Farmacisti cattolici si rifiutano di vendere la pillola del giorno dopo. Trovate giusta questa cosa?

Terni
13:51 del 12/02/2015
Scritto da Gerardo

I farmacisti hanno un ordine professionale la cui iscrizione è obbligatoria nel caso vogliano aprire una farmacia, iscrizione che si può revocare nei casi in cui una deliberata omissione sia causa di danno ad un paziente. Ora, non ci sembra sia un diritto del farmacista rifiutarsi di accettare una regolare prescrizione medica per ideali personali, è come se un farmacista rifiutasse di vendere preparati a base di morfina e/o derivati perchè contro l'uso di droga.

Se un farmacista crede fermamente di commettere un omicidio (non un peccato, ma un omicidio) nel vendere sia la pillola del giorno dopo che quella abortiva (che SONO DUE COSE DIVERSE!!!) non può fare il farmacista. Qui si tratta del "sentire" di ogni persona, della "morale" personale di ogni persona! Come noi non possiamo costringere Belen Rodriguez a coprirsi il fondoschiena quando i cameramen la riprendono per far salire gli ascolti, nessuno po' costringere nessun'altro ad andare contro le proprie convinzioni, ma a patto che non ledano i diritti altrui.

L'obiezione di coscienza nei riguardi dell'aborto comprende tutte quelle persone (medici, farmacisti e chi per loro) consapevoli che dentro la pancia sta una vita umana. L'obiezione in questo caso consiste nel non uccidere (cosa che peraltro hanno giurato di fare). Il "non abortire" non deriva da nessuna legge religiosa di nessun genere, ed il fatto che esista qualche dottrina che vieti l'aborto è solo un effetto collaterale. I Testimoni di Geova vietano le trasfusioni, ma un medico che non permette trasfusioni non ha nessuna logica morale per far star su questa presa di posizione, tranne quella di trascurare il suo lavoro in favore di una dottrina religiosa (oltre al fatto che va contro al giuramento fatto).

L'obiezione è possibile per l'aborto e non essendo considerata la pillola del giorno dopo un trattamento abortivo questi farmacisti fanno un gesto sconsiderato, amorale e irresponsabile. A prescindere dal fatto che la signora/donna/ragazza poi sia rimasta incinta o meno, il fatto grave è comportarsi come se la pillola del giorno dopo fosse un metodo abortivo. Non lo è, e qualunque medico o farmacista che sappia come agisce lo sa.


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Categorie: Cronaca, Salute, Scienze


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Risposte - Commenti

Gerardo

12/02/2015 13:56:34
Ora qualcuno mi sa spiegare perche' in questo "Stato", uno puo' essere farmacista e obiettore di coscienza... giusto per lo sfizio di rifiutare una pillola a pazienti munite di regolare prescrizione medica... quando sarebbe infinitamente piu' sensato trovare qualcun altro un po' meno bigotto al suo posto? Ma lungi da me pensare che se li dovessero mantenere loro per 19 anni, ognuno di quei futuri bambini non loro, tali integerrimi pilastri del Cattolicesimo verrebbero meno ai propri principi (ed alle proprie obiezioni
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Walter

12/02/2015 13:56:13
Non ne sono sicuro, ma credo che rifiutare di prescrivere la pillola del giorno dopo ad una persona comporta anche una violazione di norme giuridiche. Non credo che si entri nel penale, ma almeno nel civile si. Ripeto è un mio dubbio, mi informerò sull’argomento anche perché è una tematica talmente scottante che mi sono fatto prendere dalla curiosità 
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