Le prime indiscrezioni risalgono alla primavera scorsa, ma ora è diventato realtà: da oggi Google ha inserito direttamente all’interno del suo browser Chrome una forma di ad blocker.

Trento
13:00 del 16/02/2018
Scritto da Samuele

Le prime indiscrezioni risalgono alla primavera scorsa, ma ora è diventato realtà: da oggi Google ha inserito direttamente all’interno del suo browser Chrome una forma di ad blocker.

La precisazione è d’obbligo: non si parla di un servizio per filtrare tutte le pubblicità in maniera indistinta, ma servirà a nascondere le inserzioni che gli utenti trovano più intrusive. Nel complesso si dovrebbe trattare dell’1% di tutte le pubblicità. La novità è stata annunciata con un post sul blog che spiega il funzionamento del servizio basato sugli standard fissati dalla Coalition for Better Ads, gruppo di cui Google fa parte insieme ad altri colossi come Facebook, che si pone l’obiettivo di capire quali siano le esperienze più fastidiose legate alle pubblicità per gli utenti online.

Come funziona 

Dopo mesi di indagini è stata stilata una lista di 12 tipologie di inserzioni che non verranno più tollerate da Google, sia su mobile che su desktop. Pop-up, pubblicità a pagina intera, video che partono in automatico e animazioni con conto alla rovescia sono soltanto alcuni degli esempi. Google d’ora in avanti valuterà i siti in base ai cosiddetti Better Ads Standards, dando tre possibili giudizi: promosso, richiamato o bocciato. Nel secondo caso Google offrirà un report al sito su come modificare le inserzioni in modo da renderle accettabili dalla sua selezione: se però il sito non si adeguerà entro 30 giorni verranno in automatico bloccate le sue pubblicità indesiderate. L’utente che si troverà a navigare su una pagina che non rispetta gli standard, e che dunque avrà delle pubblicità filtrate, verrà avvisato attraverso un pop-up che comparirà a bordo schermo: rimarrà comunque possibile disabilitare questo blocco selettivo di alcune inserzioni.

Il perché di questa scelta

Sul blog Google presenta la novità come un successo parlando già di un 42% di siti che si è adeguato agli standard richiesti in vista di questo filtro selettivo. Ma i motivi di una mossa del genere da parte del colosso di Mountain View non si limitano a garantire una miglior esperienza online per gli utenti. L’obiettivo di Google è disincentivare l’utilizzo di altri ad blocker che vanno a bloccare anche inserzioni che interessano direttamente l’azienda. Una situazione che si basa su un paradosso: a proporre di filtrare le inserzioni è la casa regina per quanto riguarda le ricerche da browser e il mercato pubblicitario a livello globale, che le è valso 95 miliardi di dollari l’anno scorso. Il Wall Street Journal parla di scelte di filtraggio da parte della Coalition for Better Ads che sono stata fortemente indirizzate da Google: molti critici pensano infatti che i criteri di selezioni vadano nell’interesse principale di Big G. Quello che per il momento sembra escluso è la creazione di una white list di Google, in cui dietro pagamento si potrà superare il blocco delle pubblicità. Un meccanismo che invece è adottatoda altri ad blocker.

Una questione aperta

Ma prima della novità di Google, la questione dell’utilizzo degli ad blocker e delle ripercussioni sull’industria pubblicitaria era già ampiamente discussa da anni. Da una parte c’è la volontà dell’utente di avere una navigazione non disturbata da inserzioni invadenti, dall’altra quella dei siti, soprattutto di testate giornalistiche, di garantirsi dei ricavi attraverso le pubblicità. Una strada percorribile è quella della creazione di una lista di inserzioni tollerabili, attraverso iniziative come la Coalition for Better Ads o le Accettable ads guidelines. Ma nella lotta alle pubblicità invadenti Google non è sola. Apple a partire da iOS 9 ha permesso di integrare gli ad blocker all’interno di Safari . Anche Samsung ha poi preso una strada simile quando sui dispositivi Android ha aggiunto il supporto ai plug-in per il blocco delle pubblicità sul suo browser preinstallato.

Da: QUI


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Categorie: , Internet, Tecnologia


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