In fin dei conti che c’è di più naturale? Eppure ci si vergogna a parlarne, e quei «giorni – caratterizzati dalla perdita di quello che viene chiamato sangue mestruale, un segno di ovulazione, e quindi di fertilità» – creano imbarazzo.

Roma
14:30 del 07/02/2018
Scritto da Samuele

 In Francia le chiamano le «regole», come racconta la giornalista Élise Thiébaut in Questo è il mio sangue (Einaudi). Libro appena pubblicato in Italia che si annuncia quale manifesto contro il tabú delle mestruazioni.

In fin dei conti che c’è di più naturale? Eppure ci si vergogna a parlarne, e quei «giorni  – caratterizzati dalla perdita di quello che viene chiamato sangue mestruale, un segno di ovulazione, e quindi di fertilità» – creano imbarazzo. Per non parlare del fare cospiratorio con cui, in caso di necessità, ci si ritrova a chiedere o a consegnare un assorbente all’amica. Innominabili anche loro, gli assorbenti: «un’amica – riferisce Thiébaut – mi ha raccontato di essersi dovuta inventare un nome in codice per designare gli assorbenti per non indisporre suo fratello e suo padre: li chiamava ali di farfalla». E a dirla tutta, dovrebbero essere invisibili. «Dagli incontri nelle scuole emerge chiaramente che le giovanissime sono “ossessionate” dal timore che si noti l’assorbente e terrorizzate all’idea di macchiarsi» commenta la ginecologa Stefania Piloni, presidente dell’associazione Sex Pass che propone percorsi di educazione sessuale e affettiva alle scuole e alle famiglie.

Non si può fare sesso con le mestruazioni. Ma chi l’ha detto?

Sesso durante le mestruazioni? Perché no? Non c’è alcun motivo per non farlo, se entrambi i partner lo desiderano. «Anzi, vi sono anche dei possibili vantaggi» scrive Alice Pace nel libro Hot, la scienza sotto le lenzuola(Codice Edizione). «Le contrazioni dei muscoli pelvici durante il rap­porto, per esempio, rendono più efficace l’espulsione del materiale nelle ore successive, con la conseguenza che la mestruazione si esaurisce più velocemente. E poi l’effetto analgesico dell’orgasmo può attenuare i dolori mestruali». Con la raccomandazione, però, per chi non vuole correre il rischio di gravidanze indesiderate, di usare comunque an­ticoncezionali. Anche se, lo ricordiamo, solo il preservativo serve a proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili. «Non è del tutto escluso che anche durante i giorni del flusso sia possibile andare incontro a una gravi­danza. Sia ovulo sia spermatozoo hanno infatti un ciclo vitale di alcuni giorni nel corpo della donna». E, seppure ci siano meno probabilità che si incontrino, non è da escludere che ciò avvenga.

Mestruazione fa rima con dolore? Non sempre

«Fin dall’antichità vari autori hanno descritto i disturbi femminili associati alle mestruazioni».  Addirittura «Ippocrate, nel V secolo a.C., pensava che l’utero fosse la causa di tutte le malattie delle donne e della loro innata inferiorità» spiega Élise Thiébaut, che attribuisce al progenitore dei medici una grossa responsabilità nell’errata percezione che abbiamo delle mestruazioni.

«Aveva infatti osservato che nei giorni prima del ciclo molte donne soffrivano di emicranie, crampi, sbalzi d’umore, dolori muscolari, e che questi disturbi cessavano con l’arrivo delle mestruazioni. Ne aveva concluso che per mantenersi in buona salute era indispensabile sanguinare, perché questo permetteva di espellere gli “umori cattivi” che altrimenti intossicavano l’organismo».

Emicrania, gonfiore del seno, della pancia, tensione nervosa, ritenzione idrica, crampi muscolari sono in effetti alcuni dei sintoni che colpiscono alcune donne nei giorni che precedono le mestruazioni. «Per questo sono viste come un fardello, ma la maggior parte delle donne se la cava con una tisana calda e, se serve, con un comune antidolorifico. In generale infatti – spiega Piloni – parliamo di fastidi modesti che durano uno-due giorni e che non interferiscono con la normale routine». In caso invece di dolore forte e persistente, «è opportuna una visita ginecologica per identificare patologie serie di cui i dolori mestruali intensi sono uno dei campanelli di allarme» suggerisce Piloni, riferendosi per esempio all’endometriosi. In altre parole, non si deve dare per scontato che in fondo sia normale soffrire per le mestruazioni. «Allora, fate girare la voce, ragazze» esorta Thiébaut. «E quando soffrite troppo non dimenticate di verificare se per caso non avete un’endometriosi: una malattia organica che colpisce quasi 180 milioni di donne nel mondo». Ma anche in caso di emicrania mestruale ricorrente, e ancor di più se fortemente invalidante, non ci si deve rassegnare ma consultare uno specialista per individuare la migliore terapia (antinfiammatori, profilassi farmacologica, terapia ormonale…).

L’umore barcolla? Non è vero per tutte

Il ciclo mestruale è talmente associato all’instabilità emotiva che c’è chi, quasi automaticamente, di fronte a una donna che alza la voce o perde la pazienza pensa: «avrà le sue cose».

«Gli sbalzi d’umore possono essere accentuati dal ciclo mestruale per via delle fluttuazioni ormonali. Del resto, gli ormoni sessuali condizionano la nostra attività emotiva (e non solo). C’è allora chi si scopre più scontrosa, chi più impulsiva, chi più fragile e facile alle lacrime. Ma è una generalizzazione impropria ritenere che tutte le donne risentano delle mestruazioni in questi termini e abbiano a che fare con depressione e irascibilità in prossimità del ciclo» afferma la ginecologa. Uno studio pubblicato su Frontiers in Behavioral Neuroscience smonta un altro mito: l’idea che il ciclo peggiori i processi intellettivi e quindi che una donna durante le mestruazioni sia meno lucida e prestante nelle attività cognitive.

«In definitiva, anche se le mestruazioni possono portare qualche piccolo problema in termine di dolore e alterazione del tono dell’umore, sono in fondo il segno del femminile sano. Non a caso, quando sopraggiunge un problema grave di salute, si pensi all’anoressia, o in caso di chemioterapia, il ciclo mestruale si interrompe» afferma Piloni, convinta che dovremmo insegnare alle giovani donne ad amare il ciclo mestruale. Anche per scalfire l’idea che la donna sia ostaggio dei suoi ormoni.

«In fondo la prima mestruazione è un’iniziazione: è il segnale di essere diventata donna, l’inizio di un nuovo ciclo della vita, quello della fertilità. E ogni mese è un segnale che si rinnova che indica che il nostro corpo è in salute».

La maionese impazzisce? Non è vero

«Oggi nessuno sosterrebbe sul serio che non puoi fare la maionese quando hai le mestruazioni, e il motivo principale è che quasi nessuno monta da sè la maionese poiché la si compera al supermercato». Con ironia la giornalista Élise Thiébaut affronta in Questo è il mio sangue anche il tema dei poteri quanto mai bizzarri attribuiti alle mestruazioni.

Leggiamo, per esempio: che si trattasse di far inacidire la birra e il vino, far andare a male il latte, guastare le conserve o la carne di maiale sotto sale, alla donna che sanguina è stato attribuito un potere quasi alchemico di trasformazione della materia. Ma anche proprietà insetticide, poiché ancora ai primi del XX secolo, in Anjou, si spedivano le donne mestruate a correre nei campi di cavoli per uccidere i bruchi. «Quando si tratta di demonizzare il sangue mestruale Plinio il Vecchio si rivela un campione assoluto» scrive. E definisce la sua Storia naturale un catalogo di superstizioni una più demenziale dell’altra. Giudicate voi: «Al sopraggiungere di una donna che ha le mestruazioni il mosto inacidisce; al suo contatto le messi divengono sterili; muoiono gli innesti, bruciano i germogli dei giardini, cadono i frutti degli alberi presso cui la donna si è fermata; al suo solo sguardo la lucentezza degli specchi si appanna, si smussa la punta delle lame, si oscura lo splendore dell’avorio, muoiono le api negli alveari; persino il bronzo e il ferro si arrugginiscono all’istante e il bronzo prende un odore sgradevole…».

Ovviamente tutto questo non ha alcun senso e nessun fondamento, ma tuttora intorno alle mestruazioni il silenzio è la regola: se ne parla poco e lo si fa sottovoce. È importante, invece, conclude Piloni, «parlarne con chiarezza e disinvoltura e imparare a conoscere meglio il proprio corpo, anche per salvaguardare meglio la nostra salute (riproduttiva e non solo)»

Da: QUI


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Categorie: , Sesso


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