Era lei la portabandiera dell'Italia al concorso Miss Small World, un concorso di bellezza fuori dagli schemi riservato a chi è meno di... 168 centimetri

Milano
10:27 del 31/05/2014
Scritto da Albertone

Si dice che nella botte piccola stia il vino buono, e Jessica Andreose conferma la regola. I vecchi proverbi non sbagliano mai, quando si ha davanti una ragazza del genere si capisce dove stava l'intelligenza dei nostri nonni. Ma una premessa è d'obbligo: chi pensa che bellezza equivalga a dire gambe chilometriche e centimetri a non finire, si sbaglia di grosso.

Si può essere reginette anche con meno di 168 centimetri. Basta volerlo, accettare di mettersi in gioco e cogliere al volo l'occasione giusta. Che, neanche a dirlo, Milano ha offerto a tutte le ragazze del mondo. In passerella, infatti, sono salite le "reginette" che hanno dalla loro un viso delizioso, un corpo proporzionato e rappresentano davvero lo stereotipo della ragazza della porta accanto. Miss Small World è un concorso che esula dalla normalità. Fuori dal comune per dimostrare che la bellezza dipende da chi la porta, da chi la indossa, da chi la guarda.

In passerella sono salite una ventina di ragazze, ciascuna in rappresentanza di una nazione diversa. E per l'Italia c'era lei. Jessica Andreose, 23 anni, residente non lontano da Milano, nella vita comune impiegata in un'agenzia di viaggi, fotomodella e aspirante reginetta nel tempo libero. Un divertimento assoluto.

"Io credo di essere una persona semplice e solare, che dalla vita non ha mai preteso nulla ma che ha sempre cercato di guadagnarsi ogni cosa. Ed è esattamente quello che ho voluto fare con questo concorso: ho voluto dimostrare a me stessa e agli altri guadagnandomi un posto in finale, che anche una persona normale che si sveglia la mattina, va a lavoro, in palestra, sistema la casa... può raggiungere le soddisfazioni e gli obbiettivi che desidera! Odio le persone che stanno su un piedistallo perche alla fine siamo tutti uguali e tutti abbiamo dentro un aspetto particolare che può darci una mano...".

Ma cosa spinge una ragazza del genere a partecipare a un concorso? "La voglia di mettermi in gioco... Ero partita un po' disillusa perché comunque le mie misure mai mi porteranno a camminare in passerella, ma quando ho vinto e sono entrata in finalissima ho capito che non è solo quello ciò che conta: più che una miss mi sono sempre proposta come rappresentante delle donne "normali"!".

Così, è arrivata l'emozione di rappresentare uno Stato intero: la sua Italia. "E' stato un onore, mi spiace che l'Italia non abbia potuto vedere tra le vincitrici una compaesana, ma dopotutto l'importante è esserci, far sentire la propria voce!".


Un messaggio che è anche un monito alle tante ragazze che preferiscono farsi da parte piuttosto che mettersi in gioco. Miss Small World è stata l'occasione per vedere delle reginette... in miniature rispetto alle stangone che popolano gli altri concorsi. "E' quello che consiglio a tutte le persone, di portare avanti i propri sogni e i proprio talenti - aggiunge Jessica - come si diceva in un famoso cartone disney "i sogni son desideri,di felicità". Per questo mai abbandonarli: ti chiudono un sacco di porte, perche al giorno d'oggi purtroppo gli svantaggi sono tanti, ma bisogna saper tirar fuori le unghie...".


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Categorie: Moda


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