Per quanto sta succedendo non solo a Torino ma in tutta Italia, un ringraziamento sentito va a tutta la sinistra di governo e non. Al governo per una gestione, si fa per dire, senza ne capo ne coda. Bravi, continuate così, andandoli a prendere vicino alle coste della Libia, a centinaia ogni giorno. C'è un detto che recita così: la corda a furia di tirarla poi si spezza. Ora è già molto consumata.

Milano
11:20 del 25/11/2016
Scritto da Sasha

Per quanto sta succedendo non solo a Torino ma in tutta Italia, un ringraziamento sentito va a tutta la sinistra di governo e non. Al governo per una gestione, si fa per dire, senza ne capo ne coda. Bravi, continuate così, andandoli a prendere vicino alle coste della Libia, a centinaia ogni giorno. C'è un detto che recita così: la corda a furia di tirarla poi si spezza. Ora è già molto consumata.

"Allah ci guiderà nella vendetta". Anche l'Italia ha la sua banlieue pronta ad esplodere: è l'ex villaggio olimpico di Torino, dove si è scatenata una guerra civile tra residenti e immigrati. Centinaia di africani sono scesi in strada per protestare contro le condizioni in cui si trovano a vivere: "Gli italiani sono razzisti, la polizia ci controlla e non ci difende". A scatenare la rabbia dei quasi 1.500 migranti, di cui molti clandestini, sono state tre bombe-carta lanciate contro le palazzine del Moi in cui abitano.


"Ci insultavano: venite giù scimmie, venite giù bastardi - accusano gli immigrati, secondo quanto riferisce La Stampa -. E poi ci sono stati gli scoppi e noi abbiamo pensato che stavamo per morire tra le fiamme e le bombe. Ma qualcuno è sceso lo stesso. E quelli hanno continuato ad insultarci". "Siamo nulla per questa città - spiega un ragazzo del Camerun -. Siamo nel mirino di gente che non capisce che anche noi siamo ragazzi e vorremmo una vita decente".

Povertà, emarginazione, razzismo, violenza: un mix esplosivo che rischia di regalare un pezzo di città all'Islam radicale, quello che occhieggia all'Isis e al fondamentalismo jihadista. Tra i ragazzi, molti ventenni, c'è chi lavora in nero, chi si arrangia, chi spaccia, chi semplicemente non fa nulla, per tutto il giorno. "Voi italiani adesso dite ai vostri figli che non siamo cani. Teneteli tranquilli, perché la nostra pazienza prima o poi finirà. E allora anche noi andremo a prendere latte di benzina da lanciare contro le vetrine", è la minaccia di un giovane africano. Si fa strada la legge del taglione: "Un morto nostro, un morto degli altri", grida chi pensa alla strage di Parigi al Bataclan come "la vendetta degli esclusi".


Articolo letto: 459 volte
Categorie: , Cronaca, Denunce, Sociale


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Risposte - Commenti

Camelia

25/11/2016 11:58:34
Ma tornatevene al vostro Paese! Questo è il ringraziamento agli italiani che vi hanno accolto in questi anni e che vi hanno PURE MANTENUTO! Vergognatevi!
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