Inter: niente acquisti se prima non si vendono i pezzi pregiati. È il club italiano, tra le 20 squadre di A, con il risultato netto peggiore nella stagione 2013/14

Milano
09:30 del 15/03/2015
Scritto da Gerardo

È il club italiano, tra le 20 squadre di A, con il risultato netto peggiore nella stagione 2013/14: meno “centoduevirgolaquattromilionidieuro”. A leggerlo tutto d’un fiato viene il magone. È stata, fin qui, anche l’unica società italiana sanzionata dall’Uefa (multa di 6-7 milioni di euro e riduzione della lista Uefa) per il mancato rispetto del fair play finanziario. Sommando gli esercizi delle ultime tre stagioni, 2010/11, 2012/13, 2013/14, il deficit sale a quasi 180 milioni di euro.

Una situazione che non può far dormire sonni tranquilli e che, per adesso, è stata aggravata anche dalle campagne di mercato aggressive di Thohir, che non hanno ancora prodotto i risultati sportivi sperati. L’Inter dovrà concentrarsi sull’Europa League, dovrà provare a vincerla per arrivare in Champions, e dovrà comunque continuare a credere nel quinto o sesto posto che valgono la qualificazione europea. Senza coppe, senza le conseguenti entrate da tv e ulteriori vendite da stadio (da sommarsi a quelle del campionato), per sopravvivere l’Inter sarà costretta a privarsi di più di una sua stella. Sarà costretta a vendere e a ridurre le spese. Tradotto: nessun Yaya Tourè in arrivo e uno o più possibili partenti tra Icardi, Kovacic e Handanovic.

Il rosso che aumenta di anno in anno – Il passivo da 102,4 milioni di euro nella stagione del passaggio di consegne storico tra Massimo Moratti ed Erik Thohir rende bene chiara quale sia la situazione economica dell’Inter in questo preciso momento storico. L’imprenditore indonesiano ha predisposto un piano quinquennale per risollevare le sorti del club, progettando una rivoluzione manageriale e gestionale, puntata all’internazionalizzazione della società meneghina. Per poter seguire questo percorso, però, come detto, è imprescindibile la qualificazione alla Champions League, o quantomeno alle coppe europee. Il bilancio nerazzurro, infatti, presenta uscite insostenibili in rapporto alle entrate: 265 milioni contro meno di 168. Dal 2009 ad oggi, mai l’Inter aveva chiuso la stagione sportiva con un rosso in bilancio superiore ai 100 milioni. Dai 69 del 2009/10 a quasi il doppio accumulati nel 2013/14. Conti e calcoli che hanno portato l’Uefa ad indagare e poi deliberare.


Il mercato con Thohir: poche cessioni, tanti acquisti – Con il passaggio alla proprietà asiatica, inoltre, l’Inter sul mercato ha venduto pochissimo (plusvalenze semi-azzerate, 6,4 nella stagione 2013/14), pur essendosi liberata di lauti ingaggi e ha tentato investimenti mirati (Hernanes, Osvaldo, Vidic, Medel), poi rivelatesi non azzeccati. Tra gennaio 2014, passando per l’estate, e concludendo a gennaio 2015, nelle tre sessioni di mercato, l’Inter ha accumulato un passivo di 65 milioni di euro: meno 18, meno 29 e un meno 17 mascherato nell’ultima finestra, nella quale Podolski, Shaqiri e Brozovic sono stati acquistati in prestito, ma gli ultimi due con obbligo di riscatto in estate. Tra lo svizzero e il croato, a giugno, l’Inter spenderà 20 milioni di euro. Così, sull’unghia, ancor prima di iniziare la campagna acquisti 2015/16.

Senza Champions, in estate probabili le cessioni – In assenza di un’improvvisa crescita dei proventi, quindi, si capisce che soltanto alcune eccellenti cessioni potrebbero risanare parzialmente la situazione nerazzurra. Se l’Inter vorrà investire e migliorare la sua rosa, a meno di voler rischiare ancora provocando ulteriori deficit, dovrà sacrificare qualcuno. Icardi, nella rosa della “Beneamata”, è il giocatore che ha più mercato: i 20 gol in stagione a 21 anni lo rendono uno degli attaccanti con più futuro al Mondo. Poi ci sono Kovacic, Handanovic e Hernanes. Il croato è sempre stato un pupillo di Thohir, mentre il portiere sloveno e il centrocampista brasiliano potrebbero anche partire senza troppe sofferenze. Roberto Mancini, in ogni caso lo sa già. Per costruire una grande Inter ci sono soltanto due soluzioni: o qualificarsi alle coppe europee o vendere alcune pedine per poterne avere altre. Va da sé quale sia la strada preferita dal tecnico jesino.


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Categorie: Calcio


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