Scade il 24 gennaio il termine per il pagamento della mini-Imu, a Roma intanto si discute su come approvare la nuova tassa di possesso sulla casa. E naturalmente in Italia cresce il malcontento di tutti.

Torino
12:29 del 15/01/2014
Scritto da Albertone

Paga e… Tasi. Un errore di stampa? Niente affatto… Una battuta mal riuscita? Semmai l’opposto, visto che di lacrime amare gli italiani ne hanno già versate e si preparano a tempi cupi anche nel 2014. Smaltite le mangiate delle feste, vissuti con sobrietà il Natale, il Capodanno e l’Epifania, ora è tempo di pagare.
E mentre in tv scorre senza sosta lo spot che ricorda di adempiere al Canone Rai entro il 31 gennaio pena multe, more e chi più ne ha più ne metta, il 24 gennaio è il giorno X di un’altra scadenza odiata dalle Alpi al Mediterraneo. Nei Comuni che hanno ritoccato verso l’alto l’aliquota dello 0,4%, le famiglie dovranno mettere di tasca loro il 40% della differenza fra l’aliquota ritoccata e lo 0,4%. Calcolo complicato? A volte sì, altre meno, sta di fatto che anche questo è un business e il caos regna sovrano.
Nelle grandi città metropolitane come Milano, Roma, Napoli e Torino che avevano ritoccato verso l’alto l’aliquota dello 0,4% è corsa a patronati e Caf per farsi compilare i moduli esatti da pagare poi agli sportelli postali. Fra una coda e l’altra, fra terminali fuori uso e addetti a velocità ridotta, il rischio è di sprecare una giornata per mettersi in regola. Così, la strada alternativa si è venuta rapidamente a creare, soccorrendo in particolare anziani e manager. Una flotta di ragazzi disoccupati, con un diploma di ragioneria o più semplicemente del tempo da investire, si offrono come “consulenti” fai da te: con dieci euro compilano le carte, danno la garanzia dell’esattezza del calcolo ed evitano di affollare i salottini dei Caf.
L’Italia è anche questo, l’arte di arrangiarsi per superare qualche ostacolo. E se le cifre da pagare non so da capogiro, resta comunque la rabbia per l’ennesima richiesta da parte del Governo di pretendere soldi per un bene primario quale è la prima casa, i locali in cui ciascuno dorme. A Milano per un appartamento di medie dimensioni si parla di una somma attorno ai 170 euro, quota quasi dimezzata a Roma e comunque inferiore sia a Napoli che a Torino. Nei Comuni più piccoli, per una metratura pari ad un quadrilocale si parla di sborsare qualcosa come cento euro, soldi che inevitabilmente vanno a gravare sui bilanci famigliari stringendo ulteriormente i lacci a spese che possano aiutare l’economia a riprendersi e rilanciarsi.
E mentre mezza Italia paga, il Governo Letta si sta preoccupando di… far pagare tutti nel 2014. La nuova Tasi è una Imu col nome cambiato e poco altro, con un’aliquota ancora tutta da stabilire e senza certezze su come chiedere il corrispettivo dovuto. Quel che è certo, però, è che andrà a toccare i possessori delle prime case ed ancora le famiglie.  


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Categorie: Cronaca, Denunce, Economia


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