La storia viene da Pavia e lascia quantomeno perplessi!

Pavia
09:45 del 21/09/2015
Scritto da Gerardo

La storia viene da Pavia e lascia quantomeno perplessi: una donna aveva fatto il pieno alla sua auto ma, arrivato il momento di pagare, non aveva saldato il conto impegnandosi con il gestore dell’area di servizio, con una dichiarazione scritta, a saldare il debito. Promessa che poi non aveva mantenuto e che le era costata un processo con l’accusa di insolvenza fraudolenta.

Il giudice del tribunale della città lombarda ha però assolto la donna applicando la nuova legge, in vigore dal 2 aprile, sulla "particolare tenuità del fatto". Il pieno era venuto a costare 121,48 euro e l'’automobilista, secondo la ricostruzione eseguita dalla procura, il 28 agosto del 2012 aveva spiegato al gestore dell’area di servizio di essersi accorta di non avere denaro con sé solo dopo aver fatto benzina. La decisione è tra le prime applicazioni concrete del decreto legislativo 28 del 16 marzo, entrato in vigore ad aprile, sulla depenalizzazione dei reati minori.


Articolo letto: 873 volte
Categorie: Cronaca


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Risposte - Commenti

Alberto

21/09/2015 10:12:21
Ma per quale motivo questa piu' semplicemente non ha pagato ? Ed il giudice non si e' reso conto che la signora di reati ne aveva compiuti due a) non ha paģato il conto; b) ha concorso ad inflazionare il gia' abbondante contenzso. Non ci sta quindi l'assoluzione cosi' come il giudice non sembra all'altezza per giudicare. Va cambiato. !
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