Ava Winery, una startup americana, ha trovato il modo di trasformare l’acqua in vino sintetico nel giro di pochi minuti. Senza utilizzare nemmeno un chicco d’uva. Ma dove va a finire la qualità?

Bologna
06:00 del 04/07/2017
Scritto da Sasha

Ava Winery, una startup americana, ha trovato il modo di trasformare l’acqua in vino sintetico nel giro di pochi minuti. Senza utilizzare nemmeno un chicco d’uva. Ma dove va a finire la qualità?

Si chiama Ava Winery, è una startup con sede a San Francisco fondata da Mardonn Chua e Alec Lee. I due co-fondatori, amici, non potendosi permettere una bottiglia di prestigioso Chardonnay californiano hanno pensato bene di crearne una versione economica. Come? Producendo in laboratorio un vino sintetico.

Per assurdo che possa sembrare, l’azienda sta continuando a lavorarci. E i primi prodotti potrebbero presto arrivare nei supermercati…

Ava Winery e il vino sintetico


La startup è stata fondata nel 2015 con l’intervento di un biotecnologo e di un sommelier. Negli ultimi due anni, il team si è preoccupato di sviluppare un processo per ricreare il vino “molecola dopo molecola. Come? Utilizzando sapori artificiali, zuccheri, acidi ed etanolo.

Stando a quanto racconta uno dei due co-fondatori, Alec Lee, tutto è cominciato in un ristorante di San Francisco.

“In una vetrina accostata alla parete, c’era una bottiglia di Chateau Montelena del 1973. L’etichetta riportava il prezzo: 10mila dollari. Ovviamente non potevamo permettercela. Ma ci siamo chiesti: e se potessimo identificare tutti i componenti chimici e ricreare noi stessi quello stesso prodotto? Lavoravamo già in un laboratorio. Avevamo quindi la possibilità di rendere quell’esperienza accessibile a tutti”.

Quella bottiglia di Chateau Montelena era quasi un reperto storico. Questo Chardonnay californiano, infatti, è riuscito a battere i migliori ‘omologhi’ francesi della Borgogna. Nel 1976, durante una competizione internazionale a Parigi, il Montelena batteva il vino francese a una degustazione. Da quel momento in poi, i vini californiani non sono stati più misconosciuti.

Quello che si propongono i due, raccontando questa storia, appare quindi ancora più assurdo. Come può una lavorazione tipica, storica, essere riprodotta in appena 15 minuti?

Da: QUI


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Categorie: , Ambiente, Denunce, Economia, Sociale


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