È vero, i videogiochi sono belli e ci fanno vivere storie incredibili... Ma quanto sono incredibilmente fighi i dinosauri?

Napoli
14:00 del 18/06/2018
Scritto da Carmine
È vero, i videogiochi sono belli e ci fanno vivere storie incredibili... Ma quanto sono incredibilmente fighi i dinosauri? Non negatelo, tutti amiamo quei lucertoloni sin da quando eravamo bambini. Ecco, pensate ora ad un videogioco con i dinosauri - evitate Cadillacs and Dinosaurs: The Second Cataclysm o Dino Crisis III, perché facevano davvero schifo - ma non ad uno qualsiasi, bensì a quello che potrebbe nascere dall’unione di forze fra Frontier Developments e Universal Studios: praticamente vi sto chiedendo di fondere assieme tutto il pregresso della software house britannica che ha dato alla luce Planet Coaster - e in una vita precedente anche RollerCoaster Tycoon 3 e Zoo Tycoon versione console - con la casa di produzione che ha trasportato sul grande schermo i romanzi giurassici di Michael Crichton. So che vi sta esplodendo il cervello, ma questo è esattamente ciò che è Jurassic World Evolution, un gestionale a tema parco giochi dove i protagonisti sono proprio gli enormi sauri che hanno calcato il nostro pianeta qualche milione di anni fa, tornati in vita grazie agli esperimenti di ibridazione genetica della InGen. Annunciato alla Gamescom 2017, il titolo arriva su PC, PlayStation 4 e Xbox One con un tempismo perfetto, praticamente in concomitanza con l’arrivo nelle sale di Jurassic World – Il regno distrutto, assieme a T-Rex, Velociraptor, Triceratopi e quel carico di sfiga tipico di tutti i film del brand.
Opera Magna
Spiace che Crichton se ne sia andato così presto, perché se avesse avuto modo di provare Jurassic World Evolution, avrebbe rivisto in esso la vera anima delle sue opere: questa trasposizione videoludica riesce infatti a trasmettere con forse maggiore efficacia il messaggio dei romanzi dell’autore, anche più dei film. Mentre il parco divertimenti cresce e si vestono i panni di Dio, riportando in vita creature inghiottite da svariate ere geologiche, i messaggi radio di Ian Malcom in persona e degli altri personaggi sollevano forti questioni morali: fino a che punto l’uomo può giocare con la Natura? Quali sono le implicazioni di una fede cieca verso la scienza? Quale è il limite oltre cui non ci si può spingere? Senza cadere nel paternalismo, Jurassic World Evolution vuole essere qualcosa di più di un semplice gestionale e, pur ispirandosi maggiormente alla saga cinematografica, mentre si richiude nel recinto l’ennesimo Brachiosauro, si assiste alla creazione del distopico paradiso infernale del folle John Hammond raccontato da Crichton - che non a caso alla fine del primo romanzo muore - piuttosto che della sua versione edulcorata raccontata nelle pellicole. 
 
Durante lo sviluppo, il team guidato dal game director Michael Brookes e dal lead designer Andrew Fletcher ha lavorato spalla a spalla con Universal Studios e il prodotto è una vera enciclopedia interattiva su tutto ciò che è il mondo di Jurassic Park. All’interno del gioco è infatti presente un lungo elenco di tutti i personaggi apparsi nei film - anche quelli meno noti - con tanto di descrizione, sono citati tutti i siti di scavo, le isole tropicali in cui sono state riportate indietro le lancette dell’orologio e, ovviamente, i veri protagonisti, vale a dire i dinosauri. L’elenco degli ospiti giurassici è davvero lungo e trae ispirazione da tutta la saga cinematografica e letteraria - pure videoludica - anche se manca però qualche nome illustre, che forse verrà aggiunto in un secondo momento tramite DLC. Difficile però lamentarsi, perché ogni cosa è esattamente al punto giusto. Prendiamo ad esempio le animazioni: le movenze di ogni rettile sono state studiate e riprodotte esattamente a partire dal proprio corrispettivo apparso su pellicola e, nel caso in cui mancasse il materiale di riferimento, sono stati sfruttati e analizzati i pattern e le movenze di animali che potessero in qualche modo andar bene, come giraffe o rinoceronti.

Jurassic World Evolution si basa profondamente sulle meccaniche di Jurassic Park Operation Genesis, ma Con alcune sostanziali differenze. Nel titolo di Frontier per proseguire nella main line di sviluppo dei parchi, dovremmo soddisfare alcune esigenze dei nostri collaboratori nel parco del calibro di Ian Malcom (interpretato e doppiato nel gioco dallo stesso Jeff Goldblum) che ci fungerà da coscienza durante lo svolgimento vero e proprio delle diverse missioni.

