Questi non sono economisti. Sono ideologi o, peggio, sacerdoti che di fronte a qualunque problema sanno solo ripetere il mantra "meno stato e più mercato" che è l'unica cosa che conoscono.

Catanzaro
10:00 del 30/07/2017
Scritto da Gerardo

La ricetta è sempre quella: liberismo a manetta, la stessa ed identica ricetta che ha creato il gran benessere di oggi e che tutti vediamo sotto la luce del sole!
Flessibiliziamo il lavoro ancora un altro pò, togliamo qualche altro diritto su lavoro (anche se in realtà non ve ne sono più oramai) e diamo il sacrosanto lavoro sottopagato alle nuove generazioni....queste si che sono ricette degne di essere intraprese!!!
Il Fondo Monetario taccia perfavore!! per andare incontro al debito stratosferico i nostri governanti nel 2012 hanno persino messo il pareggio di bilancio in costituzione!! Una cosa vergognosa!! Il Fondo Monetario mandi i suoi scagnozzi a corciarsi le maniche per la raccolta dei pomodori: se non vi sarà il caporalato, vi saranno i voucher a sfamarvi, probabilmente nessuno morirà di fame...ma bisogna provare per credere...
Forza, venite in massa: servono braccia forti...e bocche chiuse...

Passare alla contrattazione aziendale basata sulla produttività vuol dire che, con l'attuale legge sulle pensioni, andremo in pensione a 67 anni con un reddito miserissimo ( con una pensione ancora peggiore ) perchè sfidiamo chiunque a competere con un giovane in tema di produttività a tale età. Questo porterebbe all'abbassamento delle uscite per le pensioni, altra voce auspicata dal FMI, ma alla crescita dell'equazione pensionato = indigente.


I governi che si sono succeduti (senza votarli) da inizio crisi dovevano puntare subito a diminuire la pressione fiscale sul lavoro dipendente. Invece hanno spostato tutte le risorse a favore delle aziende con i vari decreti di sgravi, ammortamenti e superammortamenti. Questo non ha fatto altro che diminuire le entrate dello Stato con conseguente compensazione a carico dei cittadini (vedi aumento tasse da inizio crisi).
Per noi una soluzione a parte di questi problemi è quella di mandarci in pensione basandoci sull'età lavorativa (non anagrafica) e lasciare posto ai giovani che potranno dare nuova linfa alle aziende ed avere un futuro su cui contare. Da li le cose potranno avere una evoluzione in meglio

Senza voler sottolineare abbastanza che grazie al moderno stato di avanzamento tecnologico chi lavora oggi svolge molte più attività del passato e quindi a livello puramente teorico dovrebbe comunque guadagnare proporzionalmente di più (teoria della marginalità produttiva) il problema si risolve da solo in base al concetto del potere d'acquisto. se i soldi che girano sono di meno, non ci si può permettere di fare acquisti a un certo costo ma solo a uno più basso. sebbene non sia proprio la prospettiva che mi fa più comodo.


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Categorie: , Denunce, Economia


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