DOMANDE SCOMODE. Quesiti che nascono dentro di te, in profondità, da qualche parte più vicina al cuore che alla mente.

Milano
08:00 del 15/02/2019
Scritto da Gerardo

Ci sono domande e domande. Un conto è chiedersi cosa mangerai per pranzo oppure se si metterà a piovere proprio mentre tornerai a casa in bicicletta. Sono domande facili, banali, superficiali, che entrano ed escono dalla tua mente alla velocità della luce.

Poi ci sono quelle che potrei definire “domande scomode“. Quesiti che nascono dentro di te, in profondità, da qualche parte più vicina al cuore che alla mente.

Sono domande scomode perché non solo è difficile trovarvi una risposta, ma è anche doloroso affrontarle, persino pronunciarle ad alta voce. Hai mai provato a chiederti ad alta voce se sei felice? È una domanda che non ti mette a tuo agio, anzi. È scomoda perché sai che riporta a galla questioni che avevi sperato di non dover più affrontare, che ti costringono ad affrontare la realtà e a prendere una decisione.

Magari hai passato anni a non scegliere, ma di fronte a certe riflessioni non puoi più far finta di niente. E le domande scomode servono a questo: ti tirano fuori dalla comfort zone e ti mettono di fronte a questioni importanti, che ti colpiscono forte in questa vita basata su modelli così superficiali.

C’è chi non affronta le domande scomode. Le tiene ben lontane, vive senza grande consapevolezza e si fa trasportare dagli eventi, senza mettere mai in dubbio niente, senza mai allontanarsi dalle convinzioni con cui è stato cresciuto.

Poi c’è chi non si vuole arrendere a una vita infelice. Non vuole piegare la testa e accettare che “la vita gli accada“. Vuole essere l’autore della sua storia, e vuole che sia una storia straordinaria.

Solo a quel punto accetta di affrontare le “domande scomode”, il primo vero step per iniziare una meravigliosa rivoluzione personale. Ce ne sono a centinaia, perché si tratta di quesiti molto personali, modellati sulla propria esperienza e sulla propria situazione.

Ma ci sono cinque domande scomode e diverse dalle più note, che tutti dovrebbero porsi pervalutare che livelli di felicità e soddisfazione ha raggiunto la propria vita.

5 domande scomode per capire se è il momento di cambiare vita

1 Ti ricordi cosa hai fatto tre giorni fa?

La chiamo la “regola dei tre giorni“. È un indice utile a capire se stai valorizzando o sprecando il tempo a tua disposizioneil bene più importante che hai.

Chiediti se ti ricordi cosa hai fatto tre giorni fa, senza pensarci più di tanto. Chiedilo ogni tre giorni, per un mese. Se ogni volta riesci a individuare subito qualcosa di positivo che ha caratterizzato la tua giornata, significa che probabilmente sai come valorizzare il tuo tempo. 

Se invece ogni volta che ti poni questa domanda non riesci a ricordare nulla di particolarmente positivo, significa che le tue giornate sono tutte uguali. La routine ha preso il sopravvento e ha trasformato la tua vita in una lunga serie di repliche della stessa giornata: sveglia al mattino, lavoro, commissioni, cena e letto. Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana.

Se ti ritrovi in questa descrizione, non avere paura di affrontare tutte le domande scomode che sicuramente stai tenendo a bada da qualche parte dentro di te. La prima delle quali è sicuramente: “Sto sprecando la mia vita?”


2 Vai a dormire sorridendo?

Diamo per scontato tante piccole cose al giorno d’oggi, nonostante molte di queste siano semplicemente fondamentali per stare davvero bene. Andare a dormire con serenità è una di queste.

Tendiamo a sottovalutare l’ultimo momento di coscienza prima di addormentarci, ma anche questo è un indice quanto mai preciso dei livelli di felicità della nostra vita.

Se vai a dormire con il sorriso sulle labbra, molto probabilmente è perché hai una consapevolezza: sai di non aver sprecato il tuo tempo. I “sorrisi della sera” li noti soprattutto quando viaggi: hai esplorato un luogo nuovo, hai mangiato piatti dai sapori inediti, hai parlato con persone che vivono in modo diverso dal tuo, lontano migliaia di chilometri da casa tua. Hai dato valore al tuo tempo, hai la sensazione di aver fatto qualcosa di importante per te e per la tua felicità.

Se invece vai a dormire con l’unico desiderio di piombare nell’oscurità del sonno e non sentire più nulla, sicuramente devi apportare un cambiamento forte alla tua vita. Perché può succedere occasionalmente, ma se succede ogni sera significa che stai vivendo un’esistenza estremamente triste. Non sei soddisfatto, non sei realizzato. Non sperare che cambi qualcosa, sii tu il cambiamento. Taglia e aggiungi pezzi alla tua vita, finché non andrai a dormire con il sorriso e il desiderio di svegliarti presto per vivere un’altra meravigliosa giornata.

3 Se non dovessi più lavorare, vivresti nello stesso posto?

La felicità si trova innanzitutto dentro di te. Per poter vivere un’esistenza davvero soddisfacente, devi prima di tutto essere felice di ciò che sei, perché solo chi sta bene con se stesso sta bene con gli altri. Detto ciò, certi livelli di felicità si possono raggiungere solo se anche il contesto in cui viviamo è adatto al nostro benessere emotivo. Circondarsi delle persone giuste ed eliminare chi non ha altro che negatività da offrire è un’ottima idea, ma non è l’unica.

Tendiamo a credere di avere un obbligo morale nei confronti del luogo in cui siamo nati e cresciuti. In realtà non è così, non siamo alberi. Siamo nomadi nella nostra natura e dovremmo sempre muoverci verso la nostra felicità, anche se si trova dall’altra parte del mondo.

Quindi, poniti questa domanda scomoda: se potessi non lavorare più, continueresti a vivere nella città in cui vivi ora? È una domanda potente, perché ti mostra senza alcuna ombra di dubbio se ti trovi nel posto giusto oppure no. Se rispondi di sì, perché adori il luogo in cui vivi, è molto probabile che tu abbia una vita serena; se rispondi istintivamente di no, devi mettere in atto un cambiamento. La felicità nasce dentro di te, ma si alimenta di tutto ciò che hai intorno.

4 Quanta distanza c’è tra la vita che sognavi e la realtà?

I bambini non conoscono limiti, non considerano gli ostacoli e puntano dritti ai loro sogni. Quando sei bambino puoi desiderare qualunque cosa e nessuno ti può giudicare; quando cresci, invece, tutto e tutti ti portano a smettere di fantasticare. Ti dicono che non c’è spazio per quelle sciocchezze nella vita adulta.

Eppure quello che sognavi da bambino era con ogni probabilità la proiezione di una vita felice. Una visione infantile e approssimativa, ma era quello che avresti voluto senza tutte le interferenze che subentrano crescendo.

Chiaramente non ha senso tornare a desiderare ciò che si desiderava da bambini. Diventando adulti l’idea di fare l’astronauta o il wrestler perde un po’ del suo fascino. Tuttavia, chiederti quanta distanza ci sia tra i sogni che avevi e la tua vita attuale è un ottimo modo per capire se stai dando la giusta direzione al tuo percorso.

In altre parole: stai vivendo un’esistenza lontana da quelli che erano e sono i tuoi desideri? Se hai sempre desiderato una vita avventurosa, all’aria aperta e in costante movimento ma poi ti ritrovi chiuso tra quattro pareti per dieci ore al giorno… forse la distanza tra aspettativa e realtà è troppo grande. Forse è ora di cambiare qualcosa.

Questa domanda scomoda conduce a un’altra: come ti senti all’idea di vivere la stessa vita che hai oggi tra dieci anni?

Prendi la tua vita attuale e immagina di vivere nello stesso modo tra dieci anni. Se l’idea non ti dispiace, sei sulla strada giusta. Se l’idea ti paralizza dalla paura, sappi che puoi fare una sola cosa: cambiare. Affinché la tua vita non sia uguale a quella attuale in futuro, è necessario che tu metta in atto un cambiamento, subito.

5 Vivi davvero secondo le tue priorità?

Per alcuni le priorità della vita sono la sicurezza di un buon lavoro, i risparmi in banca, la certezza di non correre rischi, l’auto in garage, l’accettazione sociale e l’attesa spasmodica del sabato sera per interrompere la routine. Non c’è niente di male in tutto ciò… a meno che non siano queste le tue priorità.

Milioni di persone sono intrappolate in un’esistenza che non hanno scelto consapevolmente ma che gli è stata cucita addosso. Se ami viaggiare e non stai viaggiando, stai sprecando il tuo tempo. Per quanto possa risultare brutale, è la realtà. La felicità è una questione di priorità: se metti sempre al secondo posto ciò che ti piace fare, magari per accontentare altre persone o perché ti è stata inculcata la cultura del sacrificio a tutti i costi, non potrai mai raggiungerla.

Fai una lista delle tue priorità, mettendoci tutto quello che ti fa sorridere l’anima. Può essere viaggiare, ma non solo: può essere il tempo che passi con la persona che ami, quello speso ad occuparti delle tue passioni, camminare sulla spiaggia, osservare l’alba senza fretta… qualunque cosa ti passi per la testa, scrivila. Leggi le parole sul foglio, poi chiediti se stai davvero vivendo secondo quelle priorità. In caso di risposta negativa, sai cosa fare.

Da: QUI


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Categorie: , Curiosità, Sociale


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