La cura contro il cancro esiste, ma non hanno interessi economici per diffonderla! Una scoperta davvero clamorosa e allo stesso tempo vergognosa.

Verona
11:03 del 13/02/2015
Scritto da Gerardo

Ciò che prendete come certo in televisione, molte, troppo volte viene puntualmente smentito dalla rete, l’unico mezzo di informazione libero. Le lobby farmaceutiche furono e sono tutt’ora prese d'assalto dai potentissimi investimenti delle logge massoniche appoggiate ai "ministeri del tesoro" globali, agli investitori politici ed alla loro casta, oltrechè dal Vaticano (come un tempo fu la loggia "Cristo re" e dalle famiglie massoniche "piazza del Gesù"), ai tempi di Marcinkus e della merdosissima banca vaticana IOR, che contiene più soldi sporchi essa che stèrchi nelle chiappe di un neonato!

La produzione in serie dei chemioterapisti produce quantità enormi di utili economici da reinvestire (a mo' di reazione a catena di produzione) su "nuove" forme di terapia (ma nuove nemmeno lontamante) ove prendono per i fondelli gli economati delle sanità nazionali mondiali asserendo ch'or esiste una "nuova" cura! Ciò significa che tal "nuova" cura costerà agli stati il 20 o 30% di più! Oggi una flebo di chemioterapia media costa allo stato circa 3.000 euro! Moltiplicate tale costo per milioni di persone nel mondo colpite dalle più disparate forme di neoplasia, sia originaria, che metastatica, sia benigna che maligna, sia di tipo T-1 o sia di tipo T-6!

Va da sè intuire che l'utilizzo "IMPROVVISO" d'un farmaco definitivo per la cura di molte forme di cancro da una parte toglierebbe il predominio ed il potere economico ad una major (come, ad esempio, la "bayer farmaceutici", la quale, tra l'altro, rifornì di gas nervino i campi nazisti di birkenau, sobibor, mathausen, ecc, per la "soluzione finale" della questione ebraica), che decidono della nostra vita, ma dall'altra manderebbe sul lastrico decine di migliaia di occupati, e loro famiglie, per tali produzioni!

Sul lastrico perchè una cura non definitiva e definita necessita di aggiornamento, ricerca e nuova strategia di produzione costante, mentre un farmaco, invece, definitivo necessita d'una sola catena di produzione e distribuzione! Ordunque comprenderete che i signorotti tutti sigari cubani, porsche e strònzate, prendono per il deretano anche gli investimenti degli stati per la ricerca, che, codesti (im)potenti pezzi di letame si intascano, asserendo <<si, stiamo investendo nella ricerca>>!


Articolo letto: 1055 volte
Categorie: Medicina, Salute, Scienze


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Risposte - Commenti

Carmelo

13/02/2015 11:15:29
Le case farmaceutiche hanno interessi economici a non diffondere le cure alternative e soprattutto quelle che sfuggono al loro controllo. Un esempio? Psicofarmaci Un altro? I vaccini anti-influenzali (dannosissimi - cercate di evitarli) Devo andare avanti??
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Pina

13/02/2015 11:15:16
Le case farmaceutiche non fanno beneficienza. Quando esce un farmaco nuovo questo è coperto da un brevetto che dura almeno 10 anni, cosa che assicura un grosso guadagno dopo tutte le spese affrontate per sviluppare quel farmaco (e visto che per sviluppare un farmaco ci vogliono COME MINIMO 10 anni vi assicuro che le spesi sono ingenti e dall'esito assolutamente incerto)
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Michela

13/02/2015 11:15:05
Chi fa queste affermazioni di solito non ha la MINIMA idea di quanto sia difficile fare ricerca e trovare una cura per una malattia. A parte il fatto che una cura universale per il cancro non potrà mai e poi mai esistere visto che ce ne saranno migliaia di tipi anche completamente diversi tra loro, ma tralasciando questo le terapie che hanno salvato la vita di milioni di malati o anche semplicemente hanno aumentato le loro possibilità, diminuito il loro dolore, dato loro speranza, vengono studiate, sviluppate e usate.
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