Festa della donna 2019: tre leggi che contano più delle mimose.

Napoli
09:00 del 08/03/2019
Scritto da Gerardo

Oggi, 8 marzo 2019, come tutti gli anni ricorre la Festa della Donna. I fiorai si preparano a file che ricordano quelle dei giorni scorsi alle poste per il reddito di cittadinanza. Ma le mimose appassiscono. Le donne hanno soprattutto bisogno di leggi e diritti. Eccone tre che valgono più di un fiore.

Abolire la tassa rosa su assorbenti e pannolini

Quanto costa essere donna? Su alcuni generi essenziali necessari per l’igiene femminile, pesa ancora, nonostante le promesse, l’IVA al 22%.

Ci riferiamo, in particolare, ad assorbenti e pannolini. Essere donna (o mamma) è un lusso?

Stipendio donne: il gap salariale con i colleghi uomini

Molto resta da fare anche per le donne lavoratrici, in un’ottica di agevolazione della conciliazione lavoro-vita privata. Sono spesso le donne ad occuparsi della famiglia, per non parlare della maternità. Quello delle carriere discontinue è un problema che si riflette anche sul fronte pensionistico, come vedremo nel paragrafo successivo. Nulla di fatto anche per la proposta del congedo mestruale per le donne.


Ma lo scoglio più grande resta ancora quello del gap salariale tra donne e uomini.
Secondo l’Osservatorio Jopricing la differenza di genere nella media dello stipendio in Italia si attesta nell’ordine del 12% dello stipendio.
Secondo i dati Onu, il divario stipendiale si deve a diversi fattori che vanno dalla sottovalutazione del lavoro delle donne allla mancata remunerazione del lavoro domestico, passando per la ridotta partecipazione al mercato del lavoro. A conti fatti le donne guadagnano meno in generale perché lavorano meno ore retribuite ma anche perché sono impiegate in settori a basso reddito o trovano spazi ridotti ai piani più alti delle aziende (rarissime le eccezioni tra le quali Google). In molti casi però la verità è semplicemente che, per la stessa mansione, sono pagate meno dei colleghi maschi, senza motivo se non discriminazione di genere. La stima ci dice che, per ogni dollaro guadagnato da un uomo, una donna guadagna in media 77 centesimi.

Opzione donna 2019 e altre misure per l’uscita anticipata

Per quanto riguarda l’opzione donna si è aperta la possibilità di proroga anche per il 2020.

Ma sul fronte pensioni restano alcuni ostacoli, anche in relazione alle nuove misure.
Anche le due misure cavallo di battaglia del governo giallo-verde, ovvero quota 100 e reddito di cittadinanza, sembrano penalizzare le donne. Si stima infatti che le domande per il pensionamento anticipato con Quota 100, riguarderanno in modo quasi esclusivo i lavoratori maschi. Per le donne infatti raggiungere il requisito del montante contributivo di 38 anni, viste le carriere speso discontinue, appare molto difficile. I numeri parlano chiaro: secondo le valutazioni completate lo scorso novembre della docente di statistica Linda Laura Sabbadini 9 domande quota 100 su 10 riguardano uomini, mentre le stime dell’Inps parlano di 37,4% di donne e 62,6% di uomini. In ogni caso la sproporzione è evidente. Il problema del reddito di cittadinanza è invece quello di aver legato il diritto alla ricerca del lavoro attraverso l’accettazione delle proposte dei centri per l’impiego. Questo vincolo non tiene adeguatamente conto degli impegni di cura familiare, che spesso sono a carico proprio delle donne e impediscono loro l’accettazione di offerte lavorative.

Su questo tema si è focalizzato l’incontro tenutosi a Modena tra Cgil, Cisl e Uil

Da: QUI


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Categorie: , Denunce, Politica


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