JUDGMENT RECENSIONE - Quando il team Ryu ga Gotoku Studio responsabile della serie Yakuza mostrò per la prima volta il suo nuovo progetto, eravamo tutti certi che si trattasse di un nuovo Yakuza, magari un nuovo ciclo di avventure dopo la fine messa in scena da Yakuza 6. 

Genova
11:30 del 17/06/2019
Scritto da Gregorio

JUDGMENT RECENSIONE - Quando il team Ryu ga Gotoku Studio responsabile della serie Yakuza mostrò per la prima volta il suo nuovo progetto, eravamo tutti certi che si trattasse di un nuovo Yakuza, magari un nuovo ciclo di avventure dopo la fine messa in scena da Yakuza 6. Invece, con grande sorpresa di tutti gli appassionati della saga, si trattava di Judgment, una nuova proprietà intellettuale che ci metteva nei panni di un avvocato.

JUDGMENT RECENSIONE - Eppure, il mitico quartiere di Kamurocho è ancora la madre degli eventi con quell’ambientazione tanto cara a tutti i fan dell’azienda SEGA, con quella coloratissima simulazione della vita che avviene nelle sue strade, con tutte quelle luci… e ombre. Le stesse ombre della delinquenza, di quella Yakuza che ha caratterizzato la fortunata serie di questo team di sviluppo, ma stavolta avremo la possibilità di vivere una nuova storia, con un nuovo protagonista che, una volta, lavorava per la legge: l’avvocato Takayuki Yagami, con il volto del famoso attore della televisione giapponese Takuya Kimura.

JUDGMENT RECENSIONE - Quindi niente più Yakuza?

Sarebbe impossibile immaginare la vita del quartiere a luci rosse di Tokyo senza la criminalità organizzata della Yakuza, che ancora una volta sarà parte integrante di questa nuova storia, che introduce alla nota formula di gioco degli inediti tratti investigativi.

Da quello che abbiamo potuto vedere finora, dopo esserci lasciati alle spalle i primi due capitoli della storia principale, Judgment ha molto in comune con la saga madre, ma anche elementi sufficientemente differenti per potersi ritagliare una sua dignità e una nicchia specifica di appassionati, che, oltre ai fan delle avventure di Kazuma Kiryu, potrebbe includere coloro che amano i giochi come Phoenix Wright e altre avventure investigative.


Questo perchè il nuovo titolo del Ryu Ga Gotoku Studio alterna fasi consuete, in cui riempire di botte malcapitati sgherri, ad altre che rappresentano invece una novità totale per i suoi prodotti: si spazia dalle fasi di investigazione, con un cursore a schermo da posizionare sulle tracce e gli indizi, ai pedinamenti, che, per quanto abbiamo visto finora, risultano, però, il tallone d’Achille della produzione.
Insomma, il focus si sposta in maniera significativa sulla raccolta di indizi e su una sorta di simulazione di detective vera e propria, con fasi dialogiche in cui riassumere ed analizzare gli indizi fin lì raccolti, interrogatori di testimoni chiave e ricerca di contraddizioni nelle deposizioni dei teste. Non mancano fasi in cui scandagliare zone di Kamurocho con l’aiuto di un drone, inseguimenti a rotta di collo, minigiochi legati allo scassinamento e all’apertura di porte con un cavo flessibile (?!?) e, di conseguenza, se c’è un appunto che proprio non si può fare a Judgment è che manchi la varietà, critica che i detrattori più feroci hanno spesso rivolto alla serie Yakuza.

Per quanto giocato finora, non tutti i tasselli del puzzle possono contare sulla medesima qualità, com’era forse inevitabile che fosse, ma quando tutto gira per il verso giusto, le avventure di Yagami riescono ad essere divertenti e stimolanti almeno quanto quelle della serie da cui prendono in prestito l’ambientazione. Perchè poi, al netto di qualche difetto di gioventù, le costanti di entrambi i brand sono rappresentate da personaggi scritti divinamente e caratterizzati ancora meglio dal cast di attori (anche Hamura, il personaggio sostituito all’ultimo per le note vicende giudiziarie che hanno coinvolto l’attore Pierre Taki), un’ambientazione che è una delle più iconiche e carismatiche della storia videoludica e una quantità soverchiante di contenuti opzionali.
Solo le prossime settimane, almeno fino alla fine del mese, quando potrete leggere la recensione sulle nostre pagine, potranno dirci di più sulla bontà del plot e sulla qualità complessiva della campagna, ma i presupposti per un titolo di spessore ci sono tutti.


Splendore

Quanto visto fin qui ha deliziato i nostri occhi: giocato su PS4 Pro, Judgment risulta il titolo più bello da vedere tra quelli realizzati dallo sviluppatore giapponese in quasi quindici anni di attività, giusto un gradino sopra il già ottimo Yakuza 6.
Questo perchè il team di sviluppo sta evidentemente prendendo confidenza con il Dragon Engine, affinando texture, modelli poligonali, abbellendo il sistema di illuminazione ed aggiungendo ulteriori espressioni alla mimica facciale dei suoi personaggi. Un tale livello di dettaglio aiuta non poco a calarsi nel mondo di gioco, e favorisce un’esperienza che sa di vero e proprio turismo virtuale in tantissimi frangenti: un palliativo per quanti non abbiano ancora visitato Tokyo e Kabuki-cho.
I miglioramenti, peraltro, li abbiamo notati anche per quanto concerne la user interface e la presentazione generale, con menu molto più attraenti, un taglio più moderno dei dialoghi e tempi di caricamento decisamente ridotti rispetto al recente passato.


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Categorie: , Videogames


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