CASSA INTEGRAZIONE PER 1400 LAVORATORI ILVA - Non sembra esserci pace per la situazione industriale dell'ex Ilva.

Taranto
20:23 del 06/06/2019
Scritto da Gerardo

CASSA INTEGRAZIONE PER 1400 LAVORATORI ILVA - Non sembra esserci pace per la situazione industriale dell'ex Ilva. La nuova proprietà ArcelorMittal infatti ha appena annunciato di aver deciso di chiedere la cassa integrazione per 1.400 dipendenti dello stabilimento di Taranto.

CASSA INTEGRAZIONE PER 1400 LAVORATORI ILVA - Una notizia che ha sorpreso no poco i lavoratori che dopo anni di crisi, problemi giudiziari e commissariamento, credevano che l'azienda si avvinse verso una fase di maggiore tranquillità dopo l'accordo firmato appena un anno fa dalla nuova proprietà. Invece oggi la doccia fredda: l'azienda si è messa in contatto con i sindacati per informarli di questa decisione motivandola con una grave crisi di mercato. Si tratterà di una Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per almeno tredici settimane a partire dai primi giorni di luglio. La decisione comporterà la fermata di treno nastri 1, colata continua 5, e laminazione a freddo.
CASSA INTEGRAZIONE PER 1400 LAVORATORI ILVA - "È una decisione difficile, ma le condizioni del mercato sono davvero critiche in tutta Europa" ha tenuto a sottolineare l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Matthieu Jehl, aggiungendo: "Tengo a ribadire che sono misure temporanee, l’acciaio è un mercato ciclico".


L'azienda già nelle settimane scorse aveva deciso a livello  europeo una ridurre della produzione primaria di acciaio di 3 milioni di tonnellate proprio a causa di un forte rallentamento del mercato. La decisione è stata accolta con rammarico dai sindacati. "Non si era mai verificato prima che a pochi mesi dall’acquisizione un’azienda facesse ricorso alla cassa integrazione ordinaria. La comunicazione arrivataci da ArcelorMittal a pochi giorni dall’incontro di lunedì prossimo è grave, inopportuna e sbagliata", ha dichiarato il segretario generale della Uilm, Rocco Palombella, ricordando che e ripercussioni "ci sono anche per gli altri stabilimenti ex Ilva d’Italia dove si utilizzeranno piano di smaltimento ferie per far fronte alla riduzione dei volumi produttivi”.
Nonostante lo scenario sia "molto critico, ArcelorMittal Italia conferma il proprio impegno su tutti gli interventi previsti per rispettare il piano industriale e ambientale, al termine dei quali, con un investimento da più di 2,4 miliardi di euro, Taranto diventerà il polo siderurgico integrato più avanzato e sostenibile d'Europa".

Sulle difficoltà produttive in Europa del colosso dell’acciaio, che hanno portato il gruppo ad annunciare una riduzione della produzione in alcuni dei suoi principali stabilimenti siderurgici, ha ragionato di recente Moody’s. Secondo l’agenzia di rating, tagliare la produzione è "negativo dal punto di vista del credito in quanto mette in evidenza il rapido deterioramento del contesto operativo nell'industria siderurgica europea, che sta affrontando un rallentamento della domanda dai principali mercati dell'acciaio (soprattutto automotive) dalla fine del 2018". Pur mantenendo il giudizio sul merito di credito al livello Baa3, così come l’outlook stabile, Moody’s ha rimarcato come la debolezza della domanda possa avere “un impatto negativo sulle consegne europee di Arcelor e sugli utili del 2019”.


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Categorie: , Lavoro, Politica


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