Riuscire a proporre ai giocatori qualcosa di nuovo non Ŕ un compito certamente facile, ma Ubisoft negli ultimi anni ha dimostrato di saperci fare e, pur affidandosi regolarmente ai suoi brand pi¨ forti, ha sempre proposto in parallelo nuove IP e progetti quantomeno interessanti

Genova
09:50 del 23/02/2016
Scritto da Carmine

Riuscire a proporre ai giocatori qualcosa di nuovo non Ŕ un compito certamente facile, ma Ubisoft negli ultimi anni ha dimostrato di saperci fare e, pur affidandosi regolarmente ai suoi brand pi¨ forti, ha sempre proposto in parallelo nuove IP e progetti quantomeno interessanti. Il 2016, tuttavia, Ŕ un anno particolare per la casa francese: il nuovo capitolo di Assassin's Creed si prende una pausa e il quinto episodio di Far Cry arriva sulle nostre console pesantemente rivisto e con una variazione sul tema importante. Cambiamenti necessari, questo Ŕ indubbio, ma saranno cambiamenti riusciti?

Addio Himalaya, benvenuti mammuttoni Far Cry Primal, come il nome lascia facilmente intuire, abbandona di botto l'era contemporanea per gettarci nell'etÓ della pietra tra trib¨ violente e un mondo ostile pronto a farci a pezzi in mille modi differenti. Durante il corso degli ultimi mesi, Ubisoft ha cercato di far arrivare al pubblico, anche attraverso eventi stampa dedicati, il messaggio che Far Cry Primal avrebbe fatto fede agli attrezzi dell'epoca, tentando di dare una spinta molto realistica al suo gioco, pur lasciando intatti tutti quegli elementi che da sempre rendono Far Cry uno dei free roaming pi¨ spettacolari da giocare. Purtroppo il risultato finale Ŕ stato ben diverso dalle nostre aspettative.á


Questa volta interpreteremo Takkar, guerriero dai poteri incredibili, e unico cacciatore della trib¨ dei Wenja a poter controllare le bestie pi¨ feroci. Un'abilitÓ talmente incisiva che potrebbe essere l'unica via di salvezza per l'intera trib¨, sparpagliata nella valle di Oros e costantemente presa di mira dagli assalti degli Izila e degli Udam, le due trib¨ rivali. Senza addentrarci troppo nella storia, sappiate solo che il vostro compito consisterÓ nel salvare dalla furia dei vostri nemici i vostri fratelli e riunificare la trib¨ in un unico villaggio di capanne. Inizierete ovviamente senza troppi strumenti per scendere in guerra ma, con il passare del tempo e con l'entrata in scena di una moltitudine di personaggi secondari decisamente sopra le righe, apprenderete la vera via del cacciatore, potenziando le vostre abilitÓ, acquisendo nuovi strumenti per la caccia, come trappole e schegge da lancio, e nuove potentissime abilitÓ. Nel gioco tutto questo si traduce in un sistema di progressione ben noto agli amanti della serie, con livelli e punti esperienza che vi daranno accesso ai rami delle abilitÓ, liberamente selezionabili per poter adattare il vostro stile di gioco a Takkar. Non mancano ovviamente i talenti per rendere il vostro alter ego pi¨ resistente, pi¨ veloce o in grado di ammaestrare le bestie pi¨ pericolose, ma spendere i punti non sarÓ un compito particolarmente bisognoso di strategia, visto che il titolo vi permetterÓ di collezionare con il tempo ogni singolo talento per Takkar, senza la necessitÓ di studiare quindi una build specifica. Mentre il vostro potere cresce, aumenteranno anche i nemici che le quest vi porteranno ad incontrare. Da semplici cavernicoli vestiti di gonnellini di pelle arriveremo a dover affrontare arcieri corazzati e avversari capaci di tirare bombe velenose o prototipi antichi di "molotov", una soluzione che fa storcere un po' il naso, se per l'appunto pensiamo al periodo storico, ma giustificata all'interno del gioco con l'adorazione specifica di alcune divinitÓ che fanno del fuoco e del veleno i loro simboli di culto. ╚ un sistema che ha permesso a Ubisoft di aggiungere all'arsenale a nostra disposizione qualche attrezzo in pi¨ rispetto alle semplici armi bianche ed archi, fattore comunque non sufficiente a dare lustro a un gameplay che risulta essere ben presto troppo ripetitivo. Non parliamo solo del sistema di combattimento, troppo rozzo per un titolo che dovrebbe fare degli scontri melee il fulcro dell'azione, ma anche di un sistema di missioni e di raccolta dei materiali che giÓ dopo la prima ora sembra volersi ripetere all'infinito senza soluzioni o trovate geniali che riescano a cambiarne il ritmo. La storyline principale, dal canto suo, non riesce a dare quello stimolo necessario a continuare a giocare con intensitÓ, un problema che gli altri Far Cry non subivano allo stesso modo. La scelta di dotare le diverse trib¨ di un linguaggio fatto di urla e versi Ŕ sicuramente lodevole per quello che concerne l'originalitÓ, ma non riesce a coinvolgere il giocatore nel modo giusto, costretto com'Ŕ a dover continuamente leggere i sottotitoli per non perdersi elementi interessanti della storia.


