Questo è veramente un boccone amaro per chi ancora credeva in un rigurgito di dignità nella politica, almeno in un periodo vicino alle elezioni.

Firenze
07:00 del 20/01/2018
Scritto da Gregorio

Più passano i giorni e più Renzi si rivela il responsabile massimo dell'affondamento del PD in una melma mai vista prima. Con quest'ultimo "fatterello" il PD ha perso un ulteriore 5% dei voti: i sondaggi possono dire quello che vogliono (ammaestrati o no) ma la realtà che si vive fra la gente quotidianamente, dappertutto, fa capire che alle prossime elezioni il PD non arriva al 10%.

Andiamo a votare tutti, oggi questo è un dovere sacrosanto, ma non votiamo i partiti responsabili di questo sfascio nazionale, non votiamo chi ha avuto come uniche "competenze" quelle per distruggere il Paese e rubare il denaro pubblico e che pretenderebbe di continuare a farlo. Votiamo chi non ha nessuna delle responsabilità gravissime che hanno invece questi competenti, questi imprenditori della cosa pubblica, questi professori e docenti della politica e dell'amministrazione dello Stato.... che ci stanno riducendo in povertà e senza diritti, malgrado la Costituzione che vorrebbero affondare nella loro stessa melma.

Questo è veramente un boccone amaro per chi ancora credeva in un rigurgito di dignità nella politica, almeno in un periodo vicino alle elezioni.

Ed invece no, queste cose ormai rasentano la normalità quotidiana ed alimentano una arroganza che solo una dittatura potrebbe manifestare alla luce del sole. E' una pugnalata per le centinaia di migliaia di giovani costretti a mendicare un posto di lavoro. E' una amara barzelletta per coloro che fiduciosi partecipano ai concorsi (che non servono a nulla se non ad alimentare illusioni.


 

E' una frustrazione per le eccellenze che senza fiatare vincerebbero qualsiasi concorso, sapendone più non solo dei raccomandati di oggi, ma anche di quelli che da anni lavorano nella P.A. e scaldano la sedia (quando non fanno i furbetti). Se siete nati senza padrini, cari giovani, è inutile che partecipiate ai concorsi, meglio emigrare (evitando religiosamente le aziende italiane che operano all'estero) ed affrontare sacrifici che prima o poi vengono remunerati adeguatamente.

Il 26 ottobre, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, ha assunto negli uffici della Città Metropolitana la 28enne Celeste Oranges, priva di esperienza professionale e con in tasca una laurea magistrale in Legge. Incidentalmente, Celeste è la figlia di Acheropita Mondera Oranges, che guida la Procura della Corte dei Conti della Toscana dopo esserne stata a lungo viceprocuratore generale e soprattutto dopo aver richiesto, nel 2014, l’archiviazione per Matteo Renzi in un procedimento aperto a suo carico. Ma non basta. La sorte, a volte, si accanisce. E a queste casualità, pubblicate ieri dal Fatto, ne ha aggiunta un’altra: il 7 settembre 2017, un mese prima di ricevere l’incarico per chiamata diretta in Città Metropolitana, la 28enne Celeste Oranges aveva partecipato a un concorso pubblico del Comune di Firenze per 48 posti di istruttore direttivo amministrativo. Un bando al quale risposero tremila candidati. Alla seconda prova sarebbero passati i primi 500. Oranges si è piazzata al 627esimo posto. Quindi, fuori sin dalla prima selezione: nessun incarico nell’amministrazione. Non attraverso il concorso. La sua prova deve aver colpito Nardella che, dopo poche settimane, l’ha voluta nell’ufficio per il “patto per la giustizia della città metropolitana di Firenze”, ritenendola – si legge nel decreto di nomina – “una figura specializzata in ambito giuridico”.

Contattato telefonicamente, il sindaco ha preferito non rispondere. Ha poi chiesto di scrivergli un messaggio: “Prima della nomina lei conosceva Celeste Oranges? Le è stata segnalata? Come è stata selezionata?”. Neanche questo sms ha ricevuto alcuna risposta. Purtroppo. Intanto l’opposizione a Palazzo Vecchio, in particolare il consigliere comunale Tommaso Grassi, sta valutando come chiedere conto dell’assunzione, ma “Nardella ha dotato la città metropolitana di un regolamento che non prevede interrogazioni”. Comunque, aggiunge Grassi, “stiamo istituendo un canale per raccogliere le candidature così da proporre al sindaco, che come il suo predecessore si fa vanto di avere come stella polare la meritocrazia, di istituire un apposito bando e smetterla con le chiamate dirette”. Certo “avrebbero dovuto evitare di assumere la figlia del giudice che ha stralciato dal processo le accuse a Renzi e che dovrebbe controllare il datore di lavoro di sua figlia. È inopportuno, si fa presto a pensar male”, chiosa Grassi. Il Movimento 5 Stelle, attraverso il deputato toscano Alfonso Bonafede, sottolinea come “Nardella non ne faccia una giusta”. Mentre Michele Giarrusso invoca le dimissioni del primo cittadino fiorentino: “La poltronopoli del Pd aggiunge un’altra poltrona ai suoi scambi di favori”, dice. A stupire è l’assoluto silenzio da parte dei dem: nessuna voce si è levata in difesa di Nardella.

Riferimenti Il fatto


Articolo letto: 493 volte
Categorie: , Cronaca, Denunce, Lavoro, Politica


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook