Ma l’allarme riguarda la popolazione sopra i 15 anni, dove la media sale ad oltre il 20%: e l’età media della prima bionda non supera i 17 anni…

Roma
08:55 del 10/04/2014
Scritto da Albertone

La prima “bionda” si fuma a nemmeno 18 anni. Poi, per il resto della vita, si diventa schiavi della sigaretta, dell’accendino e del tabacco. Non proprio un bello spot per la popolazione italiana che, alla faccia del detto popolare, fuma tanto se non di più dei famigerati turchi. La fotografia è impietosa e non rende a sufficienza l’idea della “schiavitù” degli italiani quando all’orizzonte spunti un pacchetto di qualunque genere e marche.
Alla faccia delle scritte e della consapevolezza di nuocere alla propria Salute, quasi 11 milioni di italiani non sanno resistere alla boccata insalubre, al piacere di una sigaretta al freddo o al caldo. A costo di intasarsi e di ammalarsi. Fumano in tanti, con percentuali da spavento nella fascia di popolazione oltre i 15 anni dove si raggiunge il 20,6%.
È questo quanto emerge dal Rapporto 2013 sul fumo dell'Istituto superiore di Sanità, dal quale emerge anche che il 12,2% di chi ha il vizio delle 'bionde' vorrebbe smettere nei prossimi sei mesi, e che in media chi decide di abbandonare il pacchetto ha superato i 40 anni (42,5%). Ma smettere è difficile, se non impossibile. E anche la crisi ha modificato di poco le abitudini degli italiani che assomigliano a delle locomotive che sbuffano fumo ad ogni ora del giorno e della notte. Una cattiva abitudine prettamente maschile (26,2%), mentre le donne si fermano al 15,3%. C’è poi un altro esercito, quello dei pentiti, quello di chi è riuscito a smettere a suon di libri, malanni e consigli: 6,7 milioni di persone, quasi il 13,1% della popolazione.
Il trend, spiegano gli analisti, è in leggera decrescita rispetto al 2012 anche se si sta assistendo ad un crescendo nel ritorno al fumo da parte di chi ci aveva dato un taglio. Sarà colpo dello stress o dell’impossibilità di far uscire dalla mente il piacere di una boccata dopo il caffè. Un classico tutto italiano. La crisi, semmai, ha battuto forte sul numero di sigarette fumate al giorno: dalle 16,1 del 2003 si è scesi al 12,7 del 2013.
Tra i fumatori, si osserva nel rapporto, c'e' anche una maggiore propensione al gioco d'azzardo: se gioca anche solo occasionalmente il 42% degli italiani, tra gli amanti delle bionde il dato sale al 54,9%. Altro aspetto da non sottovalutare, quello della comodità e dell’economia. Fumare costa, e questo è un dato di fatto. Tra chi fuma, le preferite rimangono le sigarette confezionate (sceglie il pacchetto il 95,8% dei fumatori).
Le sigarette 'rollate' invece, piacciono soprattutto a giovani e giovanissimi, di entrambi i sessi, che sono la maggior parte di quel 9,6% (circa 1 milione di persone) che sceglie il tabacco trinciato. 'C'è un effetto moda tra i giovani, come per le sigarette elettroniche – spiega il Ministero - favorito anche dal prezzo decisamente più basso delle sigarette fatte a mano. Venti sigarette rollate costano infatti in media 2,81 euro in meno del pacchetto classico'.


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Categorie: Cronaca, Curiosità, Salute, Sociale


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