I dinosauri sono la parte fondamentale del gioco, vero, ma non dimentichiamoci che le nostre strutture vanno mantenute, lo stesso vale per l’indice di soddisfazione dei clienti. Dovremmo quindi investire per guadagnare e cercare di fare stare in salute sia i nostri animali, che chiaramente (anche se non è così scontato dato il nome che ha il gioco) i visitatori.

NON ESISTE GIURASSICO SENZA DINOSAURI

Se pensate che basti costruire  un grande parco ed i piantare due pali elettrificati per tenere sotto controllo i nostri preistorici amici, vi sbagliate di grosso, ogni animale funziona come elemento se zie te e con proprie abitudini, statistiche e carattere all’interno delle micro comunità che si instaureranno all’interno dei recinto. Ognuno di questi animali interagisce con i propri simili sia nel bene che nel male. Le diverse abitudini di vita, alimentazione ed habitat possono rendere gli individui deboli ad alcune patologie rispetto ad altre, o potrebbero diventare ostili nei confronti di un’altra specie o dell’uomo se malnutriti, starà a noi occuparcene attraverso i Ranger ( possiamo scegliere se prendere il possesso, guidare veicoli e sparare tranquillanti, medicinali sugli esemplari o ricaricare di cibo le “mangiatoie” oppure far fare tutto al computer in automatico con un comando di task) oppure grazie alle forze speciali a bordo di elicottero (anche quello controllabile totalmente e molto utile se bisogna sparare tranquillanti ad un dinosauro fuori dal recinto).


Le specie di dinosauri presenti al lancio sono una trentina tra carnivori ed erbivori, e Frontier ha rassicurato che molto presto saranno disponibili diversi DLC con diverse specie, e c’è chi ipotizza siano dinosauri acquatici e volanti, dato che queste tipologie mancano all’appello per ora; non è ancora chiaro però, quando saranno disponibili questi contenuti, ne se saranno a pagamento oppure no.

All’interno del gioco Ie specie di dinosauri non saranno disponibili tutte sin da subito, ma dovremmo essere noi ad organizzare spedizioni in tutto il globo per estrarre DNA dai fossili e cercare di completare tutti i genomi delle specie a nostra disposizione.
IBRIDI DA BRIVIDI

Gli ibridi come l’ Indominus Rex sono disponibili riproducibili all’interno del gioco, non possiamo però (almeno per ora), mischiare interi genomi diversi tra dinosauri per creare tipologie di ibridi totalmente diverse ed inedite, l’ unica cosa (e non è da poco) possiamo effettuare ricerche in merito ai gnomi di alcuni animali oggi esistenti (come rane, serpenti, caprini, uccelli ecc) ed in parte fondere il loro corredo genetico al genoma del dinosauro, questo non farà cambiare aspetto al nostro esemplare (ad eccezione del pattern di colori del manto) ma ciò che cambierà saranno le parti caratteriale dell’individuo e le statistiche, rendendolo quindi più docile o aggressivo, più veloce o pesante ecc ecc riuscendo così a migliorare il corredo genetico in base alle nostre esigenze o a quelle dei visitatori.

ARTE DA DIFENDERE CON GLI ARTIGLI E CON I DENTI

Il comparto artistico di Jurassic World Evolution è impressionante, sin dalla prima presentazione fatica o a credere che la manifattura così impeccabile del gioco lo avrebbe reso fruibile da tutte le macchine, ed invece mi sbagliavo; il titolo risulta estremamente fluido se pur con una grafica voluminosa e massiccia. Ottime le texture della pelle corazzata dei dinosauri, che spendono come mai prima d’ora.

L’obiettivo di Frontier, come detto dall’art director di Jurassic World Evolution, era quello di creare i migliori dinosauri mai apparsi nella storia dei videogiochi, e possiamo dire con assoluta certezza che il team effettivamente non ha peccato di presunzione, le forme e le animazioni dei rettili hanno un dettaglio maniacale che fanno sembrare tutto così reale e così vivo.

Anche il comparto sonoro, dagli attori reali ridoppiati, passando per i versi dei dinosauri ed il rumori ambientali da pelle d’oca, sino alle musiche, alcune originali ed altre prese direttamente dalla saga. Un comparto artistico /sonoro eccelso ed estremamente dettagliato, che faranno sobbalzare I fan, proprio come i cerchi concentrici nel bicchiere d’acqua nella scena del T-Rex.

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Categorie: , Videogames


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