Tutto come previsto: Emmanuel Macron è il nuovo presidente della Repubblica Francese. Il candidato di En Marche! batte il fronte anti-europeista che ha in Marine Le Pen la sua stella più scintillante. Una vittoria nettissima, con circa il 65% dei voti al ballottaggio

Genova
06:00 del 08/05/2017
Scritto da Sasha

Tutto come previsto: Emmanuel Macron è il nuovo presidente della Repubblica Francese. Il candidato di En Marche! batte il fronte anti-europeista che ha in Marine Le Pen la sua stella più scintillante. Una vittoria nettissima, con circa il 65% dei voti al ballottaggio. La Francia, dunque, sceglie l’Europa, Bruxelles, la finanza, Angela Merkel. Già, perché dietro al nuovo “eroe” che ha fermato l’avanzata dei “pericolosi populisti” agiscono forze ed attori che non promettono nulla di buono. Tanto che nel primo discorso da neo-presidente, Macron ha subito promesso che difenderà questa Europa. Come cambierà, dunque, il Vecchio Continente? E soprattutto, chi è davvero il leader di En Marche? Quali manine lo hanno condotto all’Eliseo? Per ottenere le risposte a queste domande, vi riproponiamo un articolo scritto da Gianluigi Paragone qualche giorno fa: ecco con chi avremo a che fare.

Macron, il candidato moderno. Il presidente in pectore che andrà oltre i partiti tradizionali. Il giovane euro entusiasta. Riformista, solidarista, liberista e, visto che ci siamo, anche liberal quanto basta da sposare una donna più grande di lui di parecchi anni. Macron, il candidato a taglia unica, che va bene sia ai radical chic della sinistra francese che ai moderati che guardarono a Sarkozy con fiducia. Macron, il banchiere di Rothschild, l’amico dell’Europa e nemico dei nazionalismi.

Quante cose è questo Macron, la faccia pulita che un pezzo di Francia ha scelto per andare al ballottaggio contro la pericolosa xenofoba Marine Le Pen, che – per quanto ridimensionta – alla sfida a due è riuscita ad andarci. Macron è sostanzialmente tutto e nulla, come si addice ai leader moderni: non è importante avere l’esperienza per guidare un Paese, basta avere la rete di relazioni che contano. E lui ce l’ha. Ecco perché di tutte le definizioni con cui l’hanno descritto ne manca una, assai maliziosa, che tuttavia le contiene tutte: Macron, il presidente duttile, teleguidabile. Un altro presidente perfetto per quel sistema GangBank che racconto nel mio libro appena uscito sul perverso intreccio tra finanza e politica. Un altro di quei signori che entreranno e usciranno dalle banche d’affari: Rothschild, Goldman Sachs, Jp Morgan, Morgan Stanley e compagnia bella.


«Farò da argine ai nazionalismi – ha commentato – Hanno perso i partiti tradizionali». È vero, hanno perso i partiti tradizionali, ha vinto la finanza speculativa. Ma ovviamente in questo clima di melassa non suona strano a nessuno se i partiti tradizionali stiano perdendo dappertutto, sostituiti da contenitori a taglia unica, unisex guidati da giovani rottamatori. Nell’Europa del neoliberismo i partiti tradizionali sono ferri vecchi, pezzi di antiquariato perché antiquato è il mondo cui si riferivano. Se il lavoro è disarticolato, non ha senso un partito socialista. Se le piccole imprese affogano nella tempesta della globalizzazione finanziaria, nemmeno un partito liberale serve. Così come è fuorimoda un partito repubblicano senza una Repubblica sovrana.Nella politica moderna financo la Costituzione diventa un impiccio. Una costituzione che parli di lavoro e di impresa, di diritti e di Stato, non può essere la carta fondamentale per mancanza dell’oggetto in questione. Macron è il campione di una modernità costruita in laboratorio per distruggere gli Stati.

In Francia il sistema GangBank non poteva perdere: sarebbe stata la fine. Ora le paure sono finite: in Italia, la legge elettorale è funzionale all’eurismo distruttivo. La propaganda farà il resto: come potete fidarvi della Le Pen? Come potete mandare al governo i Cinquestelle o Salvini? Come pensate di uscire dall’euro? Non solo seminano il panico ma colpevolizzano pure la vittima: avete vissuto sopra le vostre possibilità! Adesso, state buoni.

GUARDA QUESTO VIDEO. E’ SUFFICIENTE PER SPIEGARTI CHE NOI ERAVAMO CON MARINE LE PEN


Marine Le Pen distrugge Angela Merkel di bigcocomero


Articolo letto: 894 volte
Categorie: , Cronaca, Denunce, Esteri, Politica


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Risposte - Commenti

Paolo

08/05/2017 12:58:52
Signori sono di poche parole il mondo e pieno di burattini specifichiamo un punto chi sta in politica francia italia ecc.
6

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