediaset, che ne è co-produttrice. Critiche, si diceva.
La Grande Bellezza ha comunque spopolato in tv, seppur con alterne fortune. Gli spettatori registrati dall’Auditel sono pari a 8.861.000, per uno share del 36,11%. Dato positivo o negativo? Purtroppo per il regista, il cast (e la rete che lo ha trasmesso), deludenti rispetto alle aspettative. Nella prima parte il film ottiene 10.279.000 di telespettatori (35,45%), mentre nella seconda si attestano a 6.936.000 (37,52%). In pratica, quasi 3 milioni e mezzo di persone si sono sorbite l’inizio, hanno aspettato in qualcosa di meglio (trama, velocità, emotività, etc) ma alla lunga hanno ceduto, scegliendo di infilarsi sotto le coperte alla pubblicità lunga.
Insomma, se l’inizio è stato col botto trascinato dalla curiosità, dalla pubblicità battente delle reti Mediaset e dalla straordinaria visibilità avuta nelle ore precedenti alla messa in onda, al momento di batter cassa sui telespettatori la pellicola si è improvvisamente persa. Sarà colpa, ripete chi critica il film, dell’incapacità di comprendere il messaggio contenuto nelle oltre due ore di immagini, dialoghi, sospensioni. D’altronde il Palmares de La Grande Bellezza è invidiato dalle pellicole di tutto il mondo.
Ha vinto il Premio Oscar come miglior film in lingua stranieri, il Golden Globe come miglior film straniero, il BAFTA come miglior film in lingua straniera, quattro European Film Award, cinque Nastri d’Argento e numerosi altri premi internazionali. Insomma, il giudizio della critica è stato pressoché unanime. Per la verità, un’unanimità raggiunta più all’estero che in Italia. Qui, invece, il film è stato ritenuto lento, in alcune parti persino scontate, una copiatura delle pellicole di Federico Fellini e un’immagine storpiata di quella che è la mondanità e non solo romana. Una sorta di passaggio superficiale su quella che è una realtà che tiene sotto scacco l’Italia, che nasconde mazzette, droghe, intrighi e tradimenti, ma su cui il film si sofferma senza dare la giusta profondità.
E, d’altronde, trattandosi del film che ha portato il cinema italiano in cima al mondo, forse ciascuno aveva il diritto di attendersi il meglio possibile. C’è chi lo ha paragonato a La Vita è bella o a Mediterraneo trovandosi dinanzi un parallelismo non supportabile, c’è chi ha ammesso che la dedica a Diego Armando Maradona forse qualche riflessione poteva generarla. Fatto sta che La Grande Bellezza è stato reputato un film insignificante per il panorama italiana e si sta beccando una dose inaudita di critiche sui social network. Dove ciascuno può affermarsi critico e regista a furor di popolo.


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Categorie: Cultura, Curiosità


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