FINAL FANTASY XIV SHADOWBRINGERS RECENSIONE - Esistono due tipi di "veri fan di Final Fantasy": chi ha giocato e amato Final Fantasy XIV Online e chi non sa cosa si sta perdendo.

Potenza
07:48 del 07/08/2019
Scritto da Gerardo

FINAL FANTASY XIV SHADOWBRINGERS RECENSIONE - Esistono due tipi di "veri fan di Final Fantasy": chi ha giocato e amato Final Fantasy XIV Online e chi non sa cosa si sta perdendo. Provocazioni a parte, la quattordicesima fantasia finale di Square Enix ha attraversato momenti molto bui a partire dall'ormai lontano 2010 e nel corso dei primi anni di lancio, per poi tornare a nuova vita grazie a una ristrutturazione radicale, con la pubblicazione nel 2013 di Final Fantasy XIV: A Realm Reborn, diretto da Naoki Yoshida: un nuovo gioco in tutto e per tutto, dalle mappe all'engine di gioco, proseguendo con la struttura dei server e le meccaniche di gameplay. Recentemente, a distanza di 6 anni dalla rinascita di Final Fantasy XIV, l'MMORPG ha visto l'arrivo della sua terza espansione: Shadowbringers.

È inevitabile che mantenere - e migliorare - nel corso del tempo una continuità narrativa solida e sempre interessante non si riveli un compito facile, men che meno l'aggiornamento del sistema di gioco e delle attività a disposizione, sottoposte al giudizio di un pubblico tanto affezionato quanto esigente e in continua evoluzione.


FINAL FANTASY XIV SHADOWBRINGERS RECENSIONE - Pur con la massima fiducia possibile, i dubbi e le paure sul nuovo contenuto non mancavano, ma Shadowbringers e il team di sviluppo sembrano aver compiuto ancora una volta questo piccolo, grande miracolo.

L'aspetto meno convincente di Shadowbringers (e di Final Fantasy XIV in generale) era ed è rimasto il comparto grafico. Anche se affiancato a un lavoro di design e una regia di gran lunga superiori a quelli di molti videogiochi AAA, il Luminous Studio è un engine proprietario con ormai parecchi anni sulle spalle, in grado di gestire egregiamente ampi ambienti di gioco stracolmi di luci dinamiche ed effetti a schermo di varia natura, ma che mostra il fianco durante le animazioni e i dettagli dei filmati, soprattutto nei primi piani e close-up. Si tratta di un limite perfettamente comprensibile se si tiene a mente che il titolo è stato pubblicato originariamente in cross-play tra PC e PlayStation 3, e che nonostante tutto rimane uno dei titoli MMORPG sul mercato graficamente più curati.

L'eliminazione delle stance offensive e delle sinergie tra job livella tutto nuovamente, rimettendo in mano ai giocatori il pallino del setup migliore possibile, e dando nuovamente respiro a tutti quei job che per diversi mesi si sono sentiti un po' messi da parte. Gunbreaker e Dancer poi sono aggiunte particolarmente azzeccate in grado di variare almeno un po' il gameplay ormai definito dei vari ruoli.


FINAL FANTASY XIV SHADOWBRINGERS RECENSIONE - Il primo è molto dinamico da usare, divertente e capace di grandi danni, ma come lato negativo ha una certa fragilità se si rimane a corto di cooldown. Il secondo invece è quanto più vicino a un ruolo di supporto si può avere per un gioco che non prevede ruoli di supporto, con capacità di damage dealing ma sopratutto di buff degli altri membri del party. Anche gli altri job sono stati rivisti (chi tanto e chi poco), e in free company si parla un gran bene dei nuovi Machinist e Black Mage, resi forse più complessi ma assai più gratificanti.

Da quando è uscito Shadowbringers poi si sono succedute almeno due patch, che tra un fix e l'altro hanno aggiunto anche Eden's Gate (sia in versione normal che Savage), prima parte del raid endgame che terrà compagnia ai Guerrieri della Luce. La particolarità di questo raid, oltre che ad essere pesantemente ispirato da Final Fantasy VIII, è che molto meglio di Bahamut, Alexander e Omega si integra con la storia principale, risultando quasi un diretto seguito piuttosto che un evento laterale come in passato. 
Urianger, Thancred e Ryne ci accompagneranno nella consueta sequela di incontri che oltre a dare token e reward tra le migliori nel gioco ci mettono di fronte a quattro scontri ispirati, impegnativi e con un livello di sfida perfettamente bilanciato. Eden Prime, Voidwalker, Leviathan e Titan sono combattimenti perfetti nella versione normal e memorabili in quella Savage (nel senso che ti rimane marchiato a fuoco in testa perché non hai più l'età per star dietro a contenuti così impegnativi), con forse il solo Leviathan un po' più anonimo degli altri.


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Categorie: , Videogames


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