L'idea di creare un unico prodotto capace di compensare gli stilemi del prequel con i meccanismi narrativi tipici dello spin-off ha garantito un interesse e una curiosità che non ha lasciato per niente indifferenti gli appassionati della serie madre, The Walking Dead, basata sul fumetto omonimo creato da Robert Kirkman, Charlie Adlard e Tony Moore.

Milano
08:30 del 28/09/2017
Scritto da Luca

RECENSIONE FEAR THE WALKING DEAD - Tirar fuori uno spin-off sensato e in grado di sopravvivere partendo da una serie di grande successo è impresa dalle parti del terno al lotto. Wikipedia ci insegna che ci hanno provato molto più spesso di quanto magari uno s'immagini, mentre la storia ci fa sapere che in pochi sono riusciti nell'impresa. Per ogni Frasier che fa jackpot e ogni Angel che comunque se la cava, ci sono decine di Joey fallimentari e How I Met Your Dad che non sono andati nemmeno oltre l'episodio pilota. Poi, certo, se il progetto nasce da una costola della serie televisiva più seguita degli ultimi anni, incanalandosi in un filone, quello dei morti viventi, che non sembra proprio voler morire (ehm), probabilmente parti comunque con delle buone prospettive. E infatti, Fear the Walking Dead, nel corso delle sue sei puntate, non ha raggiunto le vette d'ascolti attuali della serie da cui è nato, ma è andato decisamente bene, più della prima stagione di The Walking Dead, ed è stato rinnovato per una seconda annata da quindici episodi. Non ci si lamenta, insomma.

RECENSIONE FEAR THE WALKING DEAD - Già dalla prima puntata, Fear the Walking Dead ha entusiasmato il pubblico con una media di dieci milioni di telespettatori, letteralmente incollati sulle sedie per scoprire gli avvenimenti legati all'epidemia oscura che ha trasformato gli uomini in zombie.


Fear the Walking Dead è ambientata a Los Angeles (nella serie madre la location era Atlanta) e il suo prologo ha molti punti in comune con The Walking Dead, e cioè con qualcuno che si sveglia e si rende conto che il mondo in cui vive ha subito una trasformazione inspiegabile.
Al posto di Rick c'è Nick Clark, un tossico-dipendente che realizza da subito che qualcosa non va, cercando di mettere un limite tra ciò che è reale e le sue allucinazioni post-droga.


RECENSIONE FEAR THE WALKING DEAD - Chiaramente, essendo il contesto quello di un prequel, Fear the Walking Dead, perlomeno nella sua prima stagione, si presta ad essere odiato da chi vuole solo e costantemente vedere morti viventi sullo schermo. È previsto che si vedano zombi nel suo telefilm sugli zombi? Eh, non molto, se non sul finale, che apre le porte a uno scenario, per l'anno prossimo, presumibilmente molto più vicino a quello a cui siamo abituati. Ma in fondo è giusto così: dove sta l'interesse nel tentativo di cambiare ambientazione, periodo temporale e spunti (staccandosi completamente dai fumetti, per altro), se poi devi replicare tutto quanto? Tanto ci saranno tempo, anni e stagioni, se tutto va bene, per le solite cose. Meglio, qui, giocarsi tutto sui personaggi, sugli eventi da prequel, sulla solare ambientazione losangelina, anch'essa fondamentale nel centrare un tono diverso da quello a cui siamo abituati.


E il gioco funziona. Nonostante un episodio pilota dal ritmo altalenante, Fear the Walking Dead parte bene, tiene alta l'attenzione per le prime tre puntate e, pur sedendosi forse un po' a tratti nelle due successive, costruisce un bel finale su cui chiudere tutto. Diversi personaggi sono inseriti nei classici cliché del genere, ma il cast nel complesso funziona bene e alcuni dei protagonisti riescono a trovare una dimensione tutto sommato non banale. Ho apprezzato parecchio, per esempio, anche grazie alla bravura dell'attore che lo interpreta, il personaggio del tossicodipendente Nick, che potrebbe tra l'altro dar vita a dinamiche interessanti, nel contesto di un mondo in cui le risorse scarseggeranno. Assieme a sua sorella, potenzialmente insopportabile, e invece sorprendentemente azzeccata nella caratterizzazione matura e razionale, forma una bella coppia che a sorpresa rappresenta forse il cuore della serie.

Non tutti girano al meglio, e onestamente mi aspettavo qualcosa di più da Kim Dickens, che ricordo ottima in Deadwood ma qui sembra aggirarsi sempre con in faccia l'espressione di chi sta facendo finta di ascoltare qualcuno ma in realtà pensa alla formazione del fantacalcio. Ma insomma, nel complesso le cose girano abbastanza bene e, pur con qualche incertezza da prima stagione, nonostante un episodio finale divertente, ma secondo me in parte rovinato da una regia non all'altezza, la prima stagione di Fear the Walking Dead è solida, piacevole e complessivamente più riuscita di quella che fu la prima stagione di The Walking Dead. Anche se non c'è una singola puntata all'altezza di quello strepitoso pilota firmato Frank Darabont. Ma insomma, non si può avere tutto dalla vita.

Le trasmissioni italiane si sono concluse ieri sera su MTV Italia, che da giovedì della prossima settimana manderà direttamente in onda la seconda stagione, appena iniziata negli USA. Io mi sono visto la prima stagione tutta in botta mesi fa, nel giro di due sedute da tre puntate l'una. Vale sempre il fatto che secondo me una serie come The Walking Dead guadagna tantissimo dalla visione a maratona e perde abbastanza se seguita di settimana in settimana. Però, oh, fate come vi pare.


Articolo letto: 521 volte
Categorie: , Cinema


Cosa ne pensi?
Accedi oppure Registrati per rispondere.
Risposte - Commenti

Sponsors notizia
Banner pubblicità Network informazione

Registrazione GRATIS

Come utente registrato puoi:
  • Pubblicare articoli denuncia su 10 blog;
  • Pubblicare post e segnalazioni;
  • Pubblicare articoli sponsorizzati;
  • Creare Campagne SEO con Textlink e Banner;
  • Pubblicare giudizi e commenti

login con facebook

oppure

Login



oppure

Accedi con facebook

Login



oppure

Accedi con facebook

Rimani sempre aggiornato, seguici su Facebook!
.

ACCEDI GRATIS con FACEBOOK

Per continuare a leggere, ACCEDI GRATIS.

Accedi con facebook