Solo nel 2012 sono state quasi 400 milioni le persone che hanno scelto di visitare l’Italia, apprezzandola per il mare, le bellezze turistiche e culturali. Un mercato che ha bisogno di un’ulteriore spinta per migliorarsi e resistere alla concorrenza

Roma
23:17 del 16/02/2014
Scritto da Albertone

Quattrocento milioni di turisti è un numero che fa spavento. Perché l’Italia, quando vuole, sa come primeggiare. D’altronde, la storia e la natura ci hanno dotati di ogni ben di Dio: chiese, patrimonio storico e architettonico, tele e dipinti, clima, mare e montagne, cucina, laghi e chi più ne ha più ne metta. Diciamocelo: l’Italia è un Paese che può piacere a chiunque. Soltanto che, in quanto a venderci, al mondo non siamo più i migliori.
Nonostante questo, solo nel 2012, abbiamo avuto presenze turistiche pari a 380 milioni di persone, di cui 280 milioni provenienti dai paesi stranieri. In sostanza: 103 milioni di italiani si sono spostati sul nostro territorio per vacanze o gite culturali, tutti gli altri sono arrivati a Roma, Milano, Firenze, Napoli, Venezia e via discorrendo da oltre frontiera. Hanno scelto l’Italia, preferendola al resto del continente e del pianeta. Numeri che sorridono a tante città, con le Regioni di mare a far la parte del leone fra giugno e agosto, Venezia, Roma e Firenze a catturare gente pressoché ininterrottamente nell’arco dell’anno, Milano (12 milioni di turisti, pari a 6 volte la propria popolazione) a raggiungere il vertice nelle metropoli europee di mercato-business.
Il turismo tira, nonostante la pessima pubblicità che all’estero ci fanno fare alcune attività commerciali pronte a far sganciare 200-300 euro per un aperitivo all’ombra di San Marco (Venezia) o in Galleria (Milano). Cinesi, giapponesi, americani e russi vedono l’Italia come una meta obbligata per il loro peregrinare in giro per il mondo, e la grande disponibilità di denaro fa sì che i prezzi di hotel e ristoranti non li spaventino più di tanto. L’importante per loro è il servizio. Ed ecco perché il numero di occupati nel settore alloggio e ristorazione in Italia è pari a un milione e 235mila persone, di cui 238mila soltanto in Lombardia e 122mila (ovvero il 10%) a Milano.
Occorre personale preparato, possibilmente multilingue, per soddisfare le esigenze dell’utente finale e per dimostrare che l’Italia regge la concorrenza degli altri Stati. Non a caso, Regioni e Città d’arte hanno monopolizzato l’edizione 2014 della Bit, la Fiera dedicata alla promozione turistica. Turismo e marketing a braccetto per calamitare l’attenzione degli stranieri, divenuta la fetta di maggioranza del settore.
Al turista vengono proposti pacchetti, speciali promozioni, ma anche itinerari inediti e fuori da quelli solitamente messi sul piatto. L’Italia offre divertimento serale, il rito dell’aperitivo è stato esportato nel mondo, una pizza nei quartieri popolari di Napoli o una gita notturna in Vaporetto sono sensazioni da far provare. Giusto per dare un numero, sono oltre 7mila le strutture ricettive in Lombardia, tra alberghi ed esercizi extra – alberghieri tra cui ostelli, bed&breakfast, campeggi, agriturismi ed altre strutture, per un totale di oltre 200 mila posti letto. Che, sebbene tanti, nell’alta stagione toccano ugualmente il tutto esaurito. Confermando che di turismo si può vivere: basta crederci.


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Categorie: Cronaca, Curiosità, Economia, Esteri


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