Tra la provincia di Parma e quella di Piacenza si coltiva 1/4 del pomodoro da conserva Made in Italy duramente colpito dalla siccità, ma a soffrire è l’intero bacino idrografico del Po, sotto del 65% rispetto alla media stagionale, dal quale dipende il 35% della produzione agricola nazionale

Napoli
12:00 del 25/06/2017
Scritto da Samuele

Tra la provincia di Parma e quella di Piacenza si coltiva 1/4 del pomodoro da conserva Made in Italy duramente colpito dalla siccità, ma a soffrire è l’intero bacino idrografico del Po, sotto del 65% rispetto alla media stagionale, dal quale dipende il 35% della produzione agricola nazionale. È allarme siccità in Italia, i danni a causa delle temperature ampiamente sopra la media e della mancanza di pioggia che sta caratterizzando il mese di giugno, hanno già raggiunto il miliardo di euro. Quello che stiamo vivendo passerà agli annali come uno dei periodi più secchi degli ultimi anni.

“Gli agricoltori devono ricorrere all’irrigazione di soccorso per salvare le produzioni, sono a rischio dagli ortaggi alla frutta, dai cereali al pomodoro, ma anche girasoli, i vigneti e il fieno per l’alimentazione degli animali”. È quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla dichiarazione dello stato di emergenza nel territorio delle due Province deliberato dal Consiglio dei Ministri.

La situazione è preoccupante: Sardegna, Emilia Romagna, la Toscana e il Veneto hanno richiesto addirittura al Governo lo stato di emergenza. Dal Piemonte alla Lombardia alla Liguria, dalla Toscana al Lazio, dall’Umbria alla Calabria, dalla Campania alla Puglia, dalla Basilicata, dal Friuli alla Sicilia è allarme siccità.


In Italia le temperature sono 1,9 gradi in più rispetto alla media stagionale. Le precipitazioni sono calate del 30-33% e l’evapotraspirazione (la grandezza che misura quanta acqua passa allo stato di vapore dal terreno) è aumentata tra l’8 ed il 16% rispetto alla media stagionale. Dal 1971 nel nostro Paese si è avuta la terza primavera più asciutta con un calo di precipitazioni di quasi il 50% rispetto alla media.

Nelle zone terremotate si registra una produzione di fieno insufficiente con pascoli e prati asciutti ma la siccità si fa sentire anche in Friuli dove la regione ah decretato lo stato di sofferenza idrica per garantire l’acqua alla media Pianura friulana per circa 26.000 ettari di coltivazioni mentre in Piemonte è stato dichiarato lo stato massima pericolosità incendi.

“L’ondata di caldo e siccità di queste ultime settimane è un fenomeno eccezionale ma non deve stupire visto che da tempo siamo entrati in un quadro climatico che rischia di modificare profondamente l’attività agricola che già si confronta con questi fenomeni estremi, e soprattutto con due questioni fondamentali: siccità ed alluvioni.” Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ribadendo che i cambiamenti climatici in atto già hanno avuto notevoli conseguenze; non a caso un recente studio dell’Agenzia Europea per l’Ambiente stima che gli eventi legati alle condizioni climatiche estreme nei Paesi aderenti all’Agenzia hanno determinato una perdita economica di 400 miliardi di euro nel periodo negli ultimi trent’anni.

Di fronte alla tropicalizzazione del clima, sostiene Coldiretti, se vogliamo continuare a mantenere l’agricoltura di qualità, dobbiamo organizzarci per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi con interventi strutturali che non possono essere più rimandati. Occorrono interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, creando bacini aziendali e utilizzando le ex cave e le casse di espansione dei fiumi per raccogliere acqua. Evitare sprechi e dispersione idrica. Nel 2015 la quantità d’acqua potabile andata perduta nelle reti idriche corrisponde al 36,9% del totale, senza particolari distinzioni lungo tutto lo Stivale. In media su cinque litri d’acqua immessi in rete, un litro abbondante non arriva al rubinetto. Il nostro Paese è ai vertice nella classifica degli spreconi tra i Paesi europei.

Da: QUI


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Categorie: , Ambiente, Cronaca, Sociale


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