Bellissimo da vedere Questo Ŕ un vero peccato, perchÚ mentre sarete intenti a seguire i dialoghi a schermo correranno sullo sfondo scene particolarmente curate, esaltate da un comparto tecnico davvero di altissimo livello. Non parliamo solo di texture e di espressioni facciali ma di un mondo vivo, estremamente particolareggiato e di panorami magnifici, con giochi di luce che esaltano e rapiscono. Oros Ŕ un mondo vasto, forse fin troppo enorme se pensiamo che l'estensione della mappa Ŕ simile a quella di Far Cry 4 ma che questa volta potremo spostarci solo a piedi senza mezzi di sorta, eppur realizzato con una cura meticolosa. Solo nella seconda parte dell'avventura infatti entreremo in possesso della capacitÓ di cavalcare alcune delle bestie ammaestrate e di soggiogare anche mammut per movimenti pi¨ rapidi e sicuri. Takkar, come dicevamo, Ŕ un beastmaster esperto, dotato di poteri speciali, e con la semplice pressione di un tasto - avremmo preferito qte o missioni pi¨ complesse per ammaestrare le belve - vi sarÓ possibile fare vostra quasi qualsiasi fiera presente sulla mappa di gioco. Dai piccoli Licaoni, passando per lupi, orsi, tigri dai denti a sciabola fino ad arrivare ai feroci tassi del miele, tutti gli animali si piegheranno alla vostra volontÓ diventando fedeli servitori e aiutandovi in battaglia. L'ia gestisce le belve in Maniera semplice e pi¨ che ordinargli di stazionare in un punto o attaccare uno specifico nemico non potrete fare. Le meccaniche stealth seguono invece le impronte lasciate dai capitoli precedenti, con l'animale al vostro fianco che si adegua alla vostra posizione. Nel caso riusciste ad addomesticare un giaguaro potrete tranquillamente far fuori un intero campo di Udam senza che questi si accorgano di nulla. Al posto dei megafoni questa volta ci sono corna che possono essere suonate dai nemici per chiamare rinforzi, ma le meccaniche di gioco rimangono quelle che avete imparato ad apprezzare in passato. Uccisi tutti gli abitanti di un campo ed incendiata la pira di segnalazione potrete poi usare il suddetto come punto per il teletrasporto, in modo da velocizzare i vostri spostamenti e la raccolta di risorse. Ci saranno da raccogliere varie tipi di erbe, rocce e pelli di animali per ampliare il vostro villaggio, in un modo che ben presto vi darÓ noia. Nel nostro caso, purtroppo, ad un certo punto abbiamo addirittura disattivato le animazioni per velocizzare il processo di raccolta, dato che proprio non ne potevamo pi¨ di vedere Takkar scuoiare bestie o strappare rametti e fili d'erba, sintomo che il gioco ha grossissimi problemi di ripetitivitÓ.

Tante quest, poche cose da fare Far Cry Primal offre contenuti che potranno tenervi impegnati tranquillamente per oltre venti ore di gioco, ma di queste solo una decina saranno dedicate alle quest principali. Il resto viene amalgamato in un mix di collezionabili, missioni secondarie identiche tra loro ed eventi casuali che vi permetteranno di accrescere la popolazione nel vostro villaggio. Manca insomma maggior profonditÓ nel sistema di gioco, cosý come nel combat system, ed Ŕ dovuto con molta probabilitÓ al poco tempo di sviluppo intercorso tra questo capitolo e Far Cry 4. Anche alcune animazioni di cura, cosý come i combattimenti contro gli alligatori e i movimenti delle altre creature in gioco, ricordano fin troppo da vicino quelle viste nel capitolo precedente, uno scomodo e davvero fastidioso deja vu. Proprio le animazioni hanno alti e bassi paurosi, con alcuni momenti scriptati molto intensi e altri combattimenti con l'ia coinvolta che cadono in un baratro profondo. Uno dei veri punti di forza e di differenza di Primal poteva risiedere nel nostro compagno gufo, che possiamo richiamare in qualsiasi momento,e utilizzare sia come sentinella sia come vero e proprio bombardiere. Purtroppo abbiamo trovato il suo inserimento davvero superfluo e la sua presenza impalpabile ai fini dell'esperienza complessiva.


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Categorie: Videogames


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