Oggi in Senato il premier Gentiloni tenterà di far approvare il disegno di legge che introduce la censura e la schedatura di massa sul web.

Roma
09:58 del 12/10/2017
Scritto da Gerardo

Oggi in Senato il premier Gentiloni tenterà di far approvare il disegno di legge che introduce la censura e la schedatura di massa sul web. E’ un fatto gravissimo. 

Come spiega l’avvocato Sarzana, che per primo ne ha scritto sul Fatto Quotidiano, il trucco escogitato dal premier Gentiloni è di infilare il provvedimento nel pacchetto omnibus dei regolamenti europei da recepire senza possibilità di modifiche, tra cui  4 righe che anticipano la norma.

Insomma, il liberticida Gentiloni (altro che premier moderato! altro che leader innocuo!) ricorre a un trucco procedurale per tenere all’oscuro l’opinione pubblica. Infatti i media non ne parlano. Così nel silenzio assoluto ( o quasi) si cerca di far passare una norma gravissima che prevede, come ho scritto ieri.

1) i dati internet e telefonici potranno essere conservati per 6 anni, ben oltre le attuali consuetudini internazionali.

2) l’Agcom, ovvero l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni,  avrà il potere di intervenire sulle comunicazioni elettroniche dei cittadini italiani, allo scopo – in via cautelare si intende, come dubitarne –  di impedire l’accesso agli stessi cittadini a contenuti presenti sul web.

Che cosa questo significhi lo spiega benissimo Sarzana con queste parole:

“da oggi con un regolamento dell’Agcom, in Italia si sperimenta la notice and stay down e le piattaforme dovranno rimuovere i contenuti illeciti e impedirne la riproposizione”.
Ora, poiché il web è composto di milioni di informazioni che cambiano in nanosecondi e la maggior parte di questi dati sono all’estero, non c’è modo di conoscere in anticipo la riproposizione dei contenuti che la norma vorrebbe censurare, se non con una tecnica di intercettazione di massa denominata Deep packet inspection. L’unico modo, insomma, di fare ciò che il governo sta per fare approvare, è di ordinare ai provider italiani di “seguire” i cittadini su internet per vedere dove vanno, al fine poi di realizzare questo “impedimento” alla riproposizione, attraverso un meccanismo di analisi e raccolta di tutte le comunicazioni elettroniche dei cittadini che intendano recarsi su siti “dubbi”.

Questo, naturalmente senza alcun controllo preventivo da parte di un magistrato.

Dunque: l’Agcom potrà seguire e memorizzare quel che voi fate. E, ad esempio, se giudicherà inopportuni i contenuti di questo blog vi impedirà di leggerlo. Vi schederanno e vi censureranno

Capito? Solo un regime dittatoriale, forse, potrebbe pensare a norme come queste. Ma in una democrazia mai. Eppure a proporle è proprio il premier di un partito che si definisce “democratico”: il PD del finto innocuo Gentiloni.

Claudio Messora su Byoblu è tornato sull’argomento intervistando Sarzana

Insisto: solo se si rompe il silenzio, adesso, si può sperare di fermare Gentiloni; una norma che è semplicemente inaccettabile, gravissima. Vi vogliono privare della libertà di opinione. Vogliono controllare tutto quello che fate sul web.

URLATE IL VOSTRO NO! Fatelo scrivendo sui social media, tempestando di messaggi i media denunciando il loro silenzio, scrivendo al Senato. Solo Salvini si è mosso. Lo ringrazio di cuore e mi meraviglio che resti solo.

Dove sono gli altri? Berlusconi? Il Movimento 5 stelle? Fratelli d’Italia? Tutti d’accordo con Gentiloni e con il Pd?

Marcello Foa

Da: QUI


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Categorie: , Denunce, Nuove Leggi, Politica


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