L'Italia galleggia in un mare di contante sporco e ora i soldi in nero tornano dalla Svizzera

Perugia
08:10 del 10/07/2017
Scritto da Sasha

L'Italia galleggia in un mare di contante sporco e ora i soldi in nero tornano dalla Svizzera

Sporchi, maledetti e subito. Milioni di euro divisi in comode mazzette da cinquecento euro. Servizio pronta consegna ovunque in Italia. Pagamento in anticipo, ovviamente, perché affari di questo tipo non si sa mai come vanno a finire. Gente spiccia, gli spalloni. La Svizzera annuncia di voler chiudere le porte al denaro nero? Il fiume di contante con destinazione Lugano si è ormai quasi prosciugato? Non c’è problema, si cambia verso. I commessi viaggiatori dell’evasione hanno invertito la rotta. Adesso partono dal Canton Ticino e sbarcano in Lombardia. Un tempo portavano oltre frontiera i soldi degli italiani in fuga dalle tasse. Adesso accompagnano l’onda di ritorno.

I clienti potenziali sono migliaia. Gente che dispone di un tesoretto nascosto illegalmente dall’altra parte del confine e ora, per i più svariati motivi, ha bisogno che quei capitali rientrino al più presto in Italia.


Questi evasori fiscali non possono permettersi di passare per i consueti canali bancari: una scelta che di fatto equivale a un’autodenuncia, con tutte le conseguenze del caso, anche di carattere penale. Ecco perché la new wave degli spalloni fa affari d’oro e fatica a soddisfare le richieste di un mercato in rapida espansione. Il gruzzolo bloccato in Svizzera spesso appartiene a professionisti, imprenditori e commercianti che a suo tempo dissero no al comodo salvacondotto dello scudo fiscale, quello inventato da Giulio Tremonti all’epoca dei governi di Silvio Berlusconi. Più recente, invece, è la voluntary disclosure promossa da Matteo Renzi per far rientrare liquidità, titoli e valori vari depositati all’estero.

Volpi, che si è visto sequestrare oltre 500 mila euro, era in folta compagnia. Oltre a lui, la lista degli indagati comprende una mezza dozzina di affezionati clienti della premiata ditta di trasporto valori con base in canton Ticino. Trasporto fuorilegge, ovviamente. Nelle carte dell’inchiesta compare anche il nome di Libero Valsangiacomo, alto funzionario della Pkb, grande istituto di credito con sede a Lugano. Il sospetto, quindi, è che gli spalloni di nuova generazione, come del resto quelli che li hanno preceduti, dispongano di ottimi agganci ai piani alti delle banche.
Secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, Volpi e gli altri hanno cercato di farsi recapitare in Italia parte del denaro accumulato all’estero. Una volta passato il confine in direzione Sud, anche quelle somme non dichiarate al Fisco sarebbero andate ad aggiungersi all’immenso fiume di soldi in nero che scorre ovunque nella Penisola.
Lo dicono tutte le statistiche: l’Italia galleggia sul contante. E non potrebbe essere altrimenti. Dati alla mano, si scopre che solo lo 0,1 per cento dei contribuenti dichiara oltre 100 mila euro di reddito lordo annuo. E più di un terzo dei lavoratori autonomi (imprenditori, professionisti, commercianti) sostiene di non guadagnare nulla, mentre i nove decimi degli altri presentano un modello 730 inferiore ai 35 mila euro.

Da: QUI


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Categorie: , Denunce, Economia, Politica, Sociale


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