Dubai, il museo del futuro ma l’Italia deve solo copiare. Tristissimo guardare gli altri paesi che avanzano e l’Italia che rimane indietro

Ravenna
10:22 del 06/03/2015
Scritto da Gerardo

Museo, ma soprattutto polo dell’innovazione: sarà un incrocio a mezza strada il Museum of the Future di Dubai, che aprirà i battenti nel 2017, andando ad arricchire un panorama cittadino a suo modo ormai iconico, dopo l’Annuncio ieri, nella capitale degli Emirati. Un progetto che vale 136 milioni di dollari, dalla struttura ovale, dagli esterni scintillanti e dall’approccio futuristico, che sorgerà nel distretto finanziario della città, all’ombra del grattacielo Burj Khalifa: lavori al via quindi per un edificio il cui motto è See the future, create the future e che, almeno dalle anticipazioni, non intende tralasciare alcun dettaglio anche dal punto di vista dell’offerta per l’intrattenimento.

Come annunciato via Twitter dallo sceicco Sheik Mohammed bin Rashid Al Maktoum -primo ministro e vicepresidente degli Emirati Arabi ma anche emiro della città sul golfo – il museo “sarà un ambiente integrato che consentirà alle menti creative di testare, creare e commercializzare servizi e prototipi futuristici”. Non un polo museale in senso stretto quindi, ma più un contesto per favorire la nascita di idee e alimentare la scena dell’innovazione locale, anche grazie a un’offerta di corsi avanzati e di workshop specializzati, fino a farlo diventare quindi la destinazione naturale per i più talentuosi imprenditori e innovatori, della scena araba ma anche mondiale. Con una dichiarazione un po’ ambiziosa, Sheik Mohammed ha dichiarato che “il futuro appartiene a chi sa immaginarlo, progettarlo, eseguirlo. Negli Emirati Arabi la pensiamo diversamente. Altri lo prevedono, noi lo creiamo”.


La struttura ospiterà quindi laboratori dedicati a educazione, Salute, energia e trasporti e smart cities, oltre alle sezioni permanenti; e sarà anche il luogo dove testare le innovazioni dei giganti del tech ma anche delle start up e degli istituti di ricerca. A guidare il museo un board fiduciario presieduto dal principe Sheikh Hamdan bin Mohammed bin Rashid Al Maktoum.

Il museo come passo tra i passi di un’evoluzione della visione stessa di Dubai, che pure è impegnata su altri fronti, per favorire l’innovazione e il progresso tech, ad esempio l’iniziativa Drones for Good, pensata per l’uso uManitario dei velivoli senza pilota, ma che deve guarda al futuro prossimo con un certa fretta, non mancando tanto tempo per l’organizzazione di Expo2020, la prima esposizione mondiale che va in scena nel Medio Oriente. Non dovrebbe mancare, dopo la creazione della struttura, un più stretto rapporto con governi ed enti mondiali coinvolti nella ricerca di soluzioni per le sfide del futuro.


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Categorie: Cultura, Curiosità, Sociale, Tecnologia


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