Uno schiaffo e una minaccia. Il vertice a due tra Angela Merkel e Matteo Renzi a Maranello si conclude nel peggiore dei modi, perché su entrambi i temi caldi, immigrazione e post-terremoto, la cancelliera tedesca pare quasi irridere l’Italia.

Milano
09:00 del 02/09/2016
Scritto da Sasha

GLI SCHIAFFI DELLA CULONA CHE I TG NON TI HANNO RACCONTATO: ECCO COME LA MERKEL HA UMILIATO RENZIE

Uno schiaffo e una minaccia. Il vertice a due tra Angela Merkel e Matteo Renzi a Maranello si conclude nel peggiore dei modi, perché su entrambi i temi caldi, immigrazione e post-terremoto, la cancelliera tedesca pare quasi irridere l’Italia.

Terremoto e Juncker – Al di là del gesto che sa un po’ di elemosina (“La Germania ricostruirà una scuola nelle zone terremotate, non so se ad Amatrice”, ha detto Angela), non possono essere sfuggiti due concetti basilari. Il primo riguarda proprio il terremoto. L’obiettivo di Renzi era ed è quello di far considerare all’Unione europea le spese per la ricostruzione fuori dal computo del deficit italiano.

“Senza dubbio ci sarà modo di trovare buone soluzioni – ha sorriso benevola la Merkel -. all’interno del Patto di Stabilità e tenuto conto della catastrofe che c’è stata”. “L’Italia presenterà un progetto, lo farà in modo trasparente, e allora troveremo una soluzione”, ha proseguito, per poi correggersi parzialmente: “Naturalmente il partner è la Commissione, non la Germania”.


Vale a dire, deciderà il falco del rigore Jean-Claude Juncker. Pessime notizie per Renzi e per l’Italia. Le aperture della Merkel sono da leggere in chiave di legami internazionali post-Brexit (senza l’Inghilterra, serve un riavvicinamento con Roma e Parigi), ma Juncker farà altre valutazioni. Renzi punta ad andare oltre l’1,8% del rapporto deficit/Pil fissato per il 2017, si parla di 2,3 miliardi di euro. “Sarà lunga e non sarà facile”, confida ai suoi il premier al di là di ottimismi e sorrisi sbandierati. Gli immigrati – C’è poi la questione immigrazione, e qui la Merkel ha quasi umiliato l’Italia. “Anche noi tedeschi abbiamo ignorato troppo a lungo il problema e rimosso la necessità di una soluzione europea”. “Nel 2004 e nel 2005 – ha dichiarato la Merkel in una intervista alla vigilia del vertice italiano – c’erano già molti arrivi di rifugiati, ma abbiamo lasciato che affrontassero il problema la Spagna e gli altri Paesi alle frontiere esterne”.

Ha citato la Spagna, non l’Italia. E non è un caso: il governo spagnolo ha affrontato l’emergenza con le maniere forti, tra fili spinati, barriere e sparatorie nelle enclave africane di Ceuta e Melilla. Altro che l’accoglienza a tutti i costi di Renzi e degli altri governi italiani di centrosinistra.


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Categorie: Cronaca, Esteri


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