Insomma "fatta la legge, trovato l'inganno"! Ma quegli imbecilli dei nostri politici non hanno pensato di rispondere con "trovato l'inganno, fatta la legge.

Roma
08:15 del 15/06/2017
Scritto da Luca

Insomma "fatta la legge, trovato l'inganno"! Ma quegli imbecilli dei nostri politici non hanno pensato di rispondere con "trovato l'inganno, fatta la legge. Basterebbe una piccola modifica legislativa che preveda che chi viene licenziato per giusta causa, e cioè per una mancanza che non consente la prosecuzione del rapporto di lavoro neanche a titolo provvisorio, non ha diritto ad alcuna indennità.

A riportarlo è la Cgia di Mestre che sottolinea come tale fenomeno sarebbe collegato alla volontà del lavoratore di ricorrere, in modo scorretto, a questa forma di licenziamento per ottenere vantaggi previsti dall'attuale normativa con una indennità speciale dell'azienda che può arrivare a sfiorare i 1.500 euro e un sostegno al reddito da parte dell'Inps fino a 2 anni.


Nel 2016, sempre secondo l'Ufficio studi della Cgia, i licenziamenti per giusta causa o giustificato motivo soggettivo nel settore privato hanno registrato una crescita del 26,5%, mentre le altre tipologie di licenziamento non hanno presentato trend di crescita così importanti. Se i licenziamenti totali sono saliti del 3,5%, quelli per giustificato motivo oggettivo sono aumentati del 4,6% e quelli per esodo incentivato, invece, sono addirittura crollati del 19%.

La leggera ripresa economica e l'aumento dell'occupazione in atto non giustificano dunque questo orientamento. "Ad averne innescato l'ascesa - denuncia il coordinatore dell'Ufficio studi Paolo Zabeo - è stata una cattiva abitudine che si sta diffondendo tra i dipendenti. Seppur in forte crescita, questo fenomeno presenta delle dimensioni assolute ancora contenute. Nell'ultimo anno, infatti, lo stock ha interessato 74.600 lavoratori. Se, comunque, seguiterà questa tendenza, è evidente che nel giro di qualche anno ci ritroveremo con numeri molto importanti".


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Categorie: , Denunce, Lavoro


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