La ristrutturazione delle scuole e del territorio non porta favori alle grandi imprese tipo impregillo che sostengono Renzi, certo sarebbe una bella scossa a livello locale, certo gli occupati sarebbero molti di più e i costi molti meno ma con gli amici degli amici come la mettiamo?

Milano
09:38 del 17/10/2016
Scritto da Luca

La ristrutturazione delle scuole e del territorio non porta favori alle grandi imprese tipo impregillo che sostengono Renzi, certo sarebbe una bella scossa a livello locale, certo gli occupati sarebbero molti di più e i costi molti meno ma con gli amici degli amici come la mettiamo?

E poi come faccio a tenermi buono l'elettorato del sud (chi ha orecchi per intendere intenda) se non con qualche grande opera?

Scuole , rete stradale , ferrovie , territorio , rete idrica e fognaria , rifiuti , etc...ci sarebbe lavoro per centinaia di migliaia di persone e per tantissimo tempo ( se non a vita , per la manutenzione ! ) ,..... l'argomento invece qual'è ? : le olimpiadi ed il ponte !

Pensiamo alla sicurezza dei nostri figli e a quella degli insegnanti, altro che ponte di Messina. Sono tutte assurdita' messe in atto da questo scassatissimo governo, incompetente e irresponsabile, per mantenersi la poltrona a tutti i costi . E’ il risultato di conferire poteri a gente nominata, non eletta. Rendiamoci conto che l'Italia sta diventando un Paese alla deriva comandata da apprendisti stregoni.

La buona scuola di Renzi: da Nord come a Sud scuole nel caos con classi scoperte, mancano docenti e supplenti. E per non parlare dei 117 crolli in 3 anni… Grazie Matteo, grazie di tutto!!

A Nord come a Sud scuole nel caos con classi scoperte, mancano docenti (soprattutto di sostegno) e supplenti

Una situazione che in certe aree del paese è intollerabile, soprattutto al Nord, ma è tutta la penisola ad essere coinvolta.

Molte le scuole che in queste settimane si trovano in difficoltà per la mancanza di docenti.

A cosa è dovuto? Paradossalmente al piano straordinario di assunzioni che ha svuotato le graduatorie da cui annualmente si prendeva per le nomine dei docenti temporanei.

A nord il caos è dovuto anche al controesodo dei docenti meridionali che hanno fatto ritorno a casa, lasciando molte cattedre vuote.

A Nord c’è anche carenza di supplenti brevi, dato che molti docenti del Sud stanno rinunciando perché molte chiamate sono fino all’avente diritto e accettare il posto significherebbe spostarsi in altra regione per poco tempo.

Molte le segnalazioni che in questi giorni i quotidiani locali fanno della mancanza di docenti. E’ soprattutto il sostegno, che spesso viene assegnato anche a docenti non specializzati.


E’ notizia di due giorni fa quanto successo all’I.C. “Montessori” di Roma, dove un bambino alle 14.30 ha invitato i compagni ad uscire dalla scuola per solidarietà nei confronti di un compagno disabile, costretto giornalmente a lasciare la scuola nel pomeriggio per la mancanza di docenti di sostegno. I bambini, usciti dalla scuola, sono andati incontro ai loro genitori, indossando una maglietta con su scritto: “se esce uno, usciamo tutti”, dove l’uno sta per il compagnetto disabile.

Mancanza di docenti specializzata è stata segnalata anche a Genova, dove, il 70% dei bambini disabili delle scuole primarie genovesi non avrà un insegnante di sostegno titolato.

Segnalazioni anche dalle aree del Sud, Calabria, Campania e Sicilia, dove risultano ancora vuoti spezzoni di cattedra.

La scuola che frana: 117 crolli in tre anni

Da Torino a Milano, da Padova a Roma, i cedimenti in classe si susseguono. Mentre i lavori di messa in sicurezza procedono a rilento in tutta Italia

ROMA. Negli ultimi tre anni, lo dice l’associazione Cittadinanzattiva esperta sulla questione, nelle scuole italiane ci sono stati 117 crolli con 18 feriti. Nessuno grave. Diciotto in Lombardia, dodici in Veneto, undici in Sicilia, dieci in Toscana. Nessuna area del paese è stata risparmiata.

Cinque incidenti da settembre. Solo nel primo mese dell’anno scolastico 2016-2017 le cronache raccontano di cinque crolli. L’ultimo a Nichelino, in provincia di Torino. Due giorni fa. È venuto giù il soffitto della scuola Rodari subito dopo la pausa pranzo: una bambina della IV A, otto anni, è stata ferita alla testa, altri due compagni sono stati sfiorati dai calcinacci. Lo scorso giugno lo stato di sicurezza dei soffitti era stato controllato: tutto a posto. Tre giorni fa, a Padova, elementare De Amicis, una maestra ha sentito scricchiolii in classe. Ha fatto evacuare e ha salvato i suoi ragazzi: una parte del soffitto in cartongesso è crollato. Il 30 settembre un incidente a Rho, superiore Alessandro Manzoni di via Pomè: ancora il soffitto. Il giorno prima alla scuola media Mameli in via Linneo, Milano, è crollata l’intera copertura della palestra: nella notte, per fortuna. A Roma, nel quartiere di Casal Monastero, i vigili del fuoco hanno evacuato una scuola inaugurata solo due anni fa, ottobre 2014. L’elementare Ghandi era “ad alto livello energetico e con dischi antisismici”, diceva il capitolato firmato dall’azienda edile. La scorsa settimana una maestra si è accorta che una finestra non si chiudeva, il sopralluogo dei tecnici ha verificato che tutte le finestre erano a rischio crollo. Sei tra prime e seconde sono state spostate in un altro istituto, le quattro terze e quarte in un altro: 250 bimbi trasferiti in tutto.

Belle a metà. Nelle aule dell’infanzia della scuola Don Bosco di Bari il progetto “Scuole belle” si è realizzato a metà. I ristrutturatori hanno ridipinto solo gli esterni, gli interni perdono pezzi e le maestre hanno dovuto rivestire le porte con fiori e carta colorata. Alla San Filippo Neri, vicino al Policlinico, la preside ha contestato il lavoro incompiuto. La dirigente della Corridoni ha spiegato in assemblea che i muri appena fatti hanno già perso smalto. Pareti tinteggiate fino ad altezza uomo e senza fissante. Ingressi rimessi a nuovo, a scelta, solo all’interno o solo all’esterno. Corridoi colorati meno di un anno fa e già scrostati. In Puglia sono state più di duemila le scuole beneficiate da “Scuole belle”.

Sei su dieci a rischio. Il 60 per cento delle scuole italiane è stato costruito tra gli Anni 50 e 60, “con poca cura per i materiali e un abbondante uso di amianto”, si legge in un rapporto della struttura di missione per l’edilizia scolastica insediata dal governo. La certificazione di agibilità è assente nel 94 per cento delle scuole calabresi e nella metà degli istituti di Lazio, Sicilia, Sardegna e Calabria.


Articolo letto: 383 volte
Categorie: Denunce, Politica


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Risposte - Commenti

Davide

17/10/2016 10:40:24
Renzi come ha affermato in una nota intervist aammette iscrivete i vostri figli alle scuole private.Questo che vi fa capire ?? che la buona scuola per renzi è un 'utopia. Poi se le scuole cadono è un problema grave perchè qualsiasi scuola che sia pubblica o privata va mantenuta in buono stato perchè all'interno ci sono ragazzi, e bambini.
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Libera Maria

17/10/2016 09:49:04
quello che diceva renzi contro il ponte all'inizio della sua propaganda falsa e bugiarda, ora invece predilige il ponte al discapito delle scuole. quando il pd sarà completamente estirpato potremmo tornare alla libertà!
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