L’istituto di statistica sottolinea che continua “la fase di sostanziale stagnazione” che porterà, nel caso in cui non ci saranno variazioni, a chiudere il 2019 con crescita a zero.

Lecce
06:50 del 01/08/2019
Scritto da Carmine

ISTAT, CRESCITA ZERO PER L'ITALIA - l Prodotto interno lordo dell’Italia è «stazionario» nel secondo trimestre del 2019, rallentando dopo il «marginale recupero» congiunturale del primo trimestre dell’anno. Lo rileva l’Istat nella stima flash. In termini tendenziali invece si registra una - seppur lieve - accelerazione: la crescita zero succede a un Pil negativo per lo 0,1%. Per l’Istat continua così la «fase di sostanziale stagnazione», visto che per il quinto trimestre consecutivo la variazione congiunturale si attesta intorno allo zero.

ISTAT, CRESCITA ZERO PER L'ITALIA - L’arrotondamento è stato per difetto, infatti rispetto al primo trimestre il Prodotto interno lordo guadagna circa 100 milioni. Una cifra che però non basta a far scattare il segno più davanti al dato. Fin qui la prospettiva congiunturale, a livello tendenziale invece l’aggiustamento è per eccesso, si sono infatti persi circa 180 milioni.

ISTAT, CRESCITA ZERO PER L'ITALIA - La crescita del Pil acquisita per il 2019 (quella che si otterrebbe se i restanti trimestri dell’anno si chiudessero con una variazione nulla) risulta nulla. Lo comunica l’Istat diffondendo le stime sul secondo trimestre dell’anno. Il Pil italiano nel secondo trimestre del 2019 è rimasto fermo sia rispetto ai tre mesi precedenti che su base annua. Lo rileva l’Istat nelle stime (dati corretti per gli effetti di calendario e destagionalizzati). Si registrano quindi variazioni nulle, `crescita zero´, in entrambi i confronti: congiunturale e tendenziale.


Anche agricoltura e industria segnano un valore negativo. «La variazione congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto sia nel comparto dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell’industria e di un aumento in quello dei servizi - spiega l’Istat -. Dal lato della domanda, vi è un contributo nullo sia della componente nazionale (al lordo delle scorte), sia della componente estera netta».

L’Istat segnala che si è registrato prima un calo nella seconda metà del 2018 e poi un recupero, considerato marginale, nel primo trimestre del 2019. Ma il Pil quest’anno ha segnato nel secondo trimestre una variazione congiunturale nulla. In ogni caso la stima preliminare, spiega l’istituto, “ha necessariamente natura provvisoria e si basa su una valutazione dal lato dell'offerta che indica cali dell'attività per l'agricoltura e per l'industria e un contenuto incremento per l'insieme del terziario”.

L'istituto di statistica spiega che nel "secondo trimestre del 2019 si stima che il prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2010, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, sia rimasto stazionario sia rispetto al trimestre precedente, sia nei confronti del secondo trimestre del 2018". Allo stesso tempo l'Istat ricorda che il secondo trimestre del 2019 ha avuto una giornata lavorativa in più rispetto al trimestre precedente e una in più anche rispetto al secondo trimestre del 2018: queste due differenze sono state calcolate nei dati presentati oggi. La variazione congiunturale deriva da una diminuzione del valore aggiunto sia nel comparto dell'agricoltura, silvicoltura e pesca, sia in quello dell'industria, con però un aumento in quello dei servizi. Per quanto riguarda il lato della domanda si registra un contributo nulla sia per la componente nazionale sia per quella estera.


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Categorie: , Economia, Lavoro


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