Nomi famosi e non, Gino Paoli, Luciano Benetton, la ex pornostar Cicciolina, gente che si è affacciata in parlamento per pochi anni ma ha lo stesso diritto a ricevere una cospicua pensione

Roma
11:31 del 23/10/2013
Scritto da Luca

Uno scandalo nello scandalo, dopo gli stipendi d'oro dei parlamentari in carica, i vitalizi di chi non è più in carica come parlamentare. Nomi famosi e non, Gino Paoli, Luciano Benetton, la ex pornostar Cicciolina, gente che si è affacciata in parlamento per pochi anni ma ha lo stesso diritto a ricevere una cospicua pensione, addiruttura gente condannata per reati legati al terrorismo come Toni Negri e ovviamente tutti i politici c.d. di 'professione'.

Una situazione tutta italiana, che all'estero non ci invidiano, un privilegio incomprensibile, un'ingiustizia non più tollerabile, un'offesa a chi i 2000 euro, il vitalizio minimo dei parlamentari con 5 anni di attività parlamentare, se li sogna nei suoi incubi notturni, magari dopo una vita lavorativa di 40 anni e più. Siamo insomma all'ennesima vergogna di una casta che si appiccica allo scranno come fa una cozza sulla roccia, perchè sa che ha trovato il paese di Bengodi vita natural durante. In tempo di Crisi economica anche il sistema pubblico deve fare i sacrifici e, tra i più richiesti dall’opinione pubblica, ci sono sicuramente i vitalizi dei parlamentari.

Ecco perchè dal 1 gennaio 2012 Camera e Senato hanno abbandonato il sistema dei vitalizi per passare al sistema contributivo in vigore per tutti i pubblici dipendenti. Rispetto al passato, pertanto, c'è stato un calo dei vitalizi dei parlamentari che, pur rimanendo elevati, sono inferiori alle condizioni di assoluto privilegio che vigevano fino a pochi anni fa. Questa la regola generale, ma c'è un però, infatti anche se da un lato ora il vitalizio arriverà solo a 65 anni compiuti, che diventano 60 se si è riusciti a restare in Parlamento più di una legislatura, con la diminuzione di un anno per il conseguimento del diritto per ogni ulteriore anno di mandato.

Dall’altro il nuovo sistema di calcolo contributivo si applica integralmente ai deputati eletti dopo il 1° gennaio 2012, mentre per quelli in carica, nonché per i parlamentari già cessati dal mandato e successivamente rieletti, si applica un sistema pro rata. In pratica si fa la somma della quota di assegno vitalizio definitivamente maturato alla data del 31 dicembre 2011, e di quella corrispondente all’incremento contributivo riferito agli ulteriori anni di mandato parlamentare esercitato. Insomma bella iniziativa, ma quasi tutto rimandato alla prossima legislatura.

Ad ogni modo, i dati oggettivi, un elenco eterogeneo che dà conto dei vitalizi degli ex parlamentari italiani sono stati pubblicati dall'Espresso e ne riportiamo qui alcuni stralci. Almeno in venti incassano ogni mese oltre 6mila euro di pensione: il primo in classifica è Roland Riz, per breve periodo segretario della Suedtiroler Volkspartei (con 6.331 euro per 35 anni di vita parlamentare). L’ex pornostar Ilona Staller prende una pensione di circa 2mila euro. Ma ci sono anche imprenditori come Vittorio Cecchi Gori (3.086), Antonio Matarrese (4.346), Francesco Merloni (5.717) o Luciano Benetton (2.191). E grandi avvocati, da Alfredo Biondi (6.186) a Gaetano Pecorella (3.985). Spazio poi al mondo della cultura con Eugenio Scalfari (2.162) e Claudio Magris (2.183), Rossana Rossanda (2.016). E ovviamente la Politica, recente e passata. Molti dei big infatti oggi prendono una pensione: Walter Veltroni ogni mese incassa 5.373, Massimo D’Alema appena 90 euro in meno del suo storico rivale. Marco Pannella, a cui si devono candidature curiose e fantasiose come quella di Cicciolina, porta a casa una pensione invidiabile da 5.691 euro al mese. Con 35 anni di contributi versati e per la prima volta fuori dal Parlamento, dopo il declino della sua parabola nel centrodestra, percepisce il vitalizio anche l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini: 5.614 euro per il cofondatore del Pdl. Assegni sostanziosi, tra i 4.500 e i 5mila, per ex leader della sinistra come Bertinotti o Pecoraro Scanio. Poi Prodi (2.864), Rodotà (4.684) e Franco Marini (5.800), sconfitti nella corsa al Quirinale. Infine il corposo gruppo dei ‘condannati’: Massimo Abbatangelo e Toni Negri (reati di terrorismo), De Lorenzo, Forlani e Nicolazzi (travolti da Tangentopoli), per finire con Marcello Dell’Utri, condannato per reati di mafia e pensionato con 4.424 euro al mese.

Recentemente ha ricevuto parere contrario dal governo la proposta di modifica al decreto legge spending review, a firma del deputato Guido Crosetto (Pdl), che prevede che le pensioni “erogate in base al sistema retributivo, non possono superare i 6mila euro netti mensili. Sono fatti salvi le pensioni e i vitalizi corrisposti esclusivamente in base al sistema contributivo”, probabilmente perchè la fissazione di un tetto colpirebbe gli introiti di diversi membri del governo. In ogni caso si tratterebbe di numeri lontani da quanto fino allo scorso luglio riceveva Felice Crosta, alla guida fino al 2006 dell’agenzia dei rifiuti della Regione siciliana. Per 6 anni il ‘superburocrate’, condannato dalla Cassazione a restituire a rate quasi un milione di euro, ha percepito una maxipensione di ben 41mila euro al mese.



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Categorie: Curiosità, Politica, Sociale


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