Essere single non è uno status sentimentale: descrive la realtà di una persona che sta attraversando una tappa specifica della sua vita con pienezza e libertà, senza la necessità di aspettare nulla e senza la pressione di cercare qualcuno.

Napoli
15:00 del 13/11/2017
Scritto da Gregorio

Essere single non è uno status sentimentale: descrive la realtà di una persona che sta attraversando una tappa specifica della sua vita con pienezza e libertà, senza la necessità di aspettare nulla e senza la pressione di cercare qualcuno. Essere single non significa sempre essere disponibili: a volte è semplicemente il sintomo di un impegno preso con noi stessi.

Nonostante la maggior parte degli studi sostenga l’idea che le persone sposate siano, per lo più, più felici di quelle single, le medesime ricerche puntualizzano anche altri aspetti: le coppie più appagate sono quelle in cui i coniugi sono buoni compagni ed eccellenti complici. Bisogna anche aggiungere che è comune frequentare diverse persone fino a che non si riesca ad incontrare (oppure no) la persona giusta.

Un fatto evidente è che le relazioni affettive possono portarci la più sublime delle felicità oppure farci assaggiare il sapore della delusione più cocente e dell’amara tristezza. Senza dubbio l’amore merita di essere vissuto; tuttavia, non è per nulla sano rendere questa ricerca la nostra ragione d’essere.

La felicità, il benessere e l’equilibrio devono nascere dentro di noi, sono fuochi imperituri capaci di guidarci lungo tutti i sentieri della nostra vita. Sia quando siamo soli sia quanto stringiamo la mano a qualcuno.

Quando essere single diventa uno status sentimentale per la società

Non molto tempo fa, i mezzi di comunicazione di tutto il mondo hanno fatto risuonare una notizia dal titolo “Le donne-avanzi in Cina”. In questo Paese, chiaramente tradizionale e patriarcale, la politica del figlio unico è cambiata: ora i motori del progresso richiedono più manodopera; ciò implica che le donne debbano compiere il loro ruolo di procreatrici. Se una ragazza supera i 25 anni ed è ancora senza marito, dunque, lei e la sua famiglia vengono segnalate allo Stato.

Queste giovani ricevono il nomignolo “Sheng Nu”, ovvero “donne-avanzi”, e vengono spinte a far parte di una sorta di mondo del mercato in cerca di un legame forzato. Tuttavia, molte di queste ragazze hanno già mostrato di volersi liberare da questa condanna. Difendono il loro nubilato e soprattutto lottano per la loro individualità, la quale cozza con il contesto politico del loro paese.

In molti paesi il nubilato si trasforma in uno stato sociale e, di conseguenza, in un’etichetta. In realtà, non è necessario viaggiare fino in Cina per notare l’esistenza di questi concetti: anche in contesti a noi geograficamente più vicini, idee del genere sono meno palesi, ma ugualmente presenti. Forse i single non vengono considerati “avanzi”, ma vengono comunque ritenuti incompleti. Tant’è che in molte culture arrivare single a 40 anni è visto come un fallimento personale.

Da: QUI


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Categorie: , Sesso


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