Nel mondo 3 milioni di persone viaggiano ogni anno per fare sesso con i minori.

Milano
05:44 del 31/08/2019
Scritto da Samuele

ITALIANI PRIMI AL MONDO PER TURISMO SESSUALE MINORILE - “Scimmiette da castigare” e “prede da catturare”. Vengono apprezzate per la loro docilità, anche se qualcuno si lamenta che sono troppo “consumate” o brutte. Nessun problema: ci sono le “pretty”, o “perle”, ragazze giovani, dalla pelle più chiara e dai tratti più occidentali. Qualcuno avanza l’ipotesi: “Le prede siamo noi, che ai loro occhi siamo degli scemi con scritto ATM in testa”, qualcun altro si lamenta dei viaggiatori “del terzo mondo”, che hanno rovinato la qualità delle ragazze: non è più come dieci, vent’anni fa. Qualcuno consiglia di “infilzarle alla brutta da dietro”, anche mentre dormono: non si lamenteranno. Nessuno fa notare che quello non è sesso, nemmeno a pagamento, ma stupro.

Esaminare lo scambio di informazioni su un forum di turismo sessuale metterebbe alla prova anche la persona più cinica e disincantata. Non che ci si possa aspettare chissà quali ossequi da siti che raccolgono dettagliate recensioni su escort, night club e servizi sessuali, ma l’impressione è che gli utenti siano mossi soltanto dalla peggior misoginia.

ITALIANI PRIMI AL MONDO PER TURISMO SESSUALE MINORILE - Non si contano le lamentele nei confronti delle connazionali, che non “la danno”, anche dopo aver preteso cene pagate e regali: è per disperazione che questi gentiluomini spendono le loro vacanze in Paesi in via di sviluppo per consumare rapporti a 10 euro l’ora con delle adolescenti. Anche le stesse sex worker vengono insultate, perché sono arroganti, o perché sembrano poco coinvolte, o perché pretendono di essere pagate la cifra pattuita anche in caso di un rapporto non soddisfacente. Molti insulti sono anche di stampo razzista, specialmente nelle aree del sito dedicate ai viaggi in Africa: le donne vengono chiamate “gazzelle” con “la faccia da babbuini”. Sono cattive e bugiarde “come tutte le africane”


L’Italia gode, purtroppo, di un triste primato, piazzandosi tra i primi sei paesi da cui partono i “clienti” di minori costretti a prostituirsi. Gli altri sono Francia, Germania, Regno Unito, Cina e Giappone. Anche per questo, il 16 gennaio al Senato è stata presentata Stop sexual tourism, la campagna internazionale a tutela dei “Diritti Minorili nel Mondo”, promossa dall’Associazione fiori di acciaio, in collaborazione con Mete Onlus e patrocinata dall’Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile).

ITALIANI PRIMI AL MONDO PER TURISMO SESSUALE MINORILE - I turisti sessuali italiani sono circa 80 mila, per lo più uomini (90%). Negli ultimi anni l’età si è abbassata ed è compresa tra i 20 e i 40 anni, come rivela uno studio di Ecpat Italia, contenuto nel Global Study di Ecpat Iternational (End Child Prostitution in Asian Tourism).

Il documento è frutto di due anni di ricerca, condotta tra il 2015 e il 2016 grazie al supporto di 67 partner e al contributo di 66 esperti. I principali paesi di destinazione, contrariamente a quanto pensano tanti, sono Brasile, Repubblica Dominicana, Colombia, oltre a Thailandia e Cambogia. A questi poi, ultimamente, si sono aggiunte anche “nuove mete”: alcuni paesi dell’Africa e dell’Est Europa.

Da non trascurare anche il numero in crescita delle donne che viaggiano in paesi in via di sviluppo, in cerca di sesso a pagamento con i minori. In totale sono il 10% dei turisti sessuali.

Mentre gli uomini prediligono prede più giovani (fra i 12 e i 14 anni d’età) e tendono a cambiare partner ogni sera, le donne vanno in cerca di adolescenti, ragazzi che possano diventare i loro accompagnatori per tutta la vacanza. Questo avviene soprattutto in Kenyae nei Caraibi.

Ecpat: pochi pedofili, tanti clienti abituali e occasionali

Oltre al giro d’affari imponente, secondo solo a quelli di armi e droga, un altro dato preoccupante, sempre diffuso da Ecpat, riguarda i pedofili. Questi, che hanno un target molto profilato (under 12 o addirittura 9) e sono i più consapevoli di ciò che stanno facendo, sono il 5 per cento. Il restante 35% è costituito da clienti abituali, mentre quelli occasionali sono ben il 65%. E c’è di più: gli autori di questi delitti, nella maggior parte dei casi non sanno che quello che stanno commettendo è un reato, tanto in Italia e quanto all’estero.


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Categorie: , Cronaca, Denunce


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