Giornalisti cercano di corrompere tutti pur di sputtanare Berlusconi! Ecco il clamoroso accaduto di Cesano Boscone

Ferrara
11:20 del 09/03/2015
Scritto da Gerardo

A Cesano Boscone c’è il sole ma non è caldo come quello del 9 maggio scorso, quando Silvio Berlusconi varcò per la prima volta il cancello dell’Istituto Sacra Famiglia. Allora aveva lo sguardo torvo, pensava alle 213 ore di servizi sociali da scontare nella struttura per la condanna nel processo Mediaset. Ieri, invece, sorrideva come chi ha il cuore leggero. L’esperienza con i malati di Alzehimer del reparto San Pietro è finita 45 ore prima del previsto grazie allo sconto concesso dal giudice del Tribunale di sorveglianza di Milano Beatrice Crosti per il «ravvedimento» dell’ex premier dopo l’attacco ai magistrati e perché ha svolto «l’attività di volontariato in modo serio e apprezzato dagli operatori».

Eppure non sarebbe un addio. «Il tempo passato con i malati, con i volontari, con gli operatori sanitari e sociali è stata un’esperienza toccante e ha rappresentato una pausa di serenità. Per questo intendo continuare questa esperienza e questo impegno» ha dichiarato Berlusconi all’uscita. Ad accoglierlo c’erano una ventina di giornalisti e cinque irriducibili che hanno festeggiato per lui cantando e lanciando coriandoli. A chi gli ha chiesto se si senta riabilitato il Cav ha risposto con un secco «No», ma ha subito disteso i toni con una battuta: «È finita? Non si finisce mai».

Come abbia trascorso le ultime ore di servizio resta top secret. Al personale del Sacra Famiglia, soprattutto agli operatori del suo reparto, è stato imposto il silenzio assoluto con la minaccia del licenziamento. Per questo, nonostante le offerte di denaro ricevute da molte testate in questi mesi, nessun dipendente ha accettato il ruolo di gola profonda.


«Ci mancherà. In realtà lo abbiamo visto pochissimo perché entrava diretto nel reparto, ma anche solo l’arrivo della sua auto era un appuntamento fisso per tutti». Sergio Verdolin da trent’anni presta servizio come volontario nell’Istituto. «Dopo le prime settimane il clamore mediatico è scemato. Il paese non era più sotto assedio, ad accoglierlo c’era solo qualche paziente, i custodi, pochissimi sostenitori. È entrato da trionfatore ed è uscito dall’ingresso di servizio come una persona normale».

Gli unici a non abbandonarlo mai sono stati gli abitanti dei palazzi al di fuori delle mura dell’Istituto che affacciano sul reparto dove prestava servizio. «Li vedevi tutte le settimane appostati con il binocolo per spiare all’interno - racconta Sergio - Soltanto loro hanno visto cos’ha fatto in questi mesi. Strano che non sia uscito nulla sui giornali».

Hanno assistito, per esempio, al concerto esclusivo che Berlusconi ha concesso agli anziani a Natale. Ad accompagnarlo al piano c’era l’amico Fedele Confalonieri. Tutto autorizzato dal Tribunale, tengono a precisare dal Sacra Famiglia. «Credo che la Politica, tutta la politica, avrebbe molto da imparare dall’uManità e dalla dedizione che ho trovato tra coloro che volontariamente e generosamente si dedicano alla cura di chi soffre», ha commentato Berlusconi, che è arrivato al centro con un sacco in cui (dicono) ci fossero dei regali per ringraziare e salutare i suoi casuali compagni di viaggio. «Silvio Berlusconi ha svolto le attività che generalmente può fare un volontario e per le quali non è richiesta una specifica preparazione professionale - ha spiegato il direttore Paolo Pigni - Abbiamo fatto il nostro dovere, il bilancio è stato assolutamente positivo».


Il saluto è stato sobrio, strette di mano e baci. Nessun festeggiamento, ufficialmente, ma dall’interno si fanno sfuggire che forse ci sarà un piccolo rinfresco tra qualche tempo, quando i riflettori saranno definitivamente spenti sull’Istituto. Il personale si aspetta, o almeno spera, anche un ringraziamento economico da parte dell’ex premier.

«Un po' di soldi ci farebbero comodo - confessa un operatore che preferisce restare anonimo - In questo momento i nostri pensieri sono concentrati sulle casse dell’Istituto e sul futuro licenziamento di una trentina di dipendenti che lavorano per cooperative esterne. A breve scadrà il contratto e noi addetti agli ospiti saremo costretti a lavorare di più e peggio. Magari l’intervento di Berlusconi potrebbe risolvere qualcosa».


Articolo letto: 1286 volte
Categorie: Politica, Sociale


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Risposte - Commenti

Barbara

09/03/2015 12:04:19
Ma per favore! Ora lo facciamo uscire per per un santo! Ha combinato le peggiori nefandezze dal 90 in poi. SMETTIAMOLA!
4

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