IO NON BUTTO, MILANO CONTRO SPRECO ALIMENTARE - Lo spreco alimentare si combatte anche così, creando alleanze tra piccole aziende, scuole e volontari che ogni giorno, mossi dalla propria sensibilità, recuperano le eccedenze di cibo per donarle a chi ne ha bisogno.

Milano
08:40 del 28/08/2019
Scritto da Gerardo

IO NON BUTTO, MILANO CONTRO SPRECO ALIMENTARE - Lo spreco alimentare si combatte anche così, creando alleanze tra piccole aziende, scuole e volontari che ogni giorno, mossi dalla propria sensibilità, recuperano le eccedenze di cibo per donarle a chi ne ha bisogno. Perché si sa, i piccoli gesti contano molto più di quanto si pensi e la collaborazione è alla base di qualunque cambiamento.

Questa la filosofia che anima il nuovo progetto di CSV Milano, in collaborazione con Milan Center for Food Law and Policy e Corriere della Sera, contro lo spreco alimentare, intitolato “Io non butto“, in dialetto lombardo “Ghe n’è minga de ruera”, che letteralmente significa “non si butta via niente”.

IO NON BUTTO, MILANO CONTRO SPRECO ALIMENTARE - Un network di microreti che includono aziende, negozi, organizzazioni non profit, botteghe già attive in città o in divenire, che vuole mappare le piccole realtà già impegnate in questa direzione e promuovere la nascita di nuove reti favorendo l’incontro fra enti non profit, piccola e media distribuzione.


Un primo passo nel sistema di recupero e distribuzione degli alimenti ai fini di solidarietà sociale, finalizzato a creare un contesto favorevole per una “filiera corta” sul recupero degli alimenti a basso rischio e di più immediata gestione. Si tratta dunque un punto di partenza per chi desidera operare in contrasto allo spreco alimentare ma non dispone dei mezzi, delle strutture, della formazione e del know how necessario a trattare generi alimentari a rischio medio o elevato.

IO NON BUTTO, MILANO CONTRO SPRECO ALIMENTARE

L’instant book è così suddiviso:

  • il primo capitolo, Le parole chiave”, contiene il glossario dei termini, cioè il vocabolario necessario per gestire il recupero e la distribuzione delle eccedenze a scopi solidaristici;

  • il secondo, Cosa recuperare”, si occupa di identificare quali sono gli alimenti adatti al recupero, quelli cioè “a basso rischio”: panetteria, frutta e verdura, prodotti confezionati non deperibili;

  • il terzo riguarda La filiera corta”, come ritirare i prodotti, strumenti, tempi, logistica, contenitori;

  • il quarto, Le competenze dei volontari”, si rivolge a chi opera nel recupero degli alimenti;

  • il quinto, “La normativa”, è un compendio dei riferimenti legislativi regionali, nazionali ed europei;

  • a conclusione, un’Appendice comprende una serie di schede tecniche previste nella “filiera corta” del recupero delle eccedenze alimentari.


Qui è possibile consultare e scaricare il volume


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Categorie: , Ambiente


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