L’additivo alimentare E319, il butilidrochinone terziario, minaccia il nostro sistema immunitario e indebolisce l’efficacia del vaccino anti influenzale.

Milano
07:00 del 19/04/2019
Scritto da Gerardo

L’additivo alimentare E319, il butilidrochinone terziario, minaccia il nostro sistema immunitario e indebolisce l’efficacia del vaccino anti influenzale. E’ quanto hanno scoperto i ricercatori dell’Università del Michigan che hanno condotto uno studio sui topi dopo averli esposti al conservante, in quantità proporzionali a quelli consumati dall’uomo.

L’additivo alimentare è stato messo al bando in Giappone ma continua ad essere autorizzato (e quindi utilizzato) in Europa o negli Stati Uniti: nella nostra guida sugli additivi alimentari avevamo indicato il butilidrochinone terziario con il semaforo rosso, ovvero tra gli additivi da evitare perché provoca irritazioni cutanee e gastriche oltre ad essere controindicato negli asmatici. Qualche anno fa l’Efsa ha sottoposto a rivalutazione l’additivo – consentito con una dose giornaliera accettabile (Dga) di 0,7 mg / kg di peso corporeo – concludendo che le stime dell’esposizione sono tali da far superare la dga, in particolare nei lattanti.


L’E319 è contenuto nella lista ingredienti di numerosi alimenti di uso quotidiano: oli da cucina, carni congelate (specialmente pesce) e alimenti trasformati come patatine e cracker. I ricercatori hanno notato che quando l’additivo è stato introdotto nella dieta dei topi, questo ha influenzato alcune cellule importanti nell’effettuare una risposta immunitaria adeguata all’influenza.

Utilizzando vari ceppi influenzali tra cui H1N1 e H3N2, i due ricercatori si sono concentrati sulle cellule CD4 e CD8 T e hanno incorporato il butilidrochinone terziario nel cibo dei topi in una quantità paragonabile al consumo umano: le cellule T CD4 sono come i registi che dicono a tutti gli altri cosa fare” hanno detto i ricercatori mentre “le cellule T CD8 sono gli attori che fanno ciò che il regista vuole”.

“Nel complesso, abbiamo visto un numero ridotto di cellule T CD8 nel polmone e una riduzione del numero di cellule CD4 e CD8 T che potrebbero identificare il virus dell’influenza nei topi esposti all’E319”, hanno aggiunto i ricercatori. “Questi topi avevano anche un’infiammazione diffusa e la produzione di muco nei polmoni“.

TBHQ ha anche rallentato l’attivazione iniziale delle cellule T, riducendo la loro capacità di combattere prima un’infezione. Ciò ha permesso al virus di dilagare nei topi fino a quando le cellule non si sono completamente attivate.

Una seconda fase dello studio ha mostrato che l’additivo ostacolava la capacità del sistema immunitario di ricordare come rispondere al virus dell’influenza, in particolare quando un altro ceppo veniva introdotto in un altro momento. Ciò ha comportato un recupero più lungo e una maggiore perdita di peso nei topi.

Da: QUI

 


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Categorie: , Ambiente, Denunce, Salute


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