L'intesa pilota è stata firmata nel Baden-Württemberg e riguarderà 900mila lavoratori, ma il sindacato punta ad estenderla ai 3,9 milioni di operai del Paese

Firenze
05:30 del 07/02/2018
Scritto da Sasha

Quello che fanno i tedeschi non è assolutamente importabile in un paese profondamente corrotto, colluso, clientelare, inefficiente, patologicamente burocratizzato e con una fortissima criminalità organizzata come il nostro.

Sono circa 6 milioni coloro che per vivere contano solo sui minijob. Di fatto é una disoccupazione mascherata. In molte istituzioni ed aziende i posti a.t.i. sono stati eliminati ed al loro posto assunti 2 o 3 minijobber che di fatto fanno lo stesso lavoro ma hanno zero tutele. sono gli schiavi sottopagati della germania. Per esempio nella scuola si parla di circa centomila contrattisti che svolgono attività essenziali ma non vengono assunti. Infatti la vera disoccupazione tedesca é intorno al 10% contando i 4 milionidi disoccupati veri + i 6 milioni di minijobbers. Nel settore metalmeccanico i dipendenti fissi sono sempre meno, sostituiti da lavoratori a prestito (una volta c'era solo per gli ingegneri, ma oggi pure gli imbianchini si prendono in prestito da agenzie di gestione del personale).

 


Il lavoratore a prestito non é nel sistema tariffario, quindi non tutelato dagli aumenti tariffari come quelli che la IG metall ha ottenuto. Inoltre, come ho già scritto qualche giorno fa, pur avendo ottenuto nel 2006 oltre il 4% di aumento, ci hanno cambiato il sistema tariffario introducendo dei gradini dal basso, di fatto riportando il i compensi allo stato pre-aumento e pure bloccandoci gli scatti di anzianità chep rima erano automatici e poi sono divenuti funzionali della mansione svolta. Quindi in totale fu un peggioramento della retribuzione.

La concessione chiave è il diritto per i dipendenti più anziani di ridurre la loro settimana lavorativa a 28 ore per un periodo limitato di 6 a 24 mesi. Le imprese hanno ottenuto dal canto loro la possibilità di estendere la settimana lavorativa a 40 da 35 oreper i dipendenti che volessero farlo su base volontaria. I capi sindacali avevano minacciato uno sciopero a tempo indeterminato se le loro richieste non fossero state soddisfatte. Una protesta di questo tipo non si verificava nel settore dal 2003.

A livello salariale i sindacati chiedevano un aumento del 6%, passato in secondo piano rispetto alla questione della settimana corta. Le due parti hanno concordato un compromesso di un aumento del 4,3% da aprile, con alcuni pagamenti una tantum aggiuntivi. I dipendenti che ridurranno l’orario di lavoro, e conseguentemente vedranno tagliate le buste paga, potranno avere un altro “bonus di tempo”, pari a 8 giorni di ferie. L’accordo “rende giustizia alla straordinaria posizione economica del settore e avrà un effetto positivo sull’intera economia”, rafforzando la domanda interna, ha detto il capo dell’Ig Metall, Joerg Hofmann.

Riferimenti Il Fatto


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Categorie: , Esteri, Lavoro


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