Il picco ancora non è arrivato, ma gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute sull'influenza indicano chiaramente un nuovo aumento dei malati.

Milano
06:00 del 01/02/2019
Scritto da Alberto

Il picco ancora non è arrivato, ma gli ultimi dati diffusi dal ministero della Salute sull'influenza indicano chiaramente un nuovo aumento dei malati. Nella settimana che va dal 21 al 27 gennaio i casi sono stati, su tutto il territorio nazionale, 725mila. Colpiti soprattutto i bambini al di sotto dei cinque anni. Sono invece già 39 le vittime registrate in Italia e 191 i casi gravi da quando è iniziata l'abituale sorveglianza: i malati sono stati più di 3 milioni e 600mila.

Il ministero ricorda che la vaccinazione (la campagna per quest'anno è conclusa) è un metodo efficace per evitare di ammalarsi o, almeno, ridurre le complicanze. La pratica si rivela particolarmente utile per anziani e bambini.

Gli ultimi dati pubblicati fanno riferimento ad un’incidenza di 28,29 casi ogni mille pazienti tra i bambini piccoli di età compresa tra i 0 e i 4 anni; l’incidenza scende a 12,98 casi su mille assistiti tra i giovani della fascia tra i 5 e i 14 anni, a 8,76 casi su mille pazienti per quanto riguarda gli adulti con età tra i 15 e i 64 anni e a 3,97 casi su mille assistiti tra gli anziani. Anche se con percentuali diverse possiamo dire che l’influenza non risparmia nessuna fascia di età: dall’inizio della stagione (ovvero dalla metà del mese di ottobre) fino all’ultima settimana di gennaio sono stati registrati quasi tre milioni di casi, ma il picco è previsto proprio in questo periodo. Dobbiamo aspettarci quindi un’influenza di febbraio 2019 un po’ più “invadente” del solito (l’anno scorso la stagione raggiunse il suo massimo all’inizio del mese di gennaio), anche se secondo gli esperti si parla di una stagione a minore intensità.

L’influenza può essere definita come un’infezione respiratoria originata da virus(in questo periodo soprattutto quelli di tipo A, in particolar modo A-H1N1 e A-H3N2): nella maggior parte dei casi si risolve autonomamente nel giro di qualche giorno senza causare particolare problemi, ma questo non significa che sia un problema da sottovalutare: per alcune persone (le cosiddette categorie a rischio) l’influenza può trasformarsi in qualcosa di più serio; devono quindi stare particolarmente attenti i bambini molto piccoli, le persone anziane e chi soffre di malattie croniche: per loro il pericolo di complicanze è più alto. La sinusite, l’otite e l polmonite rientrano tra le complicanze che possono essere scatenate dall’influenza, che indebolisce il sistema immunitario e in determinati soggetti può favorire le infezioni batteriche.


Come si manifesta la malattia: sintomi e durata

sintomi dell’influenza di febbraio 2019 sono quelli che ormai abbiamo imparato a conoscere, ovvero febbre, raffreddore, tosse, mal di testa, dolori muscolari, nausea, sensazione di malessere generale e, soprattutto nei più piccoli, diarrea e vomito. Per essere definito tale, dal punto di vista medico il malato influenzale è quella persona che oltre alla febbre superiore ai 38 gradi comparsa improvvisamente presenta almeno uno di questi sintomi:

  • brividi
  • mal di testa
  • malessere diffuso
  • mancanza di appetito
  • aumento della sudorazione

abbinato ad almeno un sintomo respiratorio tra:

  • congestione nasale
  • tosse
  • mal di gola.

Per quanto riguarda i bambini i sintomi sono più o meno gli stessi, anche se nei bimbi molto piccoli la febbre può salire pure sopra i 39,5 gradi e si possono manifestare dolori o fastidi gastrici, con tanto di vomito e diarrea; gli occhi possono arrossarsi e il piccolo può lamentare dolori alle orecchie e agli arti. Sia negli adulti che nei bambini i sintomi non compaiono immediatamente dopo il contagio, ma dopo un periodo che di solito va dalle 24 ore ai quattro giorni. Nelle persone sane c’è un completo recupero nel giro di pochi giorni (più o meno una settimana), ma si dovrebbe stare a casa anche per un paio di giorni dopo la scomparsa dei sintomi perché si è ancora contagiosi; la tosse è la manifestazione influenzale che si può trascinare per più tempo. I bambini hanno bisogno di qualche giorno in più per recuperare pienamente.

Contagio, prevenzione e cura

Beccarsi l’influenza purtroppo è molto facile; il contagio può avvenire in due modi:

  • contagio diretto, ovvero si respirano le piccolissime goccioline di saliva che vengono espulse da un soggetto già ammalato quando tossisce e starnutisce, ma anche quando parla o semplicemente respira;
  • contagio indiretto, ovvero si portano alla bocca, al naso o agli occhi le mani dopo aver toccato una superficie contaminata.

Il modo migliore per guarire dall’influenza di febbraio 2019 è, ovviamente, cercare di non farsi contagiare; la parola d’ordine quindi è: prevenzione. Lo strumento migliore per evitare il contagio è il vaccino, anche se ormai abbiamo superato il periodo consigliato per sottoporsi alla vaccinazione (dalla metà di ottobre fino alla fine di dicembre), ma questo non significa che non si possa cercare di evitare il contagio; in effetti basterebbe seguire alcune semplici regole per ridurre il rischio:

  • ovviamente bisognerebbe evitare di stare a contatto con persone ammalate(la biancheria, gli asciugamani e le posate utilizzati dalla persona malata devono essere lavati con cura prima di essere riutilizzati da altre persone);
  • se a casa c’è una persona già contagiata bisognerebbe anche pulire e disinfettare le superfici;
  • bisogna lavarsi le mani spesso e bene con acqua e sapone (se si è fuori casa vanno benissimo i gel a base alcolica);
  • bisogna coprire naso e bocca quando si starnutisce o si tossisce e gettare immediatamente il fazzoletto usato;
  • evitare se possibile di frequentare i luoghi chiusi e affollati, che rappresentano i luoghi ideali per la diffusione dei virus.

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Categorie: , Salute, Scienze


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