Imu almeno fino al 2015: pressione fiscale in aumento. Effetto positivo sullo spread con Napolitano. Intanto le aziende continuano a fallire

Roma
10:41 del 24/04/2013
Scritto da Carmine

L'effetto delle elezioni di Giorgio Napolitano, nuovo e allo stesso tempo vecchio presidente della Repubblica, ha avuto subito un impatto positivo sulla Borsa Italiana. Il suo invito a formare immediatamente un nuovo governo ha dato nuova sicurezza ai mercati, portando lo spread Btp-Bund sotto i 270 punti base (268), registrando il livello più basso dal 25 Febbraio scorso.

L'invito di Napolitano di proseguire sulla strada delle riforme, ha allentanto la pressione che grava sul Debito pubblico italiano, tuttavia adesso sarò compito del nuovo governo riuscire a mantenere stabile la fiducia degli investitori. Evidente, soprattutto in periodi di crisi, come la Politica sia subordinata più alle esigenze dell'economia e delle Multinazionali che hai reali bisogni dei cittadini.

La questione fiscale rischia di sicuro sarà il prima tema scottante del prossimo premierche il prossimo governo dovrà fronteggiare. Già si è parlato di nuovi aumenti in molti comuni, che si sommerebbero alle tasse introdotte da governo Monti che hanno trasformato l'Italia in uno dei paesi con la pressione fiscale più alta d'Europa. I cittadini, e le piccole-medio imprese italiane, hanno bisogno anche di una prospettiva di crescita, basata ad esempio sul made in italy, se vogliamo davvero invertire il trend negativo.

Guardandoci alle spalle il 2012 si è chiuso come il peggior anno dall'inizio della crisi. Ciò che preoccupa di più è che il 2013 potrebbe essere addirittura peggiore, sia per le piccole imprese italiane, che formano il tessuto economico del nostro paese, sia per i cittadini, il cui potere d'acquisto è in continuo calo. Il Sole 24 Ore, grazia ai dati Cerved, ha presentato un elenco dettagliato delle aziende che hanno chiuso in questo ultimo quadrimestre: dal 1 Gennaio all'8 aprile sono state in totale 4.218 le imprese che sono fallite, il 13 per cento in più rispetto allo stesso periodo del 2012.

Tra le prospettiva di un Imu almeno fino al 2015, una pressione fiscale in aumento, le piccole Aziende italiane che chiudono i battenti giorno dopo giorno, e le mille incertezze di un governo instabile, non bisogna stupirsi dei nuovi dati d'emigrazione registrati in questi mesi. Sono soprattutto i giovani a emighrare, le mete preferite sono soprattutto Inghilterra e GerMania. Ciò che stupisce è che la regione a detenere il primato sia la Lombardia,zona dove un tempo si recavano in massa i meridionali per trovare un lavoro.

Intanto il governo uscente ha confermato la presenza dell'Imu almeno fino al 2015 (quando terminerà il triennio di sperimentazione), mentre si prospetta il ricorso a nuovi interventi che varieranno di intensità a seconda che l’Imu venga confermata o meno. I sacrifici sarebbero necessari per far calarel’indebitamento (che in realtà è incolmabile) e mantenere il pareggio di bilancio.

Per il futuro economico dell'Italia si è parlato di manovre per 20 miliardi nel triennio 2015-2017 se l’attuale imposizione sulla casa venisse confermata.Se invece dovesse saltare l’Imu, le manovre potrebbero arrivare a 60 miliardi. In pratica, volente o nolente, le tasche degli italiani continueranno ad essere svuotate, solo per cercare di mantenere a galla una barca che perde acqua da tutte le parti.

A proposito di questo difficile momento economico, tuonano come minacciosamente profetiche le parole di Grillo, leader del M5S, rilasciate ieri ad una testata tedesca. Secondo il genovese, l'Italia potrebbe esaurire i fondi già nell'autunno del 2013, andando incontro ad una vera e propria bancarotta. Quindi si troverebbe n seria difficoltà a pagare tutti gli stipendi e le pensioni.

Mentre crescono del 13 per cento i fallimenti delle aziende italiane e in concomitanza cala 4,8 per cento del il potere d'acquisto delle famiglie, il 'governo' si preoccupa della rimodulazione dell’Imu, che di sicuro pagheremo almeno fino al 2015. A parlarne è stato infatti anche Daniele Franco, economista: 'Affinché già nel 2013 sia conseguito l’obiettivo del pareggio di bilancio in termini strutturali vanno immediatamente dissipate le incertezze sulla stabilità del gettito legato al vigente sistema di imposizione sugli immobili'. Con la prospettiva di raggiungere pareggio di bilancio dal 2015 in poi, l’esponente di Bankitalia ha previsto ulteriori aumenti fiscali:“Sarà necessario introdurre ulteriori correzioni, sia pure di dimensioni limitate rispetto a quanto fatto in passato”.

Va detto che la profonda recessione che coinvolge l’Italia è anche dovuto a fattori esterni. Il punto è che se prima l'ambiente esterno permetteva ai politici italiani di sperperare tutte le risorse senza preoccuparti chi creare un base stabile e forte, adesso che soffia il vento di tempesta su tutta europa (e non solo) sono coloro che sono meglio attrezzati (vedi Germania e Inghilterra) riusciranno a riemergere.

Tutto questo si verifica mentre servirebbero altri soldi nell'immediato, per coprire la cassa d'integrazione e le missioni militari all'estero (per combattere poi quale guerra?). Se si considera poi che la pressione fiscale in Italia è molto elevata, sia nel confronto storico (nel 2012 essa è risultata pari al 44 per cento, livello massimo degli ultimi 50 anni) sia in quello internazionale, non resta che chiedersi se davvero Napolitano e il nuovo governo siano davvero la risposta giusta all'emergenza attuale.


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Categorie: Economia, Lavoro, Politica, Sociale


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