Il circuito di Monza nel 2016 rischia di non far parte del calendario mondiale dei motori per via di un contratto che i vertici del circus definiscono poco conveniente

Milano
07:37 del 04/07/2014
Scritto da Albertone

C'è tempo un anno per far cambiare idea a Bernie Ecclestone, per convincere il circus mondiale della Formula 1 che Monza è nell'Olimpo dei Motori grazie ad una storia ultradecennale e grazie ad un circuito immerso nel parco cintato più grande d'Europa che rappresenta già di per sè uno spettacolo inbcancellabile. Invece, in questo mondo ormai soggiogato al dio denaro, c'è chi vuol togliere la Formula 1 all'Italia. Vorrebbe portarla altrove, magari in qualche sperduta landa dell'Oriente, dove pochi sceicchi milionari sono pronti a ricoprire d'oro tutto il circus pur di veder sfrecciare Mercedes, Ferrari e via discorrendo a pochi chilometri da casa loro. Vogliamo svegliarci ed impedire che questo accada, oppure alle parole di facciata non farà seguito mezzo fatto?

Monza, sia chiaro, ha tutto per far parte della ventina di circuiti sparsi per il mondo su cui la Formula 1 corre da marzo a novembre. E' un circuito all'avanguardia, veloce e spettacolare, immerso nel verde, panoramico e storico. Chi vince a Monza può prendersi la Coppa, metterla in bacheca e vantarsene per il resto della vita. Per la Ferrari, poi, qui equivale a correre in casa. Le tribune si colorano di rosso, per Maranello si muove una Nazione intera. Certo, il tifo è caldissimo, assopito nel corso degli ultimi anni solo da un caro biglietti senza precedenti. Ma di posti in tribuna liberi non se n'è mai visto mezzo. Dalle prove del venerdì alla gara della domenica, arrivano a Monza qualcosa come 150mila persone. Un flusso di gente da tutto il mondo che muove l'economia della Regione, ravviva il commercio nella città a 15 chilometri di Milano e soprattutto accende i riflettori del mondo su di noi. Sull'Italia.

A Bernie Ecclestone, padre padrone della Formula 1, tutto questo non basta. Lui vuole contratti, soldi, sponsor. E l'Italia, come naturale che sia, ha meno da offrire sotto questo punto di vista rispetto ai Paesi in cui non c'è un briciolo di democrazia, ma i Governi possono concedersi lussi che qui in Europa sono ormai delle utopie. Se Ecclestone non si fermerà da solo, bisognerà che l'Italia intera lo costringa a fare un passo indietro, a rimangarsi ciò che ha detto. Per il momento siamo alla fase delle dichiarazioni di facciata. Sotto questo punto di vista, noi siamo degli specialisti assoluti. Partiremmo sempre in pole postion. Salvo poi innestare la retro quando si passa ai fatti concreti. Ad esporsi in prima persona è stato il governatore della Lombardia, Roberto Maroni: "Il Gran Premio di Monza è patrimonio dell'Italia intera e non solo della Lombardia. Serve quanto prima una cabina di regia comune, che coinvolga il Governo nazionale, per assicurare un futuro al Gran Premio d'Italia anche dopo il 2015: Regione Lombardia ha sempre fatto la propria parte e la farà pure questa volta, ma auspichiamo che anche il premier Matteo Renzi non si sottragga alle sue responsabilità". Già, ora la palla passa a Renzi. Sarà lui, gli chiedono tutti i partiti, a dover andare in Europa a spiegare quanto Monza sia importante per l'Italia, per la Formula 1 e per il Mondo. Importante per la storia, che non si può comprare a suon di milioni di euro.


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Categorie: Formula 1, Motori


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