Billy, un micione bianco e grigio, ha aiutato un bambino autistico ad uscire dal suo mondo ingabbiato: una storia che ha commosso tutta la Scozia ed apre una nuova frontiera per la medicina e la scienza

Milano
14:01 del 17/03/2014
Scritto da Albertone

La vicenda ha commosso tutta la Scozia e per una volta è riuscita ad unire nel sentimento la Scozia e l’Inghilterra, inducendo la lacrima e il silenzio. Una storia che arriva da Aberdeen e potrebbe cambiare per sempre il modo di interpretare una patologia come quella dell’autismo. I protagonisti sono due: Fraser, un bambino come tanti altri fino ai 18 mesi, quando inizia a Manifestare segni di irrequietezza, a volte di sbadataggine, di curiosità e di silenzio.
Saranno i sintomi dell’autismo, anche se i genitori impiegheranno qualche mese prima di comprenderlo. L’altro protagonista della storia è Billy, un micione grigio e bianco, abbandonato dal suo proprietario ed in cerca di un nuovo padrone a cui regalare amore e fusa. Fra i due nascerà un legame speciale. Ma questa è solo una parte della storia. Prima c’è quella che vivono mamma Louise, 38 anni, e papà Chris, 43 anni. Casalinga e elettricista, due persone comuni, innamorate e genitori di Fraser, il loro adorato figlio.
Ma il bambino manifesta presto disturbi evidenti: troppo eccitato, distratto nel gioco, urla e scarsa propensione all’ascolto. Bastano alcune visite e riscontri oggettivi alle prime diagnosi per scoprire che loro figlio è autistico. Di fatto, vive in un mondo ovattato, dove entrano fasci improvvisi di luce, dove i rumori forti fanno scoppiare il cervello, dove i gesti ossessivi e l’ordine maniacale sono una condizione irrinunciabile per la mente.
Un mondo nel quale non è concesso a nessuno di introdursi, nemmeno ai genitori. Alle volte nemmeno col Contatto fisico, nemmeno con lo sguardo. Fraser vive in una dimensione parallela, difficile da comprendere, ancora meno da accettare. E siccome medici e psicologi non sembrano avere in tasca la ricetta giusta, ecco che i genitori agiscono controcorrente. Serve qualcosa che possa avere la forza di entrare nel mondo di Fraser senza sconvolgerlo, senza suscitare ribellione. La soluzione è in un gattile: qui attira la loro attenzione Billy, un micione dallo sguardo triste, senza famiglia e senza padrone.
I genitori ancora non lo sanno, ma è l’inizio di una nuova vita. Perché Fraser trova in Billy un compagno di giochi, un complice con cui superare le proprie barriera. Gli concede il contatto fisico, si fa coccolare a suon di fusa, lo accarezza mentre gli sale sulla schiena o si accomoda sulla sua spalla. Quello che non permette nemmeno ai suoi genitori, Fraser lo concede a quella bestiola. Una coppia decisamente insolita, speciale, fuori dal comune.
Da quel momento Fraser mostra miglioramenti insperati. É molto più calmo, diminuiscono i movimenti maniacali, addirittura è lui che lo va a cercare fin dall'ora della sveglia e della colazione. E quando Fraser ha una giornata storta, Billy lo capisce e sta sulle sue, allungando appena la zampetta in attesa di un cenno di riscontro. I due giocano, cenano assieme, dormono nello stesso letto con Billy che si accuccia al suo fianco ascoltando piacevolmente la favole della buona notte che mamma Louise racconta. Per suo figlio, ma non solo.


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Categorie: Cronaca, Curiosità, Medicina, Scienze


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