La citta’ italiana dove il sesso e’ legale: centro invaso dai bordelli. In soli tre giorni le volontarie del sesso hanno guadagnato anche 8 mila euro e fuori dalle loro porte la fila di professionisti e impiegati non è mai stata corta

Ragusa
10:10 del 04/06/2015
Scritto da Gerardo

In soli tre giorni le volontarie del sesso hanno guadagnato anche 8 mila euro e fuori dalle loro porte la fila di professionisti e impiegati non è mai stata corta. La polizia ha scoperchiato il calderone del sesso a pagamento nel cuore della Sicilia, nel centro storico di Ragusa, diventato la punta di un iceberg ancora tutto da scoprire. A offrire i propri servizi non ci sono solo giovanissime ragazze dell'est Europa costrette a prostituirsi dopo il lavoro nei campi del mattino. Gli appartamenti affittati per qualche euro ospitano prevalentemente sudamericane, donne e trans, per lo più in regola con i documenti, come le due domenicane scoperte dagli agenti nell'ultima retata che avevano passaporto spagnolo. Sono cittadine comunitarie, girano per l'Europa a tappe serrate con soste di non oltre tre giorni e fanno il pienone di clienti, richiamati dagli Annunci su Bakeka e dal passaparola tra amici che al bar o in palestra ne decantano le lodi. Mettono su anche otto appuntamenti al giorno, con prestazioni che costano dai 200 ai 500 euro, se i clienti vogliono sperimentare esperienze di gruppo. Secondo il reportage di Repubblica non ci sono solo straniere, ma anche italiane. C'è la donna dell'alta borghesia siciliana, amante del lusso e libera dai tabù, ma anche la scrittrice milanese che vola qui per un lungo weekend: "Perché di soli libri non si vive e poi qui non mi conosce nessuno".

La denuncia - Il vicinato però è esasperato. Le donne ragusane osservano da dietro le finestre il via vai continuo dai portoni delle stradine immerse nel barocco, qualche cliente disorientato sbaglia anche citofono e suona alle case sbagliate: "Sei libera? Quanto prendi?" si è sentita chiedere una signora che si è sfogata: "Ho paura anche a tornare a casa e che spettacolo per i bambini...". Sono le mogli di Ragusa a non voler più tollerare questa situazione. Tra i clienti non mancano diversi mariti, alcuni disoccupati che implorano gli agenti che si fanno strada tra i codoni di gente in attesa: "Vi prego non dite niente a casa". E il terrore di essere scoperti ha spinto anche qualcuno a lanciarsi dalla finestra del primo piano: meglio una frattura che far sapere alla moglie di aver speso 300 euro per un'ora con una sudamericana statuaria, invece di cercare un nuovo lavoro.


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Categorie: Cronaca


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Risposte - Commenti

Francesco

04/06/2015 10:15:40
A Ragusa ci sono stato per diversi giorni.Nel centro storico,patrimonio del casino dell'Unesco ce ne sono in quantità industriali..Avevo in carico un team di mediorientali da istruire sulle turbine a gas....Appena finito il training come mi giravo non li trovavo più.L'ultimo giorno dopo un'ora in centrale sono spariti tutti quanti in blocco e si sono presentati la sera che strisciavano come vermi.
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