Il cadavere recuperato in un fossato a due chilometri di distanza dall’abitazione della donna scomparsa spalanca uno scenario inquietante...

Asti
10:10 del 19/10/2014
Scritto da Albertone

Se davvero il cadavere recuperato ieri in un fossato della piana del Tanaro, in frazione Chiappa di Isola, fosse quello di Elena Ceste, bisognerebbe chiedersi chi conduce le indagini in Italia. Il discorso è forse fuori luogo, ma è pur vero che il corpo della donna sparita da Costigliole forse si trovava in quel punto da mesi. A, metro più metro meno, nemmeno due chilometri dall’abitazione in cui abitava con il merito e i figli. Il ritrovamento è stato casuale, sono stati un cantoniere del Comune di Isola che stava pulendo il canale di scolo e un contadino che stava facendo i lavori vicino a casa a vedere qualcosa di insolito e strano. Avvicinati, non hanno avuto dubbi.

Gli inquirenti naturalmente hanno la bocca cucita e non si sbilanciano. Nessuno avanza ipotesi anche se il dubbio ha assalito ormai chiunque. La vicenda di Elena Ceste perdura ormai dal mese di gennaio, quando la mamma è improvvisamente svanita nel nulla in un paesino in cui tutti sanno vita, morte e miracoli dei vicini di casa. La donna, fra l’incredulità generale, se n’era andata di buon mattino, presumibilmente attorno alle 8,30, lasciando all’ingresso del giardino tutti i propri vestiti accuratamente ripiegati. Se n’era andata, il sospetto del marito, completamente nuda, imboccando la sola strada che passa davanti casa. Un’ipotesi talmente surreale da aver spinto gli inquirenti ad indagare nella vita privata scovando un matrimonio sostanzialmente immacolato, una donna premurosa forse in preda ad attacchi d’ansia. Si era parlato di video hard mai ritrovati, si era ipotizzata una fuga in un convento mai suffragata da prove reali.

Ora si scopre che c’è un cadavere a due chilometri di distanza dall’abitazione, in avanzato stato di decomposizione, tanto da non poter essere associato nemmeno ad un uomo o ad una donna. Gli inquirenti assicurano che in quel punto le squadre siano passate ed abbiano fatto il loro dovere. Ma i dubbi restano tanti. Le perplessità sul modo in cui sia stato ricercato il corpo della donna non sono mai mancate. Già fin dai primi giorni, carabinieri e Polizia hanno valutato ogni pista per ritrovare la donna viva. Si pensava ad una fuga, ad una crisi esistenziale. È stata scandagliata la vita del marito senza scovare punti deboli. La domanda è un’altra: se il cadavere ritrovato fosse quello di Elena Ceste, qualcuno dovrebbe spiegare come sono state condotte le indagini.

È mai possibile che sia stato compiuto un errore così grave? Il posto si raggiunge comodamente in macchina e a piedi, è una vecchia strada di campagna interrotta dai binari della linea che porta ad Alba (da tempo non è in funzione), e si collega poi alla vecchia strada di Motta che viaggia sotto la collina. Intorno ci sono solo poche case e una piccola stazione ristrutturata. Il cadavere pare sia riemerso in un fosso nascosto da un cumulo di terra tra i rovi. Potrebbe essere stata l’acqua piovuta nei giorni scorsi a far riemergere il corpo? 


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Categorie: Cronaca


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