Gail Tverberg, una analista dell’energia e studiosa dei problemi del mondo di oggi, questa settimana è tornata a parlarci per rivisitare le prospettive energetiche globali, lanciandoci un giusto monito, ma come dice Gail, il suo è un avvertimento piuttosto triste.

Cagliari
05:00 del 16/01/2018
Scritto da Gregorio

Senza energia, non possiamo fare nulla.

Gail Tverberg, una analista dell’energia e studiosa dei problemi del mondo di oggi, questa settimana è tornata a parlarci per rivisitare le prospettive energetiche globali, lanciandoci un giusto monito, ma come dice Gail, il suo è un avvertimento piuttosto triste.

Per lei, è un  problema di matematica molto semplice. Su questo pianeta ci sono troppe persone che producono una domanda eccessiva di risorse energetiche che, però,  si stanno esaurendo. Il costo dell’energia sta salendo ma noi stiamo compensando a breve termine usando degli espedienti finanziari per rendere l’energia ancora “conveniente”: ma tutto quanto stiamo facendo è creare una promessa che nel futuro non potrà essere mantenuta.

Il costo crescente dell’energia si manifesta con prezzi più alti (per tutto, non solo per i combustibili) e con salari reali più bassi  e questo gap – secondo lei – col tempo potrà solo accentuarsi. Questa è la strada che porterà  ad un’altra crisi come fu la Grande Depressione e , Gail Tverberg, dice di non sapere dove potremo arrivare:

Concretamente noi stiamo vivendo con tutto quello che ogni anno estraiamo dalla terra, cioè petrolio, carbone, gas naturale o altro. Quindi noi disponiamo solo di quello che estraiamo, viviamo solo di quello che tiriamo fuori dalla terra.

Ora, abbiamo visto che stiamo chiedendo dei grossi prestiti al futuro, perché stiamo indebitandoci. In realtà lo stiamo facendo in due modi diversi, che sono praticamente equivalenti. Uno di questi è emettendo azioni ordinarie: cosa che ha un effetto equivalente all’uso del debito perché quello che stiamo dicendo è IO ti pagherò un dividendo, e in futuro il prezzo di questa azione che hai comprato salirà. Questo è semplicemente un modo diverso di pretendere qualcosa dal futuro.  Il secondo modo per prendere un prestito dal futuro è costituito dalle promesse fatte dai governi. Mentre la maggior parte delle persone si preoccupa solo per il debito che vede salire, le azioni e le promesse fatte dai governi producono gli stessi effetti. TUTTI stanno promettendo che in futuro avremo sempre più materie prime. Quindi, a meno che – in futuro – non disporremo davvero di una maggior quantità di materie prime, domani non saremo in grado di rispettare le promesse che stiamo facendo oggi.


Così, succede che tutto aumenta allo stesso tempo. Anche se i salari di chi lavora sono l’unica cosa che non aumenta, cosicché quelli chi vive si salario viene spremuto e spremuto ancora, fino a che non riesce più a restituire i prestiti presi; per prima cosa il prestito fatto per comprare la macchina e poi i prestiti per lo studio, in seguito comincerà a non rimborsare nemmeno altri tipi di prestiti fatti per comprare tante altre cose. Ma in effetti è l’uomo della strada che viene spremuto meglio e la situazione potrà solo peggiorare con l’aumento dei prezzi del petrolio e con l’aumento dei prezzi in generale.

Ma i prezzi del petrolio, quando superano i $ 20 al barile, stanno mettendo troppa pressione sull’economia e, insieme al petrolio, sale anche il costo delle altre materie prime che servono per estrarre i metalli per alimentare il processo di estrazione e di conseguenza gli stessi motivi per cui salgono i prezzi del petrolio fanno aumentare anche i prezzi del gas naturale e del carbone.

La crisi che probabilmente andremo ad affrontare somiglierà alla Grande Depressione. Sarà una crisi in cui la gente verrà licenziata  e perderà il lavoro, sarà una crisi in cui le banche chiuderanno. Insomma sarà quel tipo di crisi.

Il fatto è che non esiste sulla terra abbastanza energia a prezzi accessibili per sostenere la popolazione di oggi e questo fatto dovrebbe essere molto preoccupante per noi tutti, che però ci limitiamo ad adottare qualche misura disperata e a breve termine che serve solo ad allontanare un altro po’ la crisi. Ma è difficile vedere una soluzione.

L’intervista con Gail Tverberg (63m:24s).

Da: QUI


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Categorie: , Ambiente, Denunce, Sociale


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