La più grande minaccia per la salute nei prossimi anni, saranno i batteri che non reagiscono più agli antibiotici, la mutazione in ceppi che diventano resistenti ai farmaci.

Bologna
17:27 del 09/12/2013
Scritto da Luca

Quale sarà la più grande minaccia per la Salute nei prossimi anni? Gli scienziati concordano: i batteri che non reagiscono più agli antibiotici, la mutazione in ceppi che diventano resistenti ai farmaci. Secondo il ‘’Rapporto sui rischi globali 2013’’, stilato dalla fondazione Ginevrina ‘’World Economic Forum’’, la più grande minaccia per l’uManità intera nei prossimi dieci anni potrebbe essere proprio questa.

Le conclusioni cui è giunta la fondazione si basa su un fenomeno che ha già dei precedenti preoccupanti, si registrano, infatti,  25mila morti l’anno in Europa, oltre che una spesa sanitaria di circa 1 miliardo e mezzo di euro l’anno per l’acquisto di antibiotici, solo per i paesi europei. Tutte le autorità sanitarie a livello mondiale, pertanto, sono in stato di allerta.

Certo è stata molto importante per la medicina la cosiddetta ‘era antibiotica’, la possibilità cioè per i medici di avere, con tale scoperta scientifica, efficaci strumenti per combattere infezioni batteriche, ma si rischia, continuando ad abusarne, di creare un mostro, un batterio o più batteri cui l’antibiotico non gli fa nemmeno il solletico.   Secondo il direttore generale dell’OMS, Margaret Chan, ‘’entrare in un’era post antibiotica significa, di fatto, porre fine alla medicina moderna così come la conosciamo. Condizioni comuni come una faringite da streptococco o la sbucciatura del ginocchio di un bambino potrebbero tornare a uccidere’’.

La causa di questa possibile, anzi certa, degenerazione è determinata dall’abuso sconsiderato degli antibiotici, cioè proprio di quei farmaci considerati la rivoluzione e la scoperta più importante nel campo medico dopo l’anestesia. Proprio il consumo eccessivo e inappropriato potrebbe essere generatore del rischio di tornare indietro nei tempi, rischiare la vita per un nonnulla.

Esaminando la situazione in casa nostra, per esempio, risulta che l’Italia è al secondo posto pari merito (o meglio demerito) con il Portogallo, dietro alla Grecia per consumo di antibiotici: su ogni 1000 abitanti più di 20 sono in trattamento.

Non solo allarme da parte dell’OMS, quindi, ma anche e soprattutto invito ad un uso ‘’responsabile’’ degli antibiotici, intendendo con questa espressione la necessità di prescrivere ed utilizzare effettivamente gli antibiotici solo nei casi in cui siano necessari, magari dopo aver effettuato la ricerca per capire di fronte a quale ceppo ci si trova prima di ricorrere alla copertura antibiotica.

Finora c’è stata troppa leggerezza nel prescrivere questi farmaci, anche solo (a volte erroneamente) a scopo preventivo, come avviene ad esempio per la profilassi chirurgica, la protezione dalle infezioni che si fa per ogni piccolo intervento, in ospedale o dal dentista.

Altro errore ricorrente che generalmente si fa è questo: spesso è lo stesso paziente che quando sta male per una qualsiasi ragione  insiste per avere l’antibiotico, poi lo interrompe al primo segno di miglioramento, anche se in questo caso il farmacologo consiglia che invece ‘’bisogna prenderlo per il tempo necessario a estirpare l’infezione, ma non più a lungo, per evitare di favorire la comparsa di resistenze, a dosi piene, senza mai ridurle quando si comincia a stare meglio’’.

Comportamenti sbagliati e abitudini radicate ormai da tempo e da correggere, molti pensano che l’antibiotico sia un cura “più forte”, capace di accelerare i tempi di guarigione, ma se l’infezione è virale, il farmaco non solo non serve a risolverla o ad abbreviarne la durata, ma è anche controproducente, perché l’antibiotico non può nulla contro il Virus. L’importante conseguenza, in questo caso, è che di sicuro compromette la flora batterica “buona” e seleziona pericolosi ceppi resistenti. Proprio questi sono i comportamenti da evitare ed è da queste osservazioni che nasce lo stato d’allerta lanciato dall’Oms e dagli studiosi del fenomeno.

Quindi, avete capito? Gli antibiotici non sono caramelle e vanno presi 'cum grano salis'….. meditate gente, meditate.


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Categorie: Medicina, Salute


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