Altro che destra contro sinistra, altro che campagna elettorale serrata a suon di manifesti e colpi bassi: in cinque Comuni italiani nessuno si è candidato a sindaco. Così, come prevede la legge, verranno commissariati

Sondrio
10:31 del 01/05/2014
Scritto da Albertone

Altro che destra contro sinistra. Altro che colpi bassi per mettere in difficoltà l’avversario. Ve lo ricordate Antonio Albanese in Qualunquemente? Ecco, scordatevi quella trama e immaginatevela al contrario. La fascia tricolore in cinque Comuni italiani non la vuole nessuno. Ma proprio nessuno. Non la vuole il Pd, la Lega nord, l’Udc, Forza Italia, Sel, Movimento 5 Stelle, Scelta civica, Nuovo Centrodestra e via discorrendo. Non la vogliono nemmeno le liste civiche che da sempre fanno incetta di voti puntando sulle conoscenze, le parentele, l’associazionismo. Cinque Comuni, nessun candidato.
Da dove iniziare? Aquila D'Arroscia è un piccolo paese dell'entroterra di Imperia, 170 abitanti e molta vita sociale. Si conoscono tutti. Eppure il sindaco uscente, Pietro Claveri, giunto ormai al termine del suo mandato non è riuscito a coinvolgere nessuno dei precedenti amministratori a ripresentarsi alle elezioni.
A Locatello, nella bergamasca, non si voterà per il rinnovo del Consiglio comunale dal momento che non si è presentato nessuno entro i termini previsti. E pensare che in altri 14 paesi delle Orobie si andrà alle elezioni con una sola lista presente: o si vota quella, o si lascia scheda bianca, o la si annulla o si resta a casa. Alla faccia della democrazia e della pluralità delle scelte.
Va pure peggio a Mazzo in Valtellina, Provincia di Sondrio. Anche qui arriverà il commissario prefettizio come Annunciato con dieci giorni d’anticipo dal sindaco Clotildo Parigi che aveva capito come sarebbe andata a finire. A nulla sono valsi gli sforzi di coloro che avevano difeso il comune dalla fusione e avevano cercato invano di creare una lista. Fra sei mesi, quando il commissario finirà il suo mandato, il Comune tornerà alle urne. O, almeno, a verificare se vi sia qualcuno intenzionato a rappresentare l’Amministrazione con indosso la fascia tricolore. Per il momento quella persona non c’è. E, naturalmente, i grandi partiti nazionali se ne stanno bene alla larga evitando beghe.
A Esino Lario, a due passi dal Resegone cantato da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi, l’epilogo è lo stesso. Niente liste e commissariamento. Ma, in questo caso, una mano tesa è arrivata da Perledo, Comune confinante. Un gesto che vuole instaurare un clima di collaborazione in vista di servizi, iniziative, eventi e Manifestazioni.
Nel Molisano è successa la stessa disaffezione verso la Politica. Presentarsi a sindaco a Sant’Angelo del Pesco ha fatto venire l’orticaria a tutti, ma proprio tutti, i cittadini del paese in Provincia di Isernia. Alla faccia degli sfarzi romani, qui tutto sono stati alla larga del Comune. In un Comune di appena trecentosessantotto residenti, l’indennità di carica è un misero rimborso. Gli incarichi da assegnare non sono certo da sogno e così come le consulenze. Insomma, difficile arricchirsi o anche solo sopravvivere amministrando poche anime in un luogo sconosciuto ai più, molisani compresi. Così, quando il Sindaco uscente Guglielmo Delle Donne ha deciso di passare il testimone, non ha trovato nessuno a raccoglierlo.


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Categorie: Curiosità, Politica


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