L’Isis è ormai diventato il gruppo armato che fa maggiormente paura oggi vista la violenza e la crudeltà degli ultimi attacchi rivendicati.

Milano
06:30 del 21/12/2016
Scritto da Carmine

L’Isis è ormai diventato il gruppo armato che fa maggiormente paura oggi vista la violenza e la crudeltà degli ultimi attacchi rivendicati.

Quando si pensa all’ISIS inevitabilmente la mente va agli ultimi, brutali attentati che il movimento armato islamico ha messo in atto. Ci sono però dieci cose che molti non conoscono ancora in merito all’ISIS.

1) PERCHÉ SI CHIAMA ISIS?

Il nome ISIS è quello che comunemente i giornali ed altri media usano come riferimento per il movimento armato islamico. Si tratta del primo nome che fu dato e che deriva da Stato Islamico dell’Iraq e della Siria che poi è stato cambiato in IS, da Islamic State.

2) ORGANIZZAZIONE DELL’ISIS

L’ISIS ha una propria organizzazione interna che prevede un capo, ovvero colui a cui fanno riferimento tutti gli altri esponenti. Quello attuale è Abu Bakr al-Baghdadi che si è autoproclamato capo. Importanti sono anche i collaboratori, molti dei quali – come denuncia il Washington Post – erano ex membri dell’esercito di Saddam Hussein.


E addirittura anche la strategia mediatica è simile tra l’ex regime Hussein e l’attuale Isis: alcuni video diffusi nell’era di Hussein – con scene di addestramento o di violenza – somigliano molto a quelli che diffonde oggi l’ISIS.

3) ISIS COME CALIFFATO

Da diversi anni l’ISIS rivendica il suo essere un califfato. Si tratta di una forma di governo obsoleta: i califfi erano coloro i quali venivano considerati primi discendenti di Maometto. Si tratterebbe di una possibilità di governare su ben 57 paesi del territorio medio-orientale, chiamando alle armi tantissimi sunniti.

Ricorda l’Enciclopedia Treccani che:

“Istituito dopo la morte di Maometto (8 giugno 632), il califfato ha avuto termine nel 1258, con la conquista di Baghdad da parte dei mongoli”.

4) CHI FINANZIA L’ISIS E LA SUA RICCHEZZA

Indubbiamente l’ISIS è uno dei gruppi armati più potenti e ricchi al mondo. La prima fonte di grande ricchezza è sicuramente il petrolio che porta anche 1 milione di euro al giorno. Anche le tasse imposte ai sudditi che le versano come elemosina religiosa sono fonte di guadagno dell’ISIS.

Il fatturato totale della holding del terrore si aggira sui 2 miliardi di dollari all’anno.


Una voce molto sottovalutata, però, è quella delle donazioni da parte di paesi – tra cui i regimi arabi alleati degli americani – che finanziano l’Isis.

L’istituto Brookings, ente non profit indipendente che si occupa di geopolitica, ha accusato molto chiaramente 4 paesi: Kuwait, Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. Le motivazioni che spingono questi 4 paesi a finanziare e sostenere la guerra al terrore sono ancora oggetto di discussione a cui ognuno di noi, con un pizzico di intelligenza, può dare la risposta.

5) TERRORISMO ED ISIS

L’ISIS in Europa sta creando grande timore per via degli attacchi terroristici. Rispetto a movimenti come Al Qaeda, l’ISIS vanta una notevole forza politica: infatti governa in alcuni territori del Medio Oriente ed agisce come un vero e proprio stato, imponendo tasse ed assistenza sociale.


6) ISIS, POTENZA MODERNA

La paura che determina la presenza dell’ISIS a livello mondiale è inevitabilmente legata al grande progresso tecnologico. Infatti l’ISIS è uno dei movimenti armati che vanta tecniche moderne di sfruttamento dei pozzi petroliferi, oltre ad utilizzare sistemi informatici avanzati.

7) OBIETTIVO DELL’ISIS

L’ISIS ha un unico obiettivo, ovvero quello di purificare il mondo e renderlo tutto all’insegna della religione musulmana. Non ha un limite territoriale l’espansione dell’ISIS, per cui può raggiungere ogni parte del mondo.

8) INFLUENZE OCCIDENTALI NELL’ISIS

L’ISIS è una grande potenza terroristica nel mondo: ma chi gli ha procurato le armi? Secondo un report di Amnesty International, sarebbero stati proprio gli americani a fornire armi moderne all’ISIS. Addirittura ci sarebbero scritte che rimandano agli USA sulle armi.

9) ITALIANI NELL’ISIS

Il Ministero della Difesa dell’Italia ha rilasciato i dati in merito alla presenza italiana nell’ISIS. Stando alle fonti governative, sarebbero 83 gli italiani che combattono con l’ISIS. Uomini e donne indifferentemente.

10) PROSPETTIVE FUTURE

Nonostante gli avvenimenti drammatici accaduti in Europa, con gli attentati di Parigi e Bruxelles, e gli italiani caduti per mano dell’Isis in Tunisia e a Dacca, gli analisti di guerra ritengono che l’Isis stia perdendo forza politica e militare.

I ribelli curdi, insieme all’esercito siriano sostenuto da Putin, stanno rubando terreno e territori all’Isis.

La posizione dell’esercito americano, al momento, non è del tutto chiara: da un lato vogliono fare la guerra all’Isis dall’altro premono affinchè Putin non aiuti i siriani a combattere l’Isis. Un doppiogiochismo che, negli anni, abbiamo imparato a riconoscere. È la solita strategia americana in Medio Oriente: un colpo al cerchio e uno alla botte

FONTE QUI


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Categorie: , Cronaca, Denunce, Editoria, Esteri


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Risposte - Commenti

Demetrio

21/12/2016 10:46:26
Dispiace per l'eroico autista polacco, oltre, naturalmente, per la nostra Fabrizia e per tutte le altre vittime e feriti, ma la ricostruzione degli investigatori dimostra che chiunque può colpire, nel modo e nei luoghi, meno prevedibili.

La bontà d'animo è cosa meritoria, ma vorrei che i governanti prendessero,
finalmente, atto che non è giusto, ed è pure insensato, obbligare i cittadini a vivere col terrore che, una volta usciti di casa non si può essere sicuri di ritornarci?

Dobbiamo fare dei nostri figli, e di noi stessi, dei reclusi in casa?
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