Il taglio-rapina delle pensioni fatto dal duo monti-fornero ha rubato 5 miliardi ai pensionati.

Torino
07:30 del 08/05/2016
Scritto da Sasha

IL TAGLIO-RAPINA DELLE PENSIONI FATTO DAL DUO MONTI-FORNERO HA RUBATO 5 MILIARDI AI PENSIONATI. ORA VANNO RESI. TUTTI!

E’ il secondo fulmine a ciel sereno in pochi mesi e stavolta crea per i conti pubblici italiani una vera e propria voragine. Dopo il caso – non ancora risolto – dei falsi dirigenti fiscali, che non pochi problemi ha creato e sta creando al lavoro quotidiano dell’Agenzia delle Entrate, la sentenza della Corte Costituzionale che ha bocciato perchè contrario alla Costituzione il blocco delle pensioni stabilito dal binomio Monti-Fornero ha colto alla sprovvista Ragioneria generale dello Stato e tutto il ministero dell’Economia.

Di calcoli ufficiali non ne sono stati ancora fatti, al di la’ di quelli di qualche tempo fa dell’Avvocatura generale, ma nei corridoi di Via XX Settembre non si nasconde una seria preoccupazione per il bilancio pubblico.

Che si tratti o meno effettivamente di 5 miliardi di buco, la Consulta ha infatti scompaginato di nuovo le carte, rendendo concreto il rischio di mandare in soffitta ogni buon proposito sulla destinazione del tesoretto renziano da 1,6 miliardi.


Ma certo, va registrata la voce di Palazzo Chigi che assicura che, anche se difficile, si trovera’ una soluzione.  “Se si dichiara illegittima la mancata corresponsione dell’adeguamento, quei pensionati ora hanno diritto ad averlo. La conseguenza e’ che l’adeguamento va corrisposto”, tira le somme il viceministro dell’Economia Enrico Morando.

Ma – non c’e’ bisogno di aggiungerlo – le vere, rilevanti conseguenze saranno per i conti dello Stato. A pesare non sarebbero solo i rimborsi per gli anni in cui il blocco e’ stato dichiarato illegittimo (2012 e 2013), ma anche quelli per i mancati esborsi degli anni successivi, in una sorta di effetto trascinamento. Come aggravante della sua sentenza, la Consulta ricorda infatti che, per le modalita’ con cui opera il meccanismo della perequazione, ogni eventuale perdita del potere di acquisto del trattamento, anche se limitata a periodi brevi, “e’, per sua natura, definitiva. Le successive rivalutazioni sono, infatti, calcolate non sul valore reale originario, bensi’ sull’ultimo importo nominale, che dal mancato adeguamento e’ gia’ stato intaccato”.

In via ufficiale il Ministero dell’Economia si limita a sottolineare che “il tema e’ all’attenzione” e che “si valuteranno le motivazioni della sentenza e l’impatto sulla finanza pubblica”. Ma trovare liquidita’ fresca sara’ un nuovo, estremo, rompicapo per tutto il governo, gia’ alle prese con la spending review ed intenzionato in tutti i modi a non accrescere la pressione fiscale.

Un escamotage lo suggerisce il presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia, secondo cui le somme arretrate potrebbero incidere sulla riclassificazione delle poste di bilancio degli esercizi 2012 e 2013. Inevitabile pero’ per quest’anno una valutazione sul saldo netto da finanziare e sul fabbisogno dello Stato. Con contraccolpi sicuri sul debito pubblico, che poi e’ il vero problema dell’Italia.

Tutt’altro che secondario resta peraltro il problema piu’ generale di una nuova riforma complessiva delle pensioni. Dopo il caso esodati, quella portata a galla dalla Consulta rappresenta infatti una nuova enorme pendenza perfino giudiziaria lasciata in eredita’ dal governo Monti che potrebbe accelerare nella revisione dell’intero sistema.


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Categorie: Denunce, Economia, Politica